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mercoledì 28 marzo 2012

OMELIA DEL SANTO PADRE A CUBA in Plaza de la Revolucion




Cari fratelli e sorelle!
«Benedetto sei tu, Signore Dio… Benedetto il tuo nome glorioso e santo» (Dn 3, 52). Questo inno di benedizione del Libro di Daniele risuona oggi nella nostra liturgia invitandoci ripetutamente a benedire e lodare Dio. Siamo parte della moltitudine di quel coro che celebra il Signore incessantemente. Ci uniamo a questo insieme di azioni di grazie, ed offriamo la nostra voce gioiosa e fiduciosa che cerca di consolidare nell'amore e nella verità il cammino della fede.
«Benedetto sia Dio» che ci riunisce in questa piazza emblematica, affinché ci immergiamo più profondamente nella sua vita. Provo una grande gioia nell’essere oggi tra voi e presiedere questa Santa Messa nel cuore di questo Anno giubilare dedicato alla Vergine della Carità del Cobre.
Saluto cordialmente il Cardinale Jaime Ortega y Alamino, Arcivescovo di L'Avana, e lo ringrazio per le cordiali parole che mi ha rivolto a nome di tutti. Estendo il mio saluto ai Signori Cardinali, ai miei fratelli Vescovi di Cuba e di altri Paesi che hanno voluto partecipare a questa solenne celebrazione. Saluto anche i sacerdoti, i seminaristi, i religiosi e tutti i fedeli qui convenuti, come pure le Autorità che ci accompagnano.
Nella prima lettura che è stata proclamata, i tre giovani, perseguitati dal sovrano babilonese, preferiscono affrontare la morte bruciati dal fuoco piuttosto che tradire la loro coscienza e la loro fede. Essi trovarono la forza di «lodare, glorificare e benedire Dio» nella convinzione che il Signore del cosmo e della storia non li avrebbe abbandonati alla morte ed al nulla. In effetti, Dio non abbandona mai i suoi figli, non li dimentica mai. Egli sta al di sopra di noi ed è capace di salvarci con il suo potere. Allo stesso tempo, è vicino al suo popolo, e per mezzo del suo Figlio Gesù Cristo ha voluto porre la sua dimora tra noi.
«Se rimanete nella mia parola, siete davvero miei discepoli; conoscerete la verità e la verità vi farà liberi» (Gv 8,31). Nel brano del Vangelo che è stato proclamato, Gesù si rivela come il Figlio di Dio Padre, il Salvatore, l'unico che può mostrare la verità e dare la vera libertà. Il suo insegnamento provoca resistenza ed inquietudine tra i suoi interlocutori, ed Egli li accusa di cercare la sua morte, alludendo al supremo sacrificio della Croce, ormai vicino. Ma li esorta a credere, a rimanere nella sua Parola, per conoscere la verità che redime ed onora.
In effetti, la verità è un anelito dell'essere umano, e cercarla suppone sempre un esercizio di autentica libertà. Molti, tuttavia, preferiscono le scorciatoie e cercano di evitare questo compito. Alcuni, come Ponzio Pilato, ironizzano sulla possibilità di poter conoscere la verità (cfr Gv 18,38), proclamando l'incapacità dell'uomo di raggiungerla o negando che esista una verità per tutti. Questo atteggiamento, come nel caso dello scetticismo e del relativismo, produce un cambiamento nel cuore, rendendo freddi, vacillanti, distanti dagli altri e rinchiusi in se stessi. Persone che si lavano le mani come il governatore romano e lasciano correre il fiume della storia senza compromettersi.
D'altra parte, ci sono altri che interpretano male questa ricerca della verità, portandoli all'irrazionalità e al fanatismo, per cui si rinchiudono nella «loro verità» e cercano di imporla agli altri. Sono come quei legalisti accecati che, vedendo Gesù colpito e sanguinante, gridano infuriati: «Crocifiggilo!» (cfr Gv 19,6). In realtà, chi agisce irrazionalmente non può arrivare ad essere discepolo di Gesù. Fede e ragione sono necessarie e complementari nella ricerca della verità. Dio ha creato l'uomo con un'innata vocazione alla verità e per questo lo ha dotato di ragione. Certamente non è l'irrazionalità, ma l’ansia della verità quello che promuove la fede cristiana. Ogni essere umano deve scrutare la verità ed optare per essa quando la trova, anche a rischio di affrontare sacrifici.
