Visualizzazione post con etichetta Preghiera e Azione. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Preghiera e Azione. Mostra tutti i post

sabato 16 luglio 2011

LA PREOCCUPAZIONE DEL MONDO ED ESSERE IL SALE DELLA TERRA

"Quello seminato tra le spine è colui che ascolta la parola, ma la preoccupazione del mondo e l'inganno della ricchezza soffocano la parola ed essa non dà frutto. Quello seminato nella terra buona è colui che ascolta la parola e la comprende; questi dà frutto e produce ora il cento, ora il sessanta, ora il trenta". Dal Vangelo del giorno XV domenica del tempo ordinario anno A
(CCC n. 27)


Il desiderio di Dio è iscritto nel cuore dell'uomo, perché l'uomo è stato creato da Dio e per Dio; e Dio non cessa di attirare a sé l'uomo e soltanto in Dio l'uomo troverà la verità e la felicità che cerca senza posa. (CCC n. 29) Ma questo "intimo e vitale legame con Dio" può essere dimenticato, misconosciuto e perfino esplicitamente rifiutato dall'uomo.

Tali atteggiamenti possono avere origini assai diverse: la ribellione contro la presenza del male nel mondo, l'ignoranza o l'indifferenza religiosa, le preoccupazioni del mondo e delle ricchezze (Mt 13,22), il cattivo esempio dei credenti, le correnti di pensiero ostili alla religione, e infine la tendenza dell'uomo peccatore a nascondersi per paura, davanti a Dio (Gn 3,8-10) e a fuggire davanti alla sua chiamata (Gio 1,3).
In effetti la "preoccupazione del mondo" non è qualcosa necessariamente legato al "mondo del peccato" ma quell'insieme di preoccupazioni e di ansietà - e di fantasmi - che nascono dal nostro io ferito, il quale, si accanisce verso le situazioni di comodità e borghesi, e non ci spinge oltre, verso una radicale e continua trasformazione del cuore in Cristo.

Anche le cose buone possono diventare "una preoccupazione del mondo" nel momento stesso che diventano ossessive ed assolute e non luogo vocazionale. Per questo occorre continuo discernimento. Anche le "cose del Regno", gli impegni pastorali, persino alcuni valori, come la pace, l'aiuto ai poveri e le scelte di campo, possono diventare "preoccupazione del mondo" nel momento in cui cessano di essere luogo che la provvidenza ci dona per testimoniare la nostra fede e diventano il luogo di un assoluto capitolando facilmente in ideologia e prendendo il posto di Cristo.

Per questo occorre continuo discernimento.

La Chiesa in questo è madre e maestra.E il posto di Cristo non è quello di essere "il centro" della nostra vita, così come noi lo pensiamo, ma il posto che Egli decide di prendere e dove Egli decide di stare e dove Egli decide di portarci.

Perché Cristo è come un bimbo che "non ti ascolta" e fa quello che ritiene opportuno. Però, mentre un bimbo lo fa per sé, Cristo lo fa per Te e solo per Te; il tuo cuore, infatti, è amato sommamente e con amore di sangue.

Ci si può infatti ingannare. Persino con il valore della povertà, perché si può diventare "ricchi" di questo valore, alimentando il dramma della superbia... dimenticando che nudi siamo venuti al mondo e nudi siamo chiamati a lasciare questo mondo. Riconoscere di essere nudi ci aiuta ad essere vestiti - e a portare frutto - nella grazia di Cristo.

Spogliamoci dunque di noi stessi e della nostra tristezza - tristezza mortale in verità - e rivestiamoci dell'abito della gioia che solo Lui, Signore e maestro può donarci.

sabato 9 luglio 2011

Don Stefano Gobbi prega per noi




Nel giorno della solennità di Pietro e Paolo e nell'ora della Divina Misericordia, don Stefano Gobbi è tornato a Casa.

Molti lo conoscono per il Movimento Sacerdotale Mariano e per i messaggi che diffondeva da quando a Fatima ebbe le prime locuzioni interiori nel 1972.

Noi lo vogliamo ricordare come un uomo di Chiesa, fedele al Papa, apostolo di Maria in quanto molto innamorato della nostra cara Mamma e apostolo delle genti in quanto diffuse e "fece tornare di moda" (scusate il virgolettato ma rende molto l'idea della realtà) l'importante atto di consacrazione della propria persona alla Madonna e al Suo Cuore Immacolato attraverso una seria preparazione.

Una seria preparazione che non si deve intendere sotto l'aspetto culturale, ma spirituale: preghiera, fedeltà alla preghiera quotidiana, sacramenti e Sacra Scrittura.

Devozione intesa come azione, coscientizzazione.
Don Stefano Gobbi aveva visitato più volte i cinque continenti per presiedere i Cenacoli Regionali, facendo circa 900 voli di aereo e numerosi viaggi in macchina e in treno ed ha fatto 2.210 Cenacoli, di cui 1.015 in Europa, 840 in America, 97 in Africa, 116 in Asia e 142 in Oceania.

Dopo il 1995 fino a ieri, Don Gobbi ha continuato a presiedere i Cenacoli in tutti i cinque i continenti nonostante l'età e un grosso infarto.
Le 3 del pomeriggio ci indicano l’ora della Misericordia, la Coroncina della Divina Misericordia, e Don Gobbi per molti anni portò nel mondo l’annuncio della Misericordia di Gesù.
Al Movimento, diffuso oggi in tutto il mondo, aderiscono alcuni Cardinali, oltre 350 Arcivescovi e Vescovi, 150.000 Sacerdoti del clero secolare e di tutti gli Ordini e Istituti Religiosi, oltre a decine di milioni di fedeli.

Ogni giudizio lo lasciamo alla Santa Madre Chiesa, noi siamo certi che pregherà per tutti noi e che anche oggi ci sta invitando a fare quello che fece lui: diffondere la consacrazione al Cuore Immacolato di Maria, la preghiera del Rosario, la Coroncina della Divina Misericordia.

In che modo?

Facendo noi per primi tutto questo... ogni giorno, più volte al giorno.

Fede... fedeltà... questo ci chiede Dio, questo consola il suo Cuore, per questo intercede la Madonna per noi come ci ha ricordato ancora nell'ultimo messaggio del 2 a Medjugorje.

Abbiamo conosciuto personalmente Padre Adriano Gerli, Padre Tito, Madre Teresa di Calcutta, Fratel Ettore, Don Benzi, Giovanni Paolo II... il Movimento Gospa è impregnato di questi insegnamenti viventi di santità e ha avuto il dono di ricevere l'unica statua fino ad oggi benedetta da un Papa di Maria Regina della Pace di Medjugorje (se escludiamo quella di Civitavecchia che però arrivò nella mani del Santo Padre per il fenomeno straordinario della lacrimazione).

Anche questi sono segni che non possiamo dimenticare o sottovalutare.


Caro don Stefano Gobbi, prega per noi!

venerdì 8 luglio 2011

La Madre Chiesa Cattolica e i figli e le figlie omosessuali: indicazioni, aiuto, sostegno, presenza e... TANTO AMORE!

La Commissione per la dottrina della Conferenza Episcopale Canadese (CECC) ha pubblicato il 27 giugno una lettera sul ministero pastorale con giovani che provano attrazione per persone dello stesso sesso.
“Mentre gli atti omosessuali sono sempre oggettivamente sbagliati, le inclinazioni non costituscono di per sé un peccato o una mancanza morale”, indicano i Vescovi.
“Per molta gente l'attrazione omosessuale è una prova. I pastori devono quindi avvicinarsi con molta prudenza e carità”.
Le persone che provano un'attrazione erotica e affettiva per persone dello stesso sesso in modo predominante e non solo episodico “devono essere accolte con rispetto, misericordia e delicatezza”, sottolinea il testo, evitando qualsiasi “discriminazione ingiusta”.
“Queste persone sono chiamate a realizzare la volontà di Dio nella loro vita”.
Nella lettera, la commissione episcopale lamenta che “l'ingiustizia, l'odio o la violenza nell'incontro di persone con tendenze omosessuali si verifichino purtroppo ancora troppo spesso tra noi”, esortando “a non perpetrarli con parole o azioni”.
Il documento ricorda che la Chiesa non condanna mai le persone che sentono un'attrazione omosessuale, sottolineando anche che “nell'insegnamento e nei documenti ufficiali della Chiesa non si usano le parole 'gay' né 'lesbica' per designare queste persone”, visto che “non evocano la persona con la pienezza e la ricchezza che la Chiesa riconosce e rispetta in ogni uomo e in ogni donna”.
Esistere per un altro
La lettera indica poi che “la complementarietà tra l'uomo e la donna è inerente al disegno creatore”.
“L'uomo è chiamato a esistere 'per' l'altro, a diventare un dono”, sottolinea il testo, citando la Lettera Apostolica Mulieris Dignitatem di Giovanni Paolo II, e si riferisce alla sessualità umana come a un “segno potente dell'amore oblativo di Dio”.
Allo stesso modo, indica che “l'atto genitale posto fuori dall'alleanza del matrimonio non può compiere la doppia finalità voluta dal Creatore”: l'approfondimento dell'amore tra gli sposi e la procreazione e l'educazione dei figli.
I Vescovi indicano anche che il processo che sperimentano tutti i giovani per comprendere e integrare la propria identità sessuale è “a lungo termine”.
“Può anche incontrare numerosi ostacoli”, aggiungono, citando “la pressione dei mezzi di comunicazione (in particolare Internet), il relativismo morale ampiamente esteso e l'edonismo diffuso da una società secolarizzata”.
Per vincerli, “la comunità cattolica ha anche la responsabilità di testimoniare la verità completa sulla sessualità umana”, contrastando le “false nozioni di libertà” che possono disorientare i giovani e nuocere loro.
“Per i giovani che vivono un'attrazione omosessuale e per coloro per i quali il matrimonio non è un'opzione, scegliere la castità come valore positivo rappresenta una sfida grande e costante”, affermano i Vescovi.
Rivolgendosi a chi li accompagna, segnalano la necessità di “esortarli a vivere il loro celibato castamente come discepoli di Gesù che continuano la via del sacrificio fino alla gloria della vita eterna”.
Citando la Lettera di San Paolo ai Colossesi, ricordano che “innumerevoli cristiani nel corso dei secoli hanno scoperto che l'amicizia di Gesù e la sua sollecitudine apportano la cura interiore e la pace e ci rendono capaci di dar frutto per la vita del suo corpo, la Chiesa”.
In questo senso, spiegano che “lungi dall'essere condannata a una 'vita senza amore', la persona con tendenze omosessuali è chiamata a vivere nell'amore e nella grazia di Gesù Cristo”.
“Solo Lui riempie la nostra personalità umana e la eleva al Padre – aggiungono –. Una vita così comporta il dono e il sacrificio di se stessi, prove di un amore autentico per Dio e per i nostri fratelli e le nostre sorelle”.
Suggerimenti per genitori e figli
Circa i genitori che hanno un figlio con tendenze omosessuali, il testo indica la necessità di avere “pazienza, dominio di sé, prudenza e comprensione”.
“Ricordate che vostro figlio, ora più che mai, ha bisogno di voi e della vostra famiglia”, ricordano i Vescovi, sottolineando che i figli sono sempre un dono di Dio e invitando a “cercare di agire con amore e confidando nella Provvidenza divina”, accogliendo il figlio, esortandolo ad essere fedele alla vita spirituale e, se necessario, sollecitando l'accompagnamento di un sacerdote o l'aiuto di un consigliere.
Avvertono anche della tentazione al suicidio che possono sperimentare alcune persone “quando non riescono più a negare o a ignorare una profonda tendenza omosessuale”, e chiedono che “i consulenti professionali e gli psicologi che ricevono i giovani si distinguano per la loro maturità umana e spirituale” e aderiscano all'insegnamento della Chiesa sull'omosessualità e la castità.
Ai giovani con tendenze omosessuali, i Vescovi esprimono vicinanza e chiedono di accettare l'amore di Dio e di ricordare che “fin da prima della creazione del mondo siete stati scelti per essere santi e immacolati alla sua presenza”.
In concreto, li esortano a “pregare senza sosta” e ad “essere vigili”, ad “accostarsi frequentemente ai sacramenti” e a “coltivare amicizie virtuose”.
Allo stesso modo, apprezzano nella lettera la testimonianza di uomini e donne con tendenze omosessuali che “testimoniano il Vangelo attraverso la loro generosità e il loro servizio della carità nella verità”.

giovedì 7 luglio 2011

Medjugorje: i lavori della Commissione e il punto di vista di Padre Stefano De Fiores



Medjugorje: un fenomeno «ecclesiale» davanti al quale «sia i teologi che i fedeli sono chiamati a non rimanere passivi» perché la decisione finale sull’autenticità delle presunte apparizioni sia il frutto di un «discernimento condiviso da tutti». Per padre Stefano De Fiores, mariologo della Pontificia facoltà teologica Marianum, ciò che da 30 anni accade a Medjugorje ha assunto un’importanza tale da non poter lasciare indifferenti. Testimonianza ne è il fatto che il Papa ha voluto «avocare a sé, con l’aiuto di una Commissione internazionale, la decisione ufficiale sulla veridicità delle "visioni" e dei messaggi».



Perché tutta questa importanza?



Medjugorje oggi è una meta di pellegrinaggi e anche un punto di riferimento per molti in tutto il mondo. Numerose persone lì hanno sperimentato qualcosa che ha toccato e cambiato la loro vita: davanti ai tanti che hanno vissuto un’esperienza positiva di conversione, di revisione di vita e di crescita nella fede tutti i ragionamenti vanno sospesi, perché non si può negare l’esperienza. Di tutto questo non si può che ringraziare il Signore.



Una Commissione è al lavoro sull’autenticità delle apparizioni mariane: quali i criteri che si usano in questo casi?



Nella verifica di casi come questo il primo punto riguarda la credibilità dei «veggenti». A Medjugorje i medici e gli esami scientifici hanno escluso che si tratti di persone allucinate o malate. Ma anche se la scienza non ci avesse detto niente riguardo a questo mi pare che il loro grado di credibilità si esprima bene nel modo in cui conducono la loro vita: sono persone normali, padri e madri di famiglia, che danno una testimonianza semplice di vita cristiana.



E gli altri criteri?



Il secondo riguarda il contenuto dei messaggi : in nessuno di essi si è trovato qualcosa che sia contro l’ortodossia della Chiesa. Anzi essi appaiono pienamente evangelici: invitano alla preghiera, al digiuno, alla pace, alla concordia, alla fraternità. E sono evangelici anche nello stile poiché lasciano sempre spazio alla responsabilità e alla libertà personale. Il terzo criterio, infine, sono i frutti. Chi si reca a Medjugorje rimane colpito dal clima di preghiera e di intima comunione con Dio. Certo esistono anche incomprensioni attorno al fenomeno, ma queste non possiamo addebitarle ai «veggenti» o alle «apparizioni», perché dipendono piuttosto dalla situazione storica, ambientale e pastorale del luogo.



Si delinea quindi un riconoscimento positivo ufficiale?



La decisione finale spetterà al Papa. La Chiesa nel 1991 con la dichiarazione di Zara si pronunciò in modo «attendista», sospendendo cioè il giudizio. Certo quel documento chiedeva ai vescovi di non organizzare pellegrinaggi per non dare l’impressione che la Chiesa fosse già giunta a una decisione. Molti vescovi, però, vi si recano in forma privata perché sentono l’esigenza di non rimanere passivi davanti al fenomeno: anche la loro esperienza contribuirà al discernimento che porterà alla valutazione ufficiale.



Che significato dare ai dieci messaggi che la Vergine avrebbe affidato ai presunti veggenti?



Innanzitutto va ricordato che la Rivelazione si è conclusa con Cristo e che quindi ogni messaggio successivo, anche quelli mariani, non fanno altro che riprendere quello che è già stato rivelato dal Figlio di Dio. Per dirla con san Tommaso, allora, questi messaggi sono forme della profezia della Chiesa, che è fondata sugli Apostoli e sui profeti. I messaggi segreti appartengono al genere «apocalittico» e con essi in realtà Maria vuole solo alimentare la speranza. L’autentico messaggio dell’Apocalisse, infatti, è che le forze del bene trionferanno su quelle del male. Ma il cammino del bene è continuamente osteggiato dal male e quindi il richiamo della Madonna è fondamentalmente a una continua vigilanza, perché la Chiesa non ceda ai compromessi, non si addormenti aspettando passivamente una vittoria ultima del bene.



È per questo che da Medjugorje l’invito più pressante è quello alla preghiera?



Certo, non basta l’obbedienza a Dio ma è necessario il dialogo con lui per vivere da figli. E la preghiera non deve essere un grido nelle necessità ma un sistema di vita che ci colloca nella relazione con il Padre.


avvenire.it

sabato 2 luglio 2011

Dio vuole donarti il suo cuore!



Allora Abramo gli si avvicinò e gli disse: "Davvero sterminerai il giusto con l'empio? ".



Dio è innamorato di Abramo perché egli non è solo l'uomo del "timor di Dio", della Fede robusta e sofferta che genererà una moltitudine, ma anche perché Egli è l'uomo che vede come Dio e pensa come Dio.



E' uno scienziato in termini spirituali.



E' uomo di Scienza.



Come un padre gioisce che il proprio figlio balbetti le prime parole e muova i primi passi, così Dio ama nascondersi per suscitare in noi la fede e le "viscere di misericordia".



Dio, l'umile per eccellenza, ama farsi da parte perché la nostra personalità emerga e si trasfiguri e si divinizzi.



Così Egli fa lo stesso con Abramo: eccita la fede e la compassione del patriarca perché sia icona di come ciascuno di noi è chiamato a "sentire" e, soprattutto, perché impariamo a conoscere il cuore di Dio carico e traboccante di Amore.



Allo stesso modo Gesù farà con sua madre Maria alle nozze di Cana, Dio stimola alla crescita perché tutta la bellezza autentica della creatura venga fuori.



Non è una bellezza sguaiata e sensuale ma la bellezza sobria dei figli di Dio. Quella bellezza che sostiene il mondo in maniera misterica ma anche concretissima. Quella bellezza e quella "realizzazione" che il mondo non può dare perché non la conosce ma che il cuore di Dio, che conosce bene tutte le profondità del nostro cuore, ama voler dare ad ogni sua creatura. Egli che veramente serve ciascuno di noi come il più premuroso dei padri e il più appassionato degli amanti.

venerdì 1 luglio 2011

I ricordi affettuosi di Benedetto XVI nel 60° anniversario di sacerdozio

Benedetto XVI ha lasciato spazio alle confidenze.

“Non vi chiamo più servi ma amici”: queste parole di Gesù costituiscono, ha confessato, il ricordo più intimo di quella splendida giornata estiva in cui insieme a 43 seminaristi, tra cui suo fratello Georg, ricevette l'ordinazione sacerdotale dalle mani del Cardinale Michael von Faulhaber (1869-1952) nella Cattedrale di Frisinga, vicino Monaco.

Le pronunciò il porporato, grande oppositore del nazismo, ai nuovi sacerdoti al termine della cerimonia di ordinazione, e Joseph Ratzinger sentì che era Cristo stesso a rivolgersi a lui.

“Io sapevo e avvertivo che, in quel momento, questa non era solo una parola 'cerimoniale', ed era anche più di una citazione della Sacra Scrittura. Ne ero consapevole: in questo momento, Egli stesso, il Signore, la dice a me in modo del tutto personale”, ha confessato rivolgendosi ai fedeli che riempivano il tempio più grande del cattolicesimo.

Tra questi c'erano i 41 Arcivescovi metropoliti di tutto il mondo nominati nell'ultimo anno, ai quali durante il rito ha consegnato il pallio, simbolo della loro comunione con il Papa.

Era presente anche una delegazione del Patriarcato ecumenico di Costantinopoli, un gesto con cui il Patriarca Bartolomeo I si unisce tutti gli anni al “giorno del Papa”, conferendo in questo modo all'incontro un chiaro carattere ecumenico.

Benedetto XVI ha spiegato come nell'ordinazione abbia compreso che Cristo “mi chiama amico”.

“Mi accoglie nella cerchia di coloro ai quali si era rivolto nel Cenacolo – ha affermato nell'omelia –. Nella cerchia di coloro che Egli conosce in modo del tutto particolare e che così Lo vengono a conoscere in modo particolare. Mi conferisce la facoltà, che quasi mette paura, di fare ciò che solo Egli, il Figlio di Dio, può dire e fare legittimamente: Io ti perdono i tuoi peccati”.

“Egli si confida con me: 'Non più servi ma amici'. Egli mi affida le parole della Consacrazione nell’Eucaristia. Egli mi ritiene capace di annunciare la sua Parola, di spiegarla in modo retto e di portarla agli uomini di oggi. Egli si affida a me”, ha proseguito sintetizzando a distanza di sei decenni l'emozione della sua prima Messa.

Questa evocazione è poi diventata una supplica umile e molto personale: “Signore, aiutami a conoscerti sempre meglio! Aiutami ad essere sempre più una cosa sola con la tua volontà! Aiutami a vivere la mia vita non per me stesso, ma a viverla insieme con Te per gli altri! Aiutami a diventare sempre di più Tuo amico!”.

Il Papa ha avuto la gioia di poter celebrare questo anniversario con suo fratello, monsignor Georg, musicista che per anni ha diretto i piccoli cantori della Cattedrale di Ratisbona (Domspatzen).

La musica sacra è stata il sottofondo del loro incontro nel Palazzo Apostolico, aiutandoli a rivivere più intimamente il giorno più importante della loro vita.

martedì 28 giugno 2011

Preghiera del Papa Benedetto XVI per l'anniversario del suo sacerdozio















Ecco il testo della preghiera che Papa Benedetto XVI ha composto per il 60° anniversario della sua ordinazione sacerdotale, che si celebrerà mercoledì 29 giugno, festa dei Santi Pietro e Paolo.

Signore,
noi ti ringraziamo
perché hai aperto il tuo cuore per noi;
perché nella tua morte e nella tua resurrezione
sei diventato fonte di vita.
Fa’ che siamo persone viventi,
viventi dalla tua fonte,
e donaci di poter essere anche noi fonti,
in grado di donare a questo nostro tempo
acqua della vita.
Ti ringraziamo
per la grazia del ministero sacerdotale.
Signore, benedici noi
e benedici tutti gli uomini di questo tempo
che sono assetati e in ricerca.
Amen.
Benedictus PP XVI

sabato 25 giugno 2011

MEDJUGORJE



W LA REGINA DELLA PACE

A LEI CONSACRIAMO LA VITA, TUTTO!

Nostra amata mamma, prega per noi!!!


30 anni di Medjugorje!!!


AUGURI AUGURI AUGURI!!!

venerdì 24 giugno 2011

30 anni di Medjugorje: GRAZIE!



Guardiamo Gesù: lui è la Verità, lui è la Vita, lui è la Via!

Lui è il Signore che regna.

Questo pezzo di Pane consacrato è la cosa più importante che abbiamo e siamo chiamati a dare tutto per quel pezzo di Pane.

Gesù per venirci incontro e per non soffocarci con la sua maestosa presenza si è incarnato, per non farci paura e per rispettare la nostra fragilità si è fatto bambino.

Ci ha insegnato a chiamare Dio come Padre e ci ha assicurato che è un Padre a tutti gli effetti.

Per stare sempre con noi visibilmente perchè sa che abbiamo bisogno di "vedere" si lascia contenere da un pezzo di Pane consacrato.

Eppure noi siamo ciechi pieni di orgoglio così terribilmente presuntuosi... il peccato mortale, quello contro i dieci comandamenti, ci dovrebbe fare orrore.

Gesù per amore ha scelto di mettere la sua carne in croce per aprirci il Paradiso.

Ci ha dato lo Spirito.

Ci ha dato sua Madre...

Dio ci ha dato tutto.

Questa vita non basta per ringraziarlo, eppure perdiamo tante occasioni, eppure per una cosa buona ne facciamo dieci sbagliate...

Come fare?

Offriamo al Signore tutto il buono di noi ma anche tutto il male: come Lui ha fatto con noi, anche noi offriamo tutto a Lui.

Mettiamoci insomma la buona volontà senza pensare ai risultati. Con il cuore diamo tutto a Gesù anche i pensieri o le azioni di cui ci vergognamo.

Gesù passa, Gesù guarisce: Lui fa rifiorire il deserto, Lui è il Principe della Pace.

Un segreto?

Stiamo attaccati a Maria!

Restiamo fedeli alla sua scuola, come nel cenacolo: i tempi nuovi stanno per arrivare e il Signore ha bisogno dei suoi amici per i tempi che verranno.

30 anni di Medjugorje non sono uno scherzo o un fatto da prendere banalmente.

La Madonna ci invita ogni volta a essere cattolici, a vivere in stato di grazia, a pregare e a fare sacrifici per salvare la nostra anima e per aiutare lei nell'intercedere per chi ancora non conosce l'amore di Dio.

Per questo ci siamo presi l'impegno di pregare tra oggi e domani le 1000 AVE: la nostra Mamma del Cielo intercede in ogni istante per noi, anche quando noi ci dimentichiamo di Lei... Ma anche lei ha bisogno delle nostre preghiere e spesso ce le chiede esplicitamente.

Vogliamo aiutare la nostra mamma o perdiamo tempo nel chiacchierare della bellezza di Medjugorje perdendo così di vista il messaggio di Medjugorje?!?

Medjugorje è la conclusione di Fatima, ormai è evidente a tutti, ed è la chiave di lettura di La Salette, ma ne riparleremo come ancora non è stato fatto.

Oggi per tutti noi è un giorno di festa. Oggi non è il momento del digiuno.

Oggi il mio grazie va alla Regina della Pace che mi ha fatto incontrare Gesù, vivo nella Sua Chiesa.

Oggi e domani sono giorni che voglio stare solo con mia mamma.

Oggi è il momento delle coccole e del mangiare insieme.

Oggi è il giorno del riposo sentendo le sue carezze.

Oggi le affido il Santo Padre, il mio Papa, Benedetto XVI che proprio in questa settimana ha festeggiato l'anniversario del suo sacerdozio.

Oggi le parlo di massoni e maghi vari che il 24 giugno hanno ricorrenze particolari: nel cercare la luce vagano nel buio... la luce non è un qualcosa che costruiamo con filosofie, ma è una persona: Gesù e non è da cercare, ma da accogliere perchè Lui c'è.

Almeno per oggi non voglio dare a Maria i miei pensieri e le mie preoccupazioni ma semplicemente starle accanto e dirle: "Grazie, ti voglio bene,... ti voglio aiutare: sono tutto tuo o Maria!"

lunedì 20 giugno 2011

Invito al Convegno-Preghiera: "Sulle orme di Giovanni Paolo II... a Gesù Divina Misericordia" - Santuario Divina Misericordia (Gherghenzano - Bologna)

Cari amici e amiche,
siete tutti invitati e a diffondere lo stesso invito a questo Convegno - Preghiera.
Si terrà al Santuario della Divin Misericordia di Gherghenzano da venerdì 1 a domenica 3 luglio c.a.
Saranno giorni di preghiera, di ascolto, di riflessione, di adorazione, di contemplazione .

Il Convegno sarà guidato da:

Padre JUSTO LO FEUDO, Missionario dell’Adorazione Eucaristica Perpetua;
Don ADRIANO GENNARI, Iniziatore del Cenacolo Eucaristico della
Trasfigurazione di Torino;
Padre MARIE OLIVIER, Superiore della Comunità San Giovanni – Santuario
Mariano di Obici – Finale Emilia - Modena.
Don SLAWOMIR CZAJKA, convento di San Salvatore, in Gerusalemme
Suor EVA IWONA MIASIK e Suor JADWIGA FRANCISZKA KUCZEK,
della Congregazione Beata Vergine Maria della Misericordia di Cracovia


Il Convegno accoglie tutti.
Ogni giorno si incomincia alle ore 9 con la Preghiera delle Lodi
Nei giorni di venerdì e sabato: ADORAZIONE EUCARISTICA notturna
La partecipazione e l’iscrizione al Convegno sono gratuite.
Chi desidera può usufruire del servizio mensa pranzo e cena; per motivi logistici si chiede di prenotarsi almeno due giorni prima.


Per informazioni:
Parroco, don Fortunato Ricco tel. 0516867115 cell. 338.14 66 204
Jolanda cell. 348.52 67 962

In particolare:


Programma di Venerdì

09,00: Accoglienza
09,30: S. Rosario e Preghiera di Lodi
10,30: S. MESSA presiede il Parroco Don Fortunato Ricco
12,00: Pausa Pranzo
15,00: Coroncina della Misericordia, guidata dalle SUORE di Cracovia
16,00: “La Missione di Santa Faustina”. Relatrici le SUORE di Cracovia.
17,00: “ L’Adorazione Eucaristica Perpetua”. Relatore Padre JUSTO LO FEUDO
18,30: S. MESSA presiede Padre JUSTO LO FEUDO

19,30: Pausa Cena
21,00: ADORAZIONE EUCARISTICA Guidata da Padre JUSTO LO FEUDO
Dalle ore 23: Adorazione Eucaristica individuale



Programma di Sabato

09,00: S. Rosario e Preghiera di Lodi
10,00: SANTA MESSA presiede don SLAWOMIR CZAJKA
11,00: “La Misericordia di Dio nella Sacra Scrittura” Relatore don SLAWOMIR CZAJKA
12,30: Pausa Pranzo
15,00: Coroncina della Misericordia.
“Beato Giovanni Paolo II, apostolo e testimone della Misericordia. Relazione tenuta dalle SUORE di Cracovia
16,15: “Mostrami, o Dio, il Tuo Amore misericordioso e avrò la Vita” Relatore don ADRIANO GENNARI.
17,15: SANTA MESSA presieduta da don ADRIANO GENNARI
Segue l’ Adorazione Eucaristica con preghiere di intercessione per chiedere al Signore la guarigione dei malati nel corpo e nello spirito.
19,30: Pausa Cena
21,00: ADORAZIONE EUCARISTICA guidata dalle Suore di Cracovia.
Dalle ore 22,30: Adorazione Eucaristica individuale



Programma di Domenica

09,00: S. Rosario e Preghiera di Lodi
10,00: SANTA MESSA presiede Don SLAWOMIR CZAJKA
12,00: Pausa Pranzo
15,00: Coroncina della Misericordia
“La Congregazione della B.V. Maria della Misericordia. Carisma e Missione” Relazione tenuta dalle Suore di Cracovia
16,30: “ Maria Donna Eucaristica” Relatore: Padre MARIE OLIVIER

18,00: SANTA MESSA presieduta da
Padre MARIE OLIVIER.
Solenne chiusura del Convegno: Processione con il Santissimo Sacramento e canto del TE DEUM

mercoledì 15 giugno 2011

15 giugno: INZIO NOVENA ALLA REGINA DELLA PACE



La Novena alla Regina della Pace inizia oggi 15 Giugno.

Ogni giorno, incluso il Venerdì, a Medjugorje alle ore 16:00 si pregherà il Rosario sul Podbrdo, la Collina delle apparizioni.

Il programma liturgico serale di preghiera inizierà alle ore 18:00 con la preghiera del Rosario, mentre la Santa Messa sarà alle ore 19:00.

Ogni giorno della Novena ci sarà l’Adorazione a Gesù nel Santissimo Sacramento dell’Altare: il Giovedì ed il Venerdì dopo la Santa Messa serale, mentre gli altri giorni essa si terrà dalle ore 22:00 alle ore 23:00.

La Novena è una occasione di speciale ringraziamento a Dio per tutte le grazie che ci ha elargito attraverso la Madre Celeste nei 30 anni passati.


martedì 16 novembre 2010

21 Novembre: PREPARIAMOCI A FESTEGGIARE CRISTO RE!

Quella di Cristo Re è una festività introdotta l'11 dicembre 1925 dal Santo Padre, Pio XI, con l'enciclica "Quas primas", con il precipuo obiettivo di consolidare "...un rimedio efficacissimo a quella peste, che pervade l'umana società. La peste dell'età nostra è il così detto laicismo, coi suoi errori e i suoi empi incentivi...". Si tratta, in ogni caso, di una solennità che dovrebbe indurci a sviluppare una seria riflessione sul Mistero che celebreremo il 21 novembre: il Mistero della regalità di Cristo.


Sarà un giorno di festa, in cui ci ritroveremo a riconoscere e a proclamare Gesù Re dell'universo, Re di tutto e di tutti...Eppure il brano di Vangelo che la Chiesa ci proporrà (Lc 23, 35-43) sembrerebbe portarci in tutt'altra direzione, in un contesto assolutamente inaspettato ed inconsueto per un re: quello della Sua Passione e Crocifissione.
Ci troveremo ad osannare un Re profondamente diverso dai classici stereotipi, da quello che i canoni del mondo ci hanno sempre proposto: Egli non si trova su un trono maestoso, ma su una croce; non indossa lussuosi abiti di pregevole fattura, ma viene pubblicamente spogliato delle Sue vesti; non porta una corona aurea con le pietre più preziose incastonate, ma sul Suo capo è stata impietosamente conficcata una corona di spine; tra le mani non tiene uno scettro perché le Sue mani sono state barbaramente inchiodate sul legno di una croce; non è circondato da uno stuolo di cortigiani e servitori, ma da persone inferocite, che Lo umiliano, Lo flagellano, Lo insultano, Lo scherniscono, Gli sputano addosso.
Ma allora che razza di re è mai questo? Certamente non è uno dei tanti re che la storia ci ha fatto conoscere, non è "un re": Lui è il Re, il Re dei re, è il Redentore del mondo, il Re dell'umanità nuova. Se è vero che il Vangelo ci porta a guardare un Re sui generis, che ha scelto la croce come trono, è altrettanto vero che esistono due modi diversi di guardare il Re Crocifisso: c'è quello dei soldati, dei capi del popolo e di uno dei malfattori appeso alla croce, ma c'è anche quello dell'altro malfattore, il buon ladrone.
I primi, infatti, seguono pienamente la logica del mondo: per loro un re, per essere tale, deve dominare, deve prevalere, deve farsi valere schiacciando l'avversario, e lo provocano: "Se tu sei il re dei Giudei, salva te stesso! Se tu sei il Figlio di Dio, scendi dalla croce e ti crederemo!" Per loro, se Gesù non dimostra di manifestare in maniera portentosa e clamorosa il proprio potere, altro non è che un fallito, un millantatore, un impotente dai vacui propositi.
E Gesù, in quanto Dio e Seconda Persona della Ss.Trinità, avrebbe potuto farlo: avrebbe potuto manifestare la Sua divinità con modalità sbalorditive, ma sceglie di portare a compimento il disegno del Padre, decide di mostrare quanto è grande la misericordia di Dio, quanto il Suo amore sia senza limiti! L'evangelista Luca, però, ci mostra anche un altro modo di guardare il Crocifisso, ed è quello del buon ladrone: "Gesù ricordati di me quando entrerai nel tuo regno!".
Egli è così sicuro che Colui che sta morendo accanto a sé sia un vero Re e presto entrerà nel Suo Regno, da chiedere di poter essere accolto anche lui, dimostrando una fede grande, cristallina. Il buon ladrone parla come se fosse stato presente al colloquio intercorso precedentemente tra Gesù e Pilato, in cui alla domanda "Tu sei il re dei Giudei?" Gesù risponde: "Il mio regno non è di questo mondo; se il mio regno fosse di questo mondo, i miei servitori avrebbero combattuto perché non fossi consegnato ai Giudei, ma il mio regno non è di quaggiù".
E all'implorazione del buon ladrone, Gesù risponde: "In verità ti dico, oggi sarai con me in Paradiso"; quale altro re è in grado di offrire ciò? Solo il Re dei re ha il potere di promettere il Paradiso! Gli altri, al massimo, possono elargire onorificenze, ricchezze terrene e soddisfazioni effimere; Lui dà la vita eterna! Attraverso la croce, l'uomo scopre Dio: Egli è misericordia, è amore puro, è grazia, Egli muore perché io possa vivere.

Che la Madonna ci aiuti a comprendere ciò e a capire che il vero programma di ogni cristiano è proprio quello di seguire Gesù, unica Via, Verità e Vita, per possedere il Regno da Lui promesso e dato.




GESU' CRISTO
il Leone di Giuda
l'Agnello di Dio
nostro Signore
IL RE DEI RE

domenica 14 novembre 2010

"CONSACRATEVI AL MIO CUORE IMMACOLATO" - Quinta tappa

In questa quinta tappa del nostro cammino verso la Consacrazione a Maria vogliamo rivestirci di Dio.
Rivestirsi di Dio significa rinunciare al potere e alla gloria umana: umiltà.

QUINTA TAPPA
UMILTA'

Leggiamo il Vangelo di San Matteo, capitolo 11, versetti dal 25 al 30.
Gesù ci dice che il Padre rivela le cose ai piccoli e ci invita a seguirlo per trovare il ristoro per la nostra anima: la Pace.
Lo stesso Gesù ha fatto un cammino di umiltà e si è spogliato di tutto. Lui che è Dio, il Signore, l'Onnipotente ha assunto anche la natura umana. È venuto in mezzo a noi come un bambino.
A chi può far paura un bambino?!?
Pensate alla delicatezza del Signore nei nostri confronti!
Paragoniamo la sua attenzione a quella che noi diamo ad amici e conoscenti.
Quanta poca dolcezza, attenzione, premura... e purtroppo ne abbiamo ancora meno per Dio!
Al Padre piace la nostra tenerezza. Pensate che non si commuove per tutte le preghiere che gli facciamo noi suoi figli?!?
Pensate che non senta il nostro dolore?!?
Ci ama così tanto ma così tanto che per aprirci le porte del Paradiso ha permesso che Gesù morisse sulla Croce.
Le nostri croci sono frammento di quella Croce: riprendiamo la Lettera ai Filippesi 2,5-11; 3,7-8 e facciamoci un esame di coscienza alla luce della Parola di Dio.
Ma Gesù ha fatto ancora di più: si è racchiuso in pezzetti di pane e un sorso di vino che nel Miracolo Eucaristico diventano entrambe le sostanze corpo e sangue.
Pur di stare sempre con noi, fisicamente con noi, con la sua natura umana e divina... Grande è la Misericordia di nostro Signore!
Così, lo sapete, per seguire Gesù è essenziale annullare il nostro io ma non nel senso che ci dobbiamo spersonalizzare: Dio non vuole questo. Dio ci ha creati tutti diversi e ogni porta in sé un Suo progetto perchè Dio ama ciascuno di noi come se fosse il suo unico figlio.
Annullare il proprio “io” significa lasciar fare a Gesù!
Signore pensa tu con il mio cervello.
Signore ama tu con il mio cuore.
Signore parla tu con la mia bocca.

Il cammino dell'umiltà richiede impegno e molta perseveranza: tutti possiamo diventare miti e umili di cuore.
Ecco che abbiamo bisogno della Mamma!
Lei ci dice: “Fate quello che Lui vi dirà”.

Il cammino dell'umiltà diventa semplice se stiamo attaccati alla gonna di Maria senza vergogna.
Chiediamo a Maria, dobbiamo obbedire a Lei. Lei che ha umanamente formato Gesù, formerà Gesù dentro di noi.
Maria ci porterà ad essere in completa sintonia con lo Spirito Santo e non con “alti e bassi”
Maria è la Mediatrice di tutte le grazie, nono scordiamolo mai! Maria è la Regina delle Vittorie.
Esercitiamo la fede, la carità, la speranza stando attaccati a Maria: i miracoli esistono e li vedrete nella vostra vita!
E' necessario ricorrere sempre all'aiuto di Maria. Lei è il trono del Dio Vivente.

Imitazione di Cristo: Libro 3, c.4
Studiamo il Catechismo della Chiesa Cattolica: Art. 525, 526, 725 (utili per prepararci all'inizio dell'Avvento)
Preghiamo: Salmo 84


Maria, Regina della Pace e Madre del Movimento: Totus Tuus!

martedì 9 novembre 2010

L'Omelia del nostro Santo Padre Benedetto XVI - Basilica Sagrada Familia - Barcellona, 7 novembre 2010


Amatissimi fratelli e sorelle nel Signore.
"Questo giorno è consacrato al Signore, vostro Dio; non fate lutto e non piangete… La gioia del Signore è la vostra forza" (Ne 8,9-11). Con queste parole della prima lettura che abbiamo proclamato desidero salutare tutti voi che siete qui presenti per partecipare a questa celebrazione. Rivolgo un affettuoso saluto alle Loro Maestà i Reali di Spagna, che hanno voluto cordialmente unirsi a noi. Il mio grato saluto va al Signor Cardinale Lluís Martínez Sistach, Arcivescovo di Barcellona, per le parole di benvenuto e il suo invito per la dedicazione di questa chiesa della Sacra Famiglia, meravigliosa sintesi di tecnica, di arte e di fede. Saluto anche il Cardinale Ricardo María Carles Gordó, Arcivescovo emerito di Barcellona, gli altri Signori Cardinali e Fratelli nell’Episcopato, specialmente il Vescovo ausiliare di questa Chiesa particolare, così come i numerosi sacerdoti, diaconi, seminaristi, religiosi e fedeli che partecipano a questa solenne celebrazione. Nello stesso tempo, rivolgo il mio deferente saluto alle Autorità Nazionali, Regionali e Locali, così come ai membri di altre comunità cristiane, che si uniscono alla nostra gioia e lode grata a Dio.
In spagnolo:
Questo giorno è un punto significativo in una lunga storia di aspirazioni, di lavoro e di generosità, che dura da più di un secolo. In questi momenti, vorrei ricordare ciascuna delle persone che hanno reso possibile la gioia che oggi pervade tutti noi: dai promotori fino agli esecutori di quest’opera; dagli architetti e muratori della stessa, a tutti quelli che hanno offerto, in un modo o nell’altro, il loro insostituibile contributo per rendere possibile la progressiva costruzione di questo edificio. E ricordiamo, soprattutto, colui che fu anima e artefice di questo progetto: Antoni Gaudí, architetto geniale e cristiano coerente, la cui fiaccola della fede arse fino al termine della sua vita, vissuta con dignità e austerità assoluta. Quest’evento è anche, in qualche modo, il punto culminante e lo sbocco di una storia di questa terra catalana che, soprattutto a partire dalla fine del XIX secolo, diede una moltitudine di santi e di fondatori, di martiri e di poeti cristiani. Storia di santità, di creazioni artistiche e poetiche, nate dalla fede, che oggi raccogliamo e presentiamo come offerta a Dio in questa Eucaristia.
La gioia che provo nel poter presiedere questa celebrazione si è accresciuta quando ho saputo che questo edificio sacro, fin dalle sue origini, è strettamente legato alla figura di san Giuseppe. Mi ha commosso specialmente la sicurezza con la quale Gaudí, di fronte alle innumerevoli difficoltà che dovette affrontare, esclamava pieno di fiducia nella divina Provvidenza: "San Giuseppe completerà il tempio". Per questo ora non è privo di significato il fatto che sia un Papa il cui nome di battesimo è Giuseppe a dedicarlo.
Cosa significa dedicare questa chiesa? Nel cuore del mondo, di fronte allo sguardo di Dio e degli uomini, in un umile e gioioso atto di fede, abbiamo innalzato un’immensa mole di materia, frutto della natura e di un incalcolabile sforzo dell’intelligenza umana, costruttrice di quest’opera d’arte. Essa è un segno visibile del Dio invisibile, alla cui gloria svettano queste torri, frecce che indicano l’assoluto della luce e di colui che è la Luce, l’Altezza e la Bellezza medesime.
In questo ambiente, Gaudí volle unire l’ispirazione che gli veniva dai tre grandi libri dei quali si nutriva come uomo, come credente e come architetto: il libro della natura, il libro della Sacra Scrittura e il libro della Liturgia. Così unì la realtà del mondo e la storia della salvezza, come ci è narrata nella Bibbia e resa presente nella Liturgia. Introdusse dentro l’edificio sacro pietre, alberi e vita umana, affinché tutta la creazione convergesse nella lode divina, ma, allo stesso tempo, portò fuori i "retabli", per porre davanti agli uomini il mistero di Dio rivelato nella nascita, passione, morte e resurrezione di Gesù Cristo. In questo modo, collaborò in maniera geniale all’edificazione di una coscienza umana ancorata nel mondo, aperta a Dio, illuminata e santificata da Cristo. E realizzò ciò che oggi è uno dei compiti più importanti: superare la scissione tra coscienza umana e coscienza cristiana, tra esistenza in questo mondo temporale e apertura alla vita eterna, tra la bellezza delle cose e Dio come Bellezza. Antoni Gaudí non realizzò tutto questo con parole, ma con pietre, linee, superfici e vertici. In realtà, la bellezza è la grande necessità dell’uomo; è la radice dalla quale sorgono il tronco della nostra pace e i frutti della nostra speranza. La bellezza è anche rivelatrice di Dio perché, come Lui, l’opera bella è pura gratuità, invita alla libertà e strappa dall’egoismo.
Abbiamo dedicato questo spazio sacro a Dio, che si è rivelato e donato a noi in Cristo per essere definitivamente Dio con gli uomini. La Parola rivelata, l’umanità di Cristo e la sua Chiesa sono le tre espressioni massime della sua manifestazione e del suo dono agli uomini. "Ciascuno stia attento a come costruisce. Infatti nessuno può porre un fondamento diverso da quello che già vi si trova, che è Gesù Cristo" (1Cor 3, 10-11), dice san Paolo nella seconda lettura. Il Signore Gesù è la pietra che sostiene il peso del mondo, che mantiene la coesione della Chiesa e che raccoglie in ultima unità tutte le conquiste dell’umanità. In Lui abbiamo la Parola e la Presenza di Dio, e da Lui la Chiesa riceve la propria vita, la propria dottrina e la propria missione. La Chiesa non ha consistenza da se stessa; è chiamata ad essere segno e strumento di Cristo, in pura docilità alla sua autorità e in totale servizio al suo mandato. L’unico Cristo fonda l’unica Chiesa; Egli è la roccia sulla quale si fonda la nostra fede. Basati su questa fede, cerchiamo insieme di mostrare al mondo il volto di Dio, che è amore ed è l’unico che può rispondere all’anelito di pienezza dell’uomo. Questo è il grande compito, mostrare a tutti che Dio è Dio di pace e non di violenza, di libertà e non di costrizione, di concordia e non di discordia. In questo senso, credo che la dedicazione di questa chiesa della Sacra Famiglia, in un’epoca nella quale l’uomo pretende di edificare la sua vita alle spalle di Dio, come se non avesse più niente da dirgli, è un avvenimento di grande significato. Gaudí, con la sua opera, ci mostra che Dio è la vera misura dell’uomo, che il segreto della vera originalità consiste, come egli diceva, nel tornare all’origine che è Dio. Lui stesso, aprendo in questo modo il suo spirito a Dio, è stato capace di creare in questa città uno spazio di bellezza, di fede e di speranza, che conduce l’uomo all’incontro con colui che è la verità e la bellezza stessa. Così l’architetto esprimeva i suoi sentimenti: "Una chiesa [è] l’unica cosa degna di rappresentare il sentire di un popolo, poiché la religione è la cosa più elevata nell’uomo".
Quest’affermare Dio porta con sé la suprema affermazione e tutela della dignità di ogni uomo e di tutti gli uomini: "Non sapete che siete tempio di Dio?... Santo è il tempio di Dio, che siete voi" (1Cor 3, 16-17). Ecco qui unite la verità e la dignità di Dio con la verità e la dignità dell’uomo. Nel consacrare l’altare di questa chiesa, tenendo presente che Cristo è il suo fondamento, noi presentiamo al mondo Dio che è amico degli uomini, e invitiamo gli uomini ad essere amici di Dio. Come insegna l’episodio di Zaccheo, di cui parla il Vangelo odierno (cfr Lc 19,1-10), se l’uomo lascia entrare Dio nella sua vita e nel suo mondo, se lascia che Cristo viva nel suo cuore, non si pentirà, ma anzi sperimenterà la gioia di condividere la sua stessa vita, essendo destinatario del suo amore infinito.
L’iniziativa della costruzione di questa chiesa si deve all’Associazione degli Amici di san Giuseppe, che vollero dedicarla alla Sacra Famiglia di Nazaret. Da sempre, il focolare formato da Gesù, Maria e Giuseppe è stato considerato una scuola di amore, preghiera e lavoro. I patrocinatori di questa chiesa volevano mostrare al mondo l’amore, il lavoro e il servizio vissuti davanti a Dio, così come li visse la Sacra Famiglia di Nazaret. Le condizioni di vita sono profondamente cambiate e con esse si è progredito enormemente in ambiti tecnici, sociali e culturali. Non possiamo accontentarci di questi progressi. Con essi devono essere sempre presenti i progressi morali, come l’attenzione, la protezione e l’aiuto alla famiglia, poiché l’amore generoso e indissolubile di un uomo e una donna è il quadro efficace e il fondamento della vita umana nella sua gestazione, nella sua nascita, nella sua crescita e nel suo termine naturale. Solo laddove esistono l’amore e la fedeltà, nasce e perdura la vera libertà. Perciò, la Chiesa invoca adeguate misure economiche e sociali affinché la donna possa trovare la sua piena realizzazione in casa e nel lavoro, affinché l’uomo e la donna che si uniscono in matrimonio e formano una famiglia siano decisamente sostenuti dallo Stato, affinché si difenda come sacra e inviolabile la vita dei figli dal momento del loro concepimento, affinché la natalità sia stimata, valorizzata e sostenuta sul piano giuridico, sociale e legislativo. Per questo, la Chiesa si oppone a qualsiasi forma di negazione della vita umana e sostiene ciò che promuove l’ordine naturale nell’ambito dell’istituzione familiare.
Contemplando ammirato questo ambiente santo di incantevole bellezza, con tanta storia di fede, chiedo a Dio che in questa terra catalana si moltiplichino e consolidino nuovi testimoni di santità, che offrano al mondo il grande servizio che la Chiesa può e deve prestare all’umanità: essere icona della bellezza divina, fiamma ardente di carità, canale perché il mondo creda in Colui che Dio ha mandato (cfr Gv 6,29).
Cari fratelli, nel dedicare questa splendida chiesa, supplico, al tempo stesso, il Signore delle nostre vite che da questo altare, che ora verrà unto con olio santo e sopra il quale si consumerà il sacrificio d’amore di Cristo, sgorghi un fiume continuo di grazia e di carità su questa città di Barcellona e sui suoi abitanti, e sul mondo intero. Che queste acque feconde riempiano di fede e di vitalità apostolica questa Chiesa arcidiocesana, i suoi Pastori e fedeli.
In catalano:
Desidero, infine, affidare all’amorosa protezione della Madre di Dio, Maria Santissima, "Rosa di aprile", "Madre della Mercede", tutti voi qui presenti e tutti coloro che con parole e opere, con il silenzio o la preghiera, hanno reso possibile questo miracolo architettonico. Che Ella presenti al suo divin Figlio anche le gioie e le sofferenze di coloro che giungeranno in futuro in questo luogo sacro, perché, come prega la Liturgia della dedicazione delle chiese, i poveri possano trovare misericordia, gli oppressi conseguire la vera libertà e tutti gli uomini rivestirsi della dignità di figli di Dio.
Amen

giovedì 4 novembre 2010

"CONSACRATEVI AL MIO CUORE IMMACOLATO" - Quarta tappa


Torniamo al nostro cammino di preparazione alla Consacrazione.
Dopo la festa dei Santi e dei Defunti e l'ennesimo massacro di cattolici in Iraq, siamo ancora più coscienti di essere nel mondo ma non del mondo.
Con l'occasione ringraziamo subito S. Ecc. Mons. Negri per la sua lettera e riflessione che appoggiamo e condividiamo senza se e senza ma.
Una domanda sorge spontanea: siamo pronti a dare la vita per Cristo? Siamo pronti ora?... Consacrarsi a Maria significa questo.

QUARTA TAPPA:
LA SAPIENZA

Leggiamo con attenzione il Vangelo di Matteo, capitolo 6 versetti dal 19 al 33.
Da questo brano comprendiamo come soltanto quando mettiamo Gesù al posto della nostra volontà e del nostro giudizio, ci apriamo alla vita interiore, alla vita della grazia.
Per leggere e capire “i segni dei tempi”, per essere profeti in virtù del nostro Battesimo per la salvezza della nostra anima e delle anime abbiamo bisogno della sapienza. Il salmo dice che l'inizio della sapienza è il timor di Dio.
Timor di Dio non significa aver paura di Dio, Padre di Gesù, Padre mio, Padre nostro ma riconoscerlo come PADRE e quindi rispettare la sua volontà.
Per accettare la sua volontà occorre l'umiltà.
A volte, a dire il vero troppo spesso, ci comportiamo come bambini che vogliono sapere più del papà, che rispondono e vogliono fare di testa loro...
Quelli che vivono secondo la carne non possono piacere a Dio” (Rm 8,8). I desideri della carne sono rivolta contro Dio (Rm 8,7). Lo Spirito del Signore non resterà sempre nell'uomo, perchè egli è carne (Gn 6,3).
Quelli che sono di Cristo Gesù, Sapienza incarnata, hanno crocifisso la loro carne con le sue passioni e i suoi desideri (Gal 5,24), portano sempre e dovunque nel corpo la morte di Gesù (2 Cor 4,10); si fanno continua violenza (Mt 11,12); portano la croce tutti i giorni (Lc 9,23).
Per ottenere la Sapienza, occorre praticare la mortificazione, la rinuncia al mondo e a se stessi.
Ora, dato che non tutti di noi sono preti o suore o frati... ma lavoratori, padri e madri.... come è possibile rinunciare al mondo e distaccarsi?
Ce lo ricorda Sant'Agostino: occorre il cuore.
La nostra testa deve pensare e porre attenzione, le mani sono per lavorare ma il cuore è di Dio e quindi distaccato da tutto il resto: la rinuncia al mondo... la sapienza... diventare uomini e donne di Dio... essere in Lui, per Lui, con Lui. Davvero capiremo meglio San Francesco e vivremo anche noi le sue parole: “Ogni pena mi è diletto, tanto è grande il bene che mi aspetto”.
Pensate che cosa grande e fantastica se anche a noi fosse dato l'onore di morire per amore e per amore del nostro Dio! Bruciare d'amore e bruciare tutto il mondo: Vieni Signore Gesù!
Occorre non conformarsi alla mentalità di questo mondo (cfr Rm 12,2): non conformarsi alle maniere esteriori, agli abiti, ai mobili, alle abitazioni, ai pasti... è una pratica più necessaria di quanto si creda.
Bisogna non credere né seguire le false massime del mondo.
Guardatevi attorno: in troppi pensano e parlano male di tutte le più grandi verità. È vero che non mentono apertamente, ma mascherano la menzogna sotto le apparenze della verità; non credono di mentire, tuttavia mentono.
Oggi più che mai “il mondo giace sotto il potere del maligno” (1 Gv 5,19).



Imitazione di Cristo: Libro 3 par 31
Preghiamo: Salmo 63
Studiamo il Catechismo della Chiesa Cattolica: Art. 2002


Maria, Regina della Pace, Avvocata – Corredentrice – Mediatrice di tutte le grazie, Madre mia: TOTUS TUUS

domenica 31 ottobre 2010

HALLOWEEN? MA STIAMO SCHERZANDO?!?

Purtroppo il 31 ottobre, “la notte di Halloween” è entrata a far parte della nostra cultura mascherandosi dietro ad una “festa” come tante, con la finalità di essere un momento di socializzazione e divertimento.
In realtà è ben altro!
È una festa magica, pagana, legata al mondo dell'occulto, tanto che in questa famigerata e pubblicizzata data si festeggia “il Capodanno del mondo occulto”.
In questa notte sono molte le sette sataniche che si riuniscono, dedite a sacrifici di animali e sacrifici umani, sedute spiritiche, orge rituali e omicidi rituali...
A questo punto starai pensando: “Ma io non sono un satanista! Non credo in queste cose! Per me Halloween è solo una festa, un gioco”.
È opportuno che tu sappia che per aprire le porte all'occulto non è necessario avere una piena consapevolezza e, soprattutto, ha delle conseguenze devastanti per la tua salute spirituale.
Pertanto evita di comprare zucche per questo scopo, evita di mandare i tuoi figli a festeggiare, e se sei giovane, evita di diventare preda di questa cultura della morte dove si eleva un omaggio a satana!
Immagino la tua faccia, ed in questo momento ti starai chiedendo: “Ma cosa può fare una semplice zucca o perchè mai non posso mandare i miei figli in giro?”

Credo che conosci la leggenda legata ad Halloween, se non è così, te la racconto.
Si tratta di un incontro tra un uomo e il diavolo, in cui l'uomo vende la propria anima ottendendo di non essere mai mandato all'inferno, e quindi condannato a girovagare sulla terra con una lanterna a forma di zucca.
Ebbene caro amico, questa leggenda rievoca i sacrifici dei Druidi (antichi sacerdoti della religione dei Celti vissuti nelle popolazioni dell'Europa Centrale), che per tenere lontani gli spiriti cattivi, celebravano una festa in onore del dio della morte, Samhain, andando in giro con questa lampada zucca chiedendo offerte per il loro dio e mandando maledizioni in caso di rifiuto: ti dice niente “dolcetto o scherzetto?”, o sarebbe il caso di dire: “offerta o maledizione?”, famoso detto in inglese “trick or treat”... dietro al dolcetto-scherzetto, dietro alla zucca, dietro queste cose apparentemente innocue si nasconde una vera evocazione dei demoni!
Ora comprendi che è meglio per te e i tuoi cari non avere niente a che fare con Halloween, visto che le sue origini sono strettamente legate al mondo dell'occulto, della stregoneria e del satanismo... e sappi che tutto questo è stato scritto perchè TU venissi a conoscenza di queste cose e che possa tu stesso diffondere questo messaggio

mercoledì 27 ottobre 2010

Mercoledì e Venerdì siamo chiamati a fare digiuno e penitenza

Su cosa sia il digiuno lo sappiamo.
La Mamma a Medjugorje ci chiede digiuno a pane ed acqua al mercoledì e al venerdì. Chi ha problemi di salute può, ovviamente, fare altri sacrifici.
Maria ci ha anche sottolineato in più messaggi che, come ricorda San Paolo, il primo digiuno è quello dal peccato.
A volte, però, si possono avere le idee confuse sul termine PENITENZA.
Ecco che ci viene in aiuto ancora il CCC, il Catechismo della Chiesa Cattolica, la nostra miniera d'oro, il manuale che "non ci fa sbagliare strada"!

Leggiamo l'ART. 1431.
Da questo, capiamo che la penitenza interiore è:
1) radicale riorientamento di tutta la vita
2) un ritorno
3) una conversione a Dio
4) una rottura con il peccato
5) un'avversione per il male
Questa converione del cuore è accompagnata da un dolore e da una tristezza salutari che i Padri hanno chiamato "animi cruciatis" (afflizione dello spirito) e "compunctio cordis" (contrizione del cuore)

In questa giornata restiamo sempre uniti nella preghiera e con gioia, anche se viviamo in situazioni dolorose, offriamo tutto a Maria che tutto porta a Gesù, nostro Dio, il Dio che salva!!!
Rallegriamoci e gioiamo!

domenica 24 ottobre 2010

"CONSACRATEVI AL MIO CUORE IMMACOLATO" - Terza Tappa


TERZA TAPPA
CORAGGIO



Amici e amiche,
“Convertitevi e credete al Vangelo” (Mc 1,15)!
La nostra adesione a Gesù, nostro Signore Dio, sia totale.
Sia vita vissuta e urlata fino all'estremo: ogni cellula del nostro corpo deve vibrare per il nostro Dio, le nostre corde vocali mai si devono stancare di BENE-DIRE e di invocare.
“Figlio di Davide, abbi pietà di me... molti lo sgridavano per farlo tacere, ma egli gridava più forte: Figlio di Davide abbi pietà di me!... Allora, Gesù disse: Che vuoi che io ti faccia?...” (Cf Mc 10,46-52).
In virtù del Battesimo siamo un popolo regale, sacerdotale e profetico.
Siamo strumenti poveri, certo... ma se Dio vuole usare strumenti poveri, lasciamolo fare: non ostacoliamolo. E' affare suo e meraviglia nostra!
Chi siamo noi? Chi è Lui?
“Chi non è con me è contro di me e chi non raccoglie con me disperde” (Mt 12,30).
Leggiamo insieme la Lettera ai Galati capitolo 5.
Da questo brano impariamo quali sono le opere della carne e quelle dello Spirito.
Il nostro Dio e Maestro quando si è messo davanti a tutti? Quando era a piedi nudi, carico della Croce e con il capo conficcato di spine e la sua voce era tenue.
Noi abbiamo il compito di essere il suo megafono. Lui si fida di noi. Vuole fare le cose con noi perchè siamo le sue creature amate da sempre. Ci ha dato il Suo Corpo e il Suo Sangue e pure sua Madre.

Dio, Padre di Gesù e Padre Nostro, ci ama oltre la nostra più bella immaginazione. Appartenere seriamente e liberamente a lui, completamente... significa anche che nulla è impossibile.

Nulla.

Tutto dipende dalla nostra fede. Guardiamo Maria!
Seguire Gesù vuol dire accettare di portare le nostre croci con lui tutti i giorni della vita, nella povertà (anawim, poveri di spirito e completamente abbandonati a Dio perchè tutto dipende da Lui), nel dolore, nella umiliazione.
Se Dio è per noi, in noi, e davanti a noi: chi sarà contro di noi?

CORAGGIO!

Solo i coraggiosi e i violenti conquistano il cielo a viva forza (Mt 11,12) e non riceve la corona se non chi ha lottato secondo le regole (2Tim 2,5) del Vangelo e non secondo quelle del mondo.

Imitazione di Cristo: 2/11
PREGHIAMO: Salmo 1
STUDIAMO IL CATECHISMO: Art. 1431 (Penitenza Interiore: Cosa è e i Suoi frutti)



Maria, Regina della Pace e del Movimento, Madre Mia: TOTUS TUUS!

sabato 16 ottobre 2010

"CONSACRATEVI AL MIO CUORE IMMACOLATO" - Seconda tappa


SECONDA TAPPA
DECISIONE


Voler consacrarsi a Maria significa dare a lei tutto e far disporre tutto da lei.
Per arrivare a questo dobbiamo chiederci, ora, se abbiamo scelto Gesù, perchè essere in Maria, con Maria, per Maria è solo voler servire il nostro Dio nel modo più umanamente perfetto e possibile.
In una parola: DECISIONE.
La cara Madre Teresa di Calcutta nel 1997 disse a Dario, e tramite lui a tutti noi, che la santità non è un lusso per pochi ma un nostro dovere.
Queste sono certamente parole molto forti e radicali ma è Gesù che ci insegna a essere uomini semplici, decisi e chiari senza le mezze misure intese come perbenismo, buonismo, relativismo o compresso della verità.
Ecco che dobbiamo pregare il Signore che aumenti la nostra fede e nel frattempo stare vigili nel non commettere almeno i peccati mortali. Si sa, la prudenza non è mai troppa!
Se amiamo il Signore dobbiamo essere santi.
Giovanni Paolo II, ce lo ricordiamo, diceva che la santità è cadere e rialzarsi ogni volta e santa Teresina ci rincuora perchè ci dice col sorriso che non dobbiamo essere turbati o preoccupati: la santità è il fare con amore e nel modo migliore possibile le cose di ogni giorno.
Vogliamo diventare santi perchè la santità, canta il Salmo, si addice alla Sua Casa.
Già la vita sulla terra ha tante difficoltà e ci impegna in una lotta quotidiana contro il male: che almeno appena morti possiamo andare subito tutti in Paradiso a pregare, lodare, festeggiare, danzare, gioire in eterno senza avere ancora del Purgatorio!
Che cosa terribile deve essere il Purgatorio per quanto essere lì significa essere salvati.
Terribile... vivere in un “luogo”, dove Dio per la sua misericordia ci purifica completamente, che non ha tempo, con la nostalgia di Gesù e Maria appena visti e incontrati nel momento del giudizio personale. Purgatorio... per quanto ti fa vedere le porte del Paradiso... è un posto dove si soffre ancora...
Dobbiamo impegnarci nel cammino della santità anche perchè santissima è la nostra amata Mamma e lei ci può usare pienamente solo se siamo puri. Il Signore che è Dio, perfino Lui, ci può usare pienamente - anche per la salvezza di tanti altri fratelli e sorelle sparsi nel mondo - solo se in noi non c'è il peccato mortale. La Grazia e i doni dello Spirito Santo sono inermi se non ci decidiamo seriamente: questi non sono pii discorsi ma realtà di fatto spiegate e declinate perfettamente dal Catechismo.
Essere santi non è essere “bigottoni” ma uomini e donne veri e vere capaci non solo di dare l'altra guancia ma anche la vita per amore.


Il Montfort chiama la santità con “PERFEZIONE CRISTIANA”.
Leggiamo Matteo capitolo 16 versetti dal 24 al 27.


Bene, capiamo da questo brano che la Perfezione Cristiana si attua in 4 punti.
1) Nella volontà di farsi santi: se qualcuno vuol venire dietro a me...
2) Nella conversione: rinneghi se stesso...
3) Nella mortificazione: prenda la sua croce...
4) Nell'azione: e mi segua.


Se qualcuno vuol venire dietro a me
Sappiamo che Dio rivolge lo sguardo ai cuori umili e contriti. Sappiamo che Dio tramite ciascuno di noi scrive il vangelo per l'uomo d'oggi. Sappiamo che siamo Tempio dello Spirito Santo e che in noi regna la Trinità.
Sappiamo che con la confessione e la preghiera possiamo cancellare ogni offesa recata a Dio.
Sappiamo... sappiamo... sappiamo... ma cosa facciamo?
Gesù si accontenta dei piccoli sforzi!
Ci impegniamo a distruggere l'orgoglio serpeggiante nel nostro cuore?
Siamo fedeli alla preghiera quotidiana? Ai nostri buoni propositi?
Facciamo fioretti?
Cosa offriamo al Signore?
Siamo pronti a soffrire per il Signore?
Rinneghi se stesso
Ci sentiamo “in gamba” e furbi secondo il mondo? Siamo degli intellettuali arroganti? Quanto ascoltiamo gli altri? Quanto facciamo nostre le sofferenze degli altri? Ci piacciono le nostre opinioni e talenti tanto da imporci?
Dio ci ha dato due orecchie per ascoltare molto e una sola bocca per parlare poco.
Cerchiamo sempre di giustificarci? Dopo un'umiliazione ci “rifacciamo” subito? Ci lamentiamo spesso? Vogliamo essere gratificati?
Prenda la sua croce
Devi prendere la tua croce, non quella di altri: prendi la tua croce, quella che la Sapienza ga disposto per te “con misura, calcolo e peso” (Sap. 11,20). Prendi la tua croce, se soffri... offri! Stai nella gioia: la tua croce è un pezzettino di quella di Gesù sul Calvario.
Sei, sono. Siamo con Lui: uniti a Lui.
Prendi la croce ben in mano, non devi trascinarla, né scrollartela, né ridurla. Non essere impaziente o triste. Non vergognarti della tua croce e non sentirti solo: sei con Lui.
Tieni la tua croce bene sulle spalle: è la tua arma (Is 9,6-7) di difesa e conquista!
Tieni la tua croce nel cuore: con l'amore essa diventa il tuo roveto ardente che brucia giorno e notte senza mai consumarsi (Es 3,2).


PREGHIAMO: SALMO 20


STUDIAMO il CATECHISMO: Art. 1694
Per chi ha l'Imitazione di Cristo legga: Il disprezzo delle vanità, Cap. I, 1


Ps. Nella vita spirituale, vince chi perde...


Maria, Regina della Pace, Madre nostra e del Movimento, TOTUS TUUS

giovedì 14 ottobre 2010

Ottobre: mese del rosario e delle missioni

Ottobre è il mese del Rosario ed è anche il mese missionario!
Come sapete Santa Teresina che abbiamo festeggiato e San Domenico sono i patroni delle missioni.
É importante pregare per le missioni: non possiamo ricordarci dei fratelli e delle sorelle in terre di missione solo nell'ultima domenica di questo mese!!
Preghiamo per la nostra conversione: che il Signore aumenti la nostra fede e preghiamo per chi ancora non conosce l'amore di Dio!
Vi rendete conto che nel nostro pianeta siamo in 6 miliardi e poco più di 1 miliardo è cristiano... e poi in che modo?!? Con quali divisioni?!?
Amici e amiche nelle ultime settimane alla Santa Messa abbiamo ascoltato la Parola di Dio dataci dal profeta Amos che ci ha detto che la ricreazione è finita e finirà l'orgia di “buon temponi”!
Missione è anche la nostra famiglia, il nostro lavoro, il nostro piccolo mondo.
Gesù ci ha insegnato che se con lui non seminiamo, non raccoglieremo... anzi, peggio ancora, disperderemo!
Signore aumenta la nostra fede!
Quando manca la fede – basta guardarci attorno – manca la morale.
Ci sono mamme o papà che non fanno vedere i propri figli ai nonni e quali sono le conseguenze?
Ci sono figli che si chiudono in camera, impediscono ai genitori di entrarvi, e quali sono le conseguenze?
Ci sono religiosi e religiose che si costruiscono il loro piccolo universo nelle loro stanze o tradiscono la comunità con malelingue, e quali sono le conseguenze?
Ci sono sacerdoti e vescovi che dicono la loro sulle linee guida del Santo Padre, e quali sono le conseguenze?
I peccati si "pagano" tutti e se si dice in vino varitas, perchè quando uno è un po' brillo dice tutto quello che pensa senza riuscire a trattenere, possiamo notare che anche in dolore veritas!
Missione... mettiamo al primo posto il Signore nella nostra vita, nei nostri pensieri, nei nostri sentimenti e nelle nostre occupazioni.
Quando andiamo in macchina da qualche parte e notiamo la spia della benzina accesa, subito ci preoccupiamo di “fare il pieno” per non rimanere a piedi e se siamo in autostrada ci preoccupiamo ancora di più perchè è pericoloso fermarsi in corsia d'emergenza e perchè costa molti soldi chiamare il soccorso: come viviamo la DOMENICA? Facciamo il pieno? Come ci prepariamo? Quanto preghiamo? La domenica è il giorno per eccellenza del Signore! Ci confessiamo?
In parole povere e per capirci: STARE CON IL SIGNORE PRIMA EVITA I DISPIACERI DOPO!
Abbiamo sentito dal Vangelo di domenica scorsa e di ieri che Gesù guarì 10 lebbrosi ma solo 1 tornò per ringraziarlo.
Quanto siamo riconoscenti al Signore?!?
Gesù aiutami... ho un esame, ho un'operazione, sono senza lavoro, sono in depressione, sono solo...
Il Signore aiuta e perdona sempre. Non c'è peccato che non possa essere bruciato dalla sua misericordia ma poi... che fine fa la nostra riconoscenza?!?
C'è stata la festa degli angeli custodi: quanti di noi hanno ringraziato il proprio angelo custode?
Pensiamo... Appena lo spermatozoo è entrato nell'ovulo, Dio subito dona anche l'Angelo Custode!
Ringraziando e lodando Dio, otteniamo le grazie che salvano! Pensiamo ai Salmi, pensiamo a nostra Madre: “L'anima mia magnifica il Signore”!
La nostra vita è nelle mani di Dio. Siamo suoi, siamo cristiani quindi di Cristo prima di ogni altra cosa.
Fioriamo dove Dio ci ha posto e non dove noi ci vogliamo trapiantare!!!
La Regina della Pace ci custodisca faccia di noi quello che vuole per la maggior gloria di Dio e il trionfo del suo cuore immacolato.

ECCOCI MADRE, GUIDACI!


Mentre invitiamo a mantenere gli impegni quotidiani personali già presi, esortiamo per diventare “un cuor solo e un'anima sola” a mettersi in unione spirituale col Movimento in uno o più appuntamenti in modo costante.

Ore 7.30 Santo Rosario
Ore 12.00 Angelus (da Pasqua a Pentecoste Regina Coeli)
Ore 15.00 Coroncina della Divina Misericordia
Ore 17.20 Santo Rosario
Ore 17.40 * 18.40 (ora solare-ora legale) Apparizione della Vergine Santissima a Medjugorje
Ore 20.30 Santo Rosario
Ore 24.00 Santo Rosario
Ore 3.00 Coroncina della Divina Misericordia

Mercoledì e Venerdì: Digiuno a pane ed acqua. Per chi non può non un fioretto ma un "fiorone"... e comunque sempre digiuno dal peccato!

Terminiamo ripetendo sempre:
Maria, Regina della Pace e del Movimento, Madre mia: totus tuus!