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giovedì 4 novembre 2010

"CONSACRATEVI AL MIO CUORE IMMACOLATO" - Quarta tappa


Torniamo al nostro cammino di preparazione alla Consacrazione.
Dopo la festa dei Santi e dei Defunti e l'ennesimo massacro di cattolici in Iraq, siamo ancora più coscienti di essere nel mondo ma non del mondo.
Con l'occasione ringraziamo subito S. Ecc. Mons. Negri per la sua lettera e riflessione che appoggiamo e condividiamo senza se e senza ma.
Una domanda sorge spontanea: siamo pronti a dare la vita per Cristo? Siamo pronti ora?... Consacrarsi a Maria significa questo.

QUARTA TAPPA:
LA SAPIENZA

Leggiamo con attenzione il Vangelo di Matteo, capitolo 6 versetti dal 19 al 33.
Da questo brano comprendiamo come soltanto quando mettiamo Gesù al posto della nostra volontà e del nostro giudizio, ci apriamo alla vita interiore, alla vita della grazia.
Per leggere e capire “i segni dei tempi”, per essere profeti in virtù del nostro Battesimo per la salvezza della nostra anima e delle anime abbiamo bisogno della sapienza. Il salmo dice che l'inizio della sapienza è il timor di Dio.
Timor di Dio non significa aver paura di Dio, Padre di Gesù, Padre mio, Padre nostro ma riconoscerlo come PADRE e quindi rispettare la sua volontà.
Per accettare la sua volontà occorre l'umiltà.
A volte, a dire il vero troppo spesso, ci comportiamo come bambini che vogliono sapere più del papà, che rispondono e vogliono fare di testa loro...
Quelli che vivono secondo la carne non possono piacere a Dio” (Rm 8,8). I desideri della carne sono rivolta contro Dio (Rm 8,7). Lo Spirito del Signore non resterà sempre nell'uomo, perchè egli è carne (Gn 6,3).
Quelli che sono di Cristo Gesù, Sapienza incarnata, hanno crocifisso la loro carne con le sue passioni e i suoi desideri (Gal 5,24), portano sempre e dovunque nel corpo la morte di Gesù (2 Cor 4,10); si fanno continua violenza (Mt 11,12); portano la croce tutti i giorni (Lc 9,23).
Per ottenere la Sapienza, occorre praticare la mortificazione, la rinuncia al mondo e a se stessi.
Ora, dato che non tutti di noi sono preti o suore o frati... ma lavoratori, padri e madri.... come è possibile rinunciare al mondo e distaccarsi?
Ce lo ricorda Sant'Agostino: occorre il cuore.
La nostra testa deve pensare e porre attenzione, le mani sono per lavorare ma il cuore è di Dio e quindi distaccato da tutto il resto: la rinuncia al mondo... la sapienza... diventare uomini e donne di Dio... essere in Lui, per Lui, con Lui. Davvero capiremo meglio San Francesco e vivremo anche noi le sue parole: “Ogni pena mi è diletto, tanto è grande il bene che mi aspetto”.
Pensate che cosa grande e fantastica se anche a noi fosse dato l'onore di morire per amore e per amore del nostro Dio! Bruciare d'amore e bruciare tutto il mondo: Vieni Signore Gesù!
Occorre non conformarsi alla mentalità di questo mondo (cfr Rm 12,2): non conformarsi alle maniere esteriori, agli abiti, ai mobili, alle abitazioni, ai pasti... è una pratica più necessaria di quanto si creda.
Bisogna non credere né seguire le false massime del mondo.
Guardatevi attorno: in troppi pensano e parlano male di tutte le più grandi verità. È vero che non mentono apertamente, ma mascherano la menzogna sotto le apparenze della verità; non credono di mentire, tuttavia mentono.
Oggi più che mai “il mondo giace sotto il potere del maligno” (1 Gv 5,19).



Imitazione di Cristo: Libro 3 par 31
Preghiamo: Salmo 63
Studiamo il Catechismo della Chiesa Cattolica: Art. 2002


Maria, Regina della Pace, Avvocata – Corredentrice – Mediatrice di tutte le grazie, Madre mia: TOTUS TUUS

lunedì 4 ottobre 2010

San Francesco d'Assisi, prega per noi e per la nostra Italia!

La fretta... che grande fregatura.

Eppure la Bibbia e la natura ci insegnano l'aspettare e il prepararsi: l'uso del tempo.
Il saper usare il tempo è una delle cose che il mondo proprio non ci aiuta ad attuare.

Se non siamo capaci di essere protagonisti del "tempo" che Dio ci dona non possiamo essere in grado di leggere i "segni dei tempi" di cui tanto parlano le Sacre Scritture, la Tradizione della Chiesa e i tanti messaggi della Vergine Santissima, nostra dolce mamma.

Guardiamo alle nostre città. Guardiamo, per esempio, a Milano.

Ci sono sempre tanti battezzati e sempre meno giovani che aderiscono all'ora di religione nelle scuole. Sono gli stessi giovani, figli nostri, che poi passano le ore della notte fino all'alba davanti a videogiochi o in discoteche per divertirsi e fare amicizie... per poi ritrovarsi stanchi, frastornati, alticci... soli davanti a un pc per parlare di amore con Facebook.


Abbiamo partecipato a un incontro-dibattito con importanti teologi dell'Italia, della Svizzera, della Germania e del Belgio e, a quanto pare, è ormai sicura una completa islamizzazione dell'Europa.

Di un'Europa che vuole accettare la Turchia come stato membro (immaginate cosa succederebbe...) e che - come sapete - sta discutendo per vietare il suono delle campane delle Chiese.


"Il mondo oggi si trova terribilmente inghiottito nella palude di un secolarismo che vuole creare un mondo senza Dio; di un relativismo che soffoca i valori permanenti e immutabili del Vangelo; e di una indifferenza religiosa che resta imperturbabile di fronte al bene superiore delle cose che riguardano Dio e la Chiesa. Questa battaglia fa numerose vittime nelle nostre famiglie, tra i nostri giovani" (S. Em. Card. Ivan Dias), "siamo di fronte al più grande combattimento che l'umanità abbia mai visto. Non penso che la comunità cristiana l'abbia totalmente compreso. Siamo, oggi, di fronte alla lotta finale fra Chiesa e l'Anti-Chiesa, tra il Vangelo e l'Anti-Vangelo" (S.S. Giovanni Paolo II).

Cominciamo da capo e impariamo dagli altri per essere semplici come le colombe e astuti come i serpenti al fine di dare gloria a Dio e far trionfare il Cuore immacolato di Maria. Parliamo di Gesù senza falsi timori con la vita e con le parole e non vergognamoci: siamo tutti strumenti indegni.

Se camminiamo per strada riconosciamo subito chi è ebreo dal suo modo di vestire come chi è testimone di Geova o musulmano...

Noi siamo il piccolo esercito di Maria: leghiamoci al polso un bel rosario... la Santa Catena! E non vergnamoci di usarlo mentre siamo in coda a un ufficio postale, in macchina o su un mezzo pubblico... Il tempo sia preghiera! Questo sia non per ostentare ma per richiamare tutti a Dio e vedrete che anche la nostra fede ne avrà giovamento perchè essa cresce con la testimonianza (cf San Paolo).



San Francesco, prega per noi!
Prega con la nostra Madre dolcissima
e intercedete per l'Italia e la nuova evangelizzazione!

Padre Pio, come sappiamo, si faceva aiutare nell'esercizio del Sacro Ministero della Confessione da San Francesco d'Assisi e dalla Madonna. "Senza loro due che combinerei?" (Padre Marcellino, Padre Pio parla della Madonna, p. 283).
... Allora, noi facciamoci aiutare da loro tre!!!

Rapisca, ti prego o Signore,
l'ardente e dolce forza del tuo Amore
la mente mia
da tutte le cose che sono sotto il Cielo
perchè io muoia per amore dell'amor tuo
come Tu ti sei degnato di morire
per amore dell'amor mio!

giovedì 31 luglio 2008

Il PERDONO di ASSISI

Dal primo agosto abbiamo una chance da non farci scappare per la troppa superficialità che spesso ci avvolge o scegliamo perchè presi da cose... come dire... più "importanti": il perdono di Assisi.
Basta entrare in una chiesa francescana o in una parrocchia, pregare per il Santo Padre, fare la Santa Confessione e la Santa Comunione per ricevere un'onda di misericordia immensa che ha la forza e il potere di regalarci l'indulgenza piena di tutti i peccati che abbiamo commesso.
La Chiesa ci offre questa grande possibilità. San Francesco d'Assisi, a suo tempo, fece tutto il possibile per ottenere per tutti noi questa grazia particolare.
Gesù che camminava sulle acque, Gesù che ha sfamato una moltitudine dando pane e pesce, Gesù che ha trasformato l'acqua nel vino migliore, Gesù che ha resuscitato Lazzaro dalla morte, Gesù che ha portato il ladrone in Paradiso, Gesù che ha ridato la vista e ha perdonato Pietro dandogli le chiavi del Regno dei Cieli e quindi la più grande fiducia in terra, Gesù... il Figlio di Dio che si fa servo e ci lava i piedi...
Dio osa trascendere ancora di più per stare con noi usando le mani di un sacerdote per trasformare ogni giorno e più volte al giorno pane e vino in corpo e sangue.
Il Suo corpo. Il Suo sangue.
Il nostro Dio ha un cuore di carne. Ha voluto avere un cuore di carne.
Non dimentichiamolo mai.
Conosce i nostri istinti e le nostre debolezze. Conosce la tentazione. Conosce la solitudine e il dolore. Conosce le nostre pulsioni. Le invidie, i rancori, le incomprensioni...
Lui si è fatto uomo. Dio con noi in tutto.
Non siamo soli. Non lo saremo mai.
Con la Santa Comunione, Dio - molto più grande di tutto l'Universo del quale spesso guardiamo con meraviglia qualche foto - si fonde con noi. Immane con noi.
La trascendenza di Dio e l'immanenza di Dio donate completamente all'uomo.
Ce ne rendiamo conto?!?
Dio ci dona tutto!! Quindi tutto è possibile: anche i miracoli.
C'è bisogno di più fede amici.
Perchè è così difficile donare a Lui la nostra vita?
Non vogliamo un mondo migliore? Non vogliamo una famiglia dove regni la concordia? Un lavoro che frutti bene? Non vogliamo più amore e passione dai nostri mariti, dalle nostre mogli, dai nostri fidanzati, dalle nostre fidanzate, dai nostri figli e figlie, dai nostri amici...?
Tutto sta nel quanto noi ci diamo a LUI.
Lui solo è la Via. Lui è la Vita. Lui è la Verità!
Lui è libertà e speranza certa.
Solo con Lui si può stare bene e solo attraverso Lui possiamo far star bene.
Preghiamo gli uni per gli altri. Anche se non ci conosciamo, stiamo uniti. Vogliamoci bene.
Allora festeggeremo il Perdono d'Assisi perchè lo staremo vivendo e non solo per una data...
Conquistiamoci il Paradiso!+
La nostra Mamma, la Vergine Santissima, nelle apparizioni di Bonate quando la gente chiedeva miracoli e prodigi rispose che sì ci sarebbero stati dei grandi miracoli... le conversioni!
Se si vive per Dio non si può non avere a cuore l'uomo. Pensate come tutto sarebbe diverso se ciascuno si impegnasse nel cammino di conversione e nel vivere le Beatitudini...
Pensare a questo, lo sapete, non è utopia ma possibilità: noi crediamo in Gesù.

giovedì 4 ottobre 2007

San FRANCESCO di ASSISI




Rapisca ti prego o Signore


l'ardente e dolce forza del Tuo Amore


la mente mia


da tutte le cose che sono sotto il Cielo


perchè io muoia per amore dell'Amor Tuo


come Tu ti sei degnato di morire


per amore dell'amor mio!


(frate Francesco)



San Francesco d'Assisi, patrono d'Italia, nacque ad Assisi nel 1182. Dopo una gioventù spensierata, convertitosi a Cristo, rinunciò a tutti i beni paterni per aderire fermamente a Dio. Sposò la povertà per seguire più perfettamente l'esempio di Cristo e predicò a tutti l'amore di Dio. Formò i suoi seguaci con regole ispirate al Vangelo e che la Sede Apostolica approvò. Fondò anche un ordine di religiose e un terz'ordine di persone penitenti che vivessero nel mondo. Morì nel 1226 dopo aver ricevuto le stigmate. Fu proclamato Patrono d'Italia da Pio XII il 18/6/1939.


Francesco, fratello nostro, intercedi per il Movimento. Scaccia dai nostri cuori la tiepidezza o la paura di essere considerati fuori moda o folli perchè vogliamo dire anche ai sassi: "Gesù è risorto"! Facci sentire sulla nostra guancia la sberla data ad un altra, perchè siamo fratelli e sorelle. Aiutaci a essere profeti di speranza e di pace. Cura la lebbra che portiamo nel cuore. Abbiamo poca fede. Siamo così ciechi... Prega oggi con noi e insegnaci le parole che più piacciono alla nostra Mamma e a Gesù. Che la nostra vita diventi preghiera, sacrificio gradito a Dio.


Francesco se puoi aiutaci e copri le nostre lacune, i nostri vuoti. Stiamo facendo così poco...


FRANCESCO, PREGA PER NOI!

mercoledì 3 ottobre 2007

Prepariamoci alla festa del POVERELLO


I bambini che vivono con noi stanno bene e pregano, anche altri lo fanno ma stanno male:
1 miliardo i bambini che vivono in povertà
640 milioni sono privi dei servizi igienici
400 milioni non hanno l'acqua potabile
300 milioni non sanno cosa accade nel mondo
270 milioni non hanno cure mediche
180 milioni sono sfruttati nel lavoro
120 milioni sono analfabeti
90 milioni soffrono di carenze alimentari
20 milioni dal 1990 ad oggi non hanno casa per la guerra
15 milioni sono orfani per l'AIDS
40 mila sono stati uccisi dalle mine anti uomo
29 mila 158 muoiono ogni giorno per malattie curabili


Gesù disse con dolore che i poveri saranno sempre con noi perchè grande è l'egoismo dell'uomo che, se non si apre a Dio, ha un cuore di pietra.

NOI A TUTTO QUESTO VOGLIAMO DIRE BASTA.
OGNUNO SI IMPEGNI!!!


Una volta Raol Follerau, negli anni Sessanta, disse: “datemi il costo di due bombardieri e vi tolgo la lebbra dall'Africa”.
Nessuno lo fece e nulla cambiò: oggi la lebbra c'è ancora.

lunedì 17 settembre 2007

Una storia bella da raccontare ai nostri bimbi: SAN FRANCESCO E LE STIGMATE



Scriveva S. Bonaventura da Bagnoregio: “Un mattino, all'appressarsi della festa dell'Esaltazione della santa Croce, mentre pregava sul fianco del monte, (Francesco)vide la figura come di un serafino, con sei ali tanto luminose quanto infocate, discendere dalla sublimità dei cieli: esso, con rapidissimo volo, tenendosi librato nell'aria, giunse vicino all'uomo di Dio, e allora apparve tra le sue ali l'effige di un uomo crocifisso, che aveva mani e piedi stesi e confitti sulla croce. Due ali si alzavano sopra il suo capo, due si stendevano a volare e due velavano tutto il corpo. A quella vista si stupì fortemente, mentre gioia e tristezza gli inondavano il cuore. Provava letizia per l'atteggiamento gentile, con il quale si vedeva guardato da Cristo, sotto la figura del serafino. Ma il vederlo confitto in croce gli trapassava l'anima con la spada dolorosa della compassione. Fissava, pieno di stupore, quella visione così misteriosa, conscio che l'infermità della passione non poteva assolutamente coesistere con la natura spirituale e immortale del serafino. Ma da qui comprese, finalmente, per divina rivelazione, lo scopo per cui la divina provvidenza aveva mostrato al suo sguardo quella visione, cioè quello di fargli conoscere anticipatamente che lui, l’amico di Cristo, stava per essere trasformato tutto nel ritratto visibile di Cristo Gesù crocifisso, non mediante il martirio della carne, ma mediante l'incendio dello spirito” (Leg. Maj., I, 13, 3).




In foto: la tonaca di San Francesco usata nel 1215



Fu Gesù stesso, nella sua apparizione, a chiarire a Francesco il senso di tale prodigio: “Sai tu … quello ch' io t’ho fatto? Io t’ho donato le Stimmate che sono i segnali della mia passione, acciò che tu sia il mio gonfaloniere. E siccome io il dì della morte mia discesi al limbo, e tutte l’anime ch' io vi trovai ne trassi in virtù di queste mie Istimate; e così a te concedo ch' ogni anno, il dì della morte tua, tu vadi al purgatorio, e tutte l’anime de’ tuoi tre Ordini, cioè Minori, Suore e Continenti, ed eziandio degli altri i quali saranno istati a te molto divoti, i quali tu vi troverai, tu ne tragga in virtù delle tue Istimate e menile alla gloria di paradiso, acciò che tu sia a me conforme nella morte, come tu se’ nella vita” (“Delle Sacre Sante Istimate di Santo Francesco e delle loro considerazioni”, III considerazione). Continuava ancora S. Bonaventura che, scomparendo, la visione lasciò nel cuore del Santo “un ardore mirabile e segni altrettanto meravigliosi lasciò impressi nella sua carne. Subito, infatti, nelle sue mani e nei suoi piedi, incominciarono ad apparire segni di chiodi, come quelli che poco prima aveva osservato nell'immagine dell'uomo crocifisso. Le mani e i piedi, proprio al centro, si vedevano confitte ai chiodi; le capocchie dei chiodi sporgevano nella parte interna delle mani e nella parte superiore dei piedi, mentre le punte sporgevano dalla parte opposta. Le capocchie nelle mani e nei piedi erano rotonde e nere; le punte, invece, erano allungate, piegate all'indietro e come ribattute, ed uscivano dalla carne stessa, sporgendo sul resto della carne. Il fianco destro era come trapassato da una lancia e coperto da una cicatrice rossa, che spesso emanava sacro sangue, imbevendo la tonaca e le mutande” (Leg. Maj., I, 13, 3).


Gregorio IX, prima di procedere alla canonizzazione di Francesco, pare nutrisse dei dubbi riguardo a quel fatto prodigioso. E’ sempre S. Bonaventura, nel capitolo della sua “Legenda Major” dedicato alla “Potenza miracolosa della Stimmate” del Poverello, a parlarne. Scriveva che “Papa Gregorio IX, di felice memoria, al quale il Santo aveva profetizzato l’elezione alla cattedra di Pietro, nutriva in cuore, prima di canonizzare l’alfiere della croce (cioè S. Francesco), dei dubbi sulla ferita del costato. Ebbene, una notte, come lo stesso glorioso presule raccontava tra le lacrime, gli apparve in sogno il beato Francesco che, con volto piuttosto severo, lo rimproverò per quelle esitazioni e, alzando bene il braccio destro, scoprì la ferita e gli chiese una fiala, per raccogliere il sangue zampillante che fluiva dal costato. Il sommo Pontefice, in visione, porse la fiala richiesta e la vide riempirsi fino all'orlo di sangue vivo. Da allora egli si infiammò di grandissima devozione e ferventissimo zelo per quel sacro miracolo, al punto da non riuscire a sopportare che qualcuno osasse, nella sua superbia e presunzione, misconoscere la realtà dei quei segni fulgentissimi, senza rimproverarlo duramente” (Leg. Maj., II, 1, 2).

Tale episodio fu magistralmente rievocato da Giotto negli affreschi della Basilica superiore del Santo in Assisi.

Papa Benedetto XI Boccasini da Treviso concesse all’Ordine Francescano ed all’intero Orbe cattolico di celebrarne annualmente il ricordo il 17 settembre.

In foto: La Basilica di Assisi. Incastonata nella colonna portante vi è la tomba in pietra di San Francesco.


ECCOCI MADRE, GUIDACI!


Mentre invitiamo a mantenere gli impegni quotidiani personali già presi, esortiamo per diventare “un cuor solo e un'anima sola” a mettersi in unione spirituale col Movimento in uno o più appuntamenti in modo costante.

Ore 7.30 Santo Rosario
Ore 12.00 Angelus (da Pasqua a Pentecoste Regina Coeli)
Ore 15.00 Coroncina della Divina Misericordia
Ore 17.20 Santo Rosario
Ore 17.40 * 18.40 (ora solare-ora legale) Apparizione della Vergine Santissima a Medjugorje
Ore 20.30 Santo Rosario
Ore 24.00 Santo Rosario
Ore 3.00 Coroncina della Divina Misericordia

Mercoledì e Venerdì: Digiuno a pane ed acqua. Per chi non può non un fioretto ma un "fiorone"... e comunque sempre digiuno dal peccato!

Terminiamo ripetendo sempre:
Maria, Regina della Pace e del Movimento, Madre mia: totus tuus!