Inoltre, la verità sull'uomo è un presupposto ineludibile per raggiungere la libertà, perché in essa scopriamo i fondamenti di un'etica con la quale tutti possono confrontarsi e che contiene formulazioni chiare e precise sulla vita e la morte, i doveri ed i diritti, il matrimonio, la famiglia e la società, in definitiva, sulla dignità inviolabile dell'essere umano. Questo patrimonio etico è quello che può avvicinare tutte le culture, i popoli e le religioni, le autorità e i cittadini, e i cittadini tra loro, e i credenti in Cristo con coloro che non credono in Lui.
Il Cristianesimo, ponendo in risalto i valori che sostengono l'etica, non impone, ma propone l'invito di Cristo a conoscere la verità che rende liberi. Il credente è chiamato a rivolgerlo ai suoi contemporanei, come lo fece il Signore, anche davanti all’oscuro presagio del rifiuto e della Croce. L'incontro personale con Colui che è la verità in persona ci spinge a condividere questo tesoro con gli altri, specialmente con la testimonianza.
Cari amici, non esitate a seguire Gesù Cristo. In Lui troviamo la verità su Dio e sull'uomo. Egli ci aiuta a sconfiggere i nostri egoismi, ad uscire dalle nostre ambizioni e a vincere ciò che ci opprime. Colui che opera il male, colui che commette peccato, è schiavo del peccato e non raggiungerà mai la libertà (cfr Gv 8,34). Solo rinunciando all'odio e al nostro cuore indurito e cieco, saremo liberi, ed una nuova vita germoglierà in noi.
Con la ferma convinzione che Cristo è la vera misura dell'uomo, e sapendo che in Lui si trova la forza necessaria per affrontare ogni prova, desidero annunciarvi apertamente il Signore Gesù come Via, Verità e Vita. In Lui tutti troveranno la piena libertà, la luce per capire in profondità la realtà e trasformarla con il potere rinnovatore dell'amore.
La Chiesa vive per rendere partecipi gli altri dell’unica cosa che possiede, e che non è altro che Cristo stesso, speranza della gloria (cfr Col 1,27). Per poter svolgere questo compito, essa deve contare sull'essenziale libertà religiosa, che consiste nel poter proclamare e celebrare anche pubblicamente la fede, portando il messaggio di amore, di riconciliazione e di pace, che Gesù portò al mondo. E’ da riconoscere con gioia che sono stati fatti passi in Cuba affinché la Chiesa compia la sua ineludibile missione di annunciare pubblicamente ed apertamente la sua fede. Tuttavia, è necessario proseguire, e desidero incoraggiare le autorità governative della Nazione a rafforzare quanto già raggiunto ed a proseguire in questo cammino di genuino servizio al bene comune di tutta la società cubana.
Il diritto alla libertà religiosa, sia nella sua dimensione individuale sia in quella comunitaria, manifesta l'unità della persona umana che è, nel medesimo tempo, cittadino e credente. Legittima anche che i credenti offrano un contributo all'edificazione della società. Il suo rafforzamento consolida la convivenza, alimenta la speranza in un mondo migliore, crea condizioni propizie per la pace e per lo sviluppo armonioso e, contemporaneamente, stabilisce basi solide sulle quali assicurare i diritti delle generazioni future.
Quando la Chiesa mette in risalto questo diritto, non sta reclamando alcun privilegio. Pretende solo di essere fedele al mandato del suo divino Fondatore, cosciente che dove Cristo si rende presente, l'uomo cresce in umanità e trova la sua consistenza. Per questo, essa cerca di offrire questa testimonianza nella sua predicazione e nel suo insegnamento, sia nella catechesi come negli ambienti formativi ed universitari. È da sperare che presto giunga anche qui il momento in cui la Chiesa possa portare nei vari campi del sapere i benefici della missione che il suo Signore le ha affidato e che non può mai trascurare.
Esempio illustre di questo lavoro fu l'insigne sacerdote Félix Varela, educatore e maestro, figlio illustre di questa città di L'Avana che è passato alla storia di Cuba come il primo che ha insegnato al suo popolo a pensare. Il Padre Varela ci presenta la strada per una vera trasformazione sociale: formare uomini virtuosi per forgiare una nazione degna e libera, poiché questa trasformazione dipenderà dalla vita spirituale dell'uomo; infatti, «non c'è patria senza virtù» (Lettere ad Elpidio, lettera sesta, Madrid 1836, 220). Cuba ed il mondo hanno bisogno di cambiamenti, ma questi ci saranno solo se ognuno è nella condizione di interrogarsi sulla verità e si decide a intraprendere il cammino dell'amore, seminando riconciliazione e fraternità.
Invocando la materna protezione di Maria Santissima, chiediamo che ogni volta che partecipiamo all'Eucaristia diventiamo anche testimoni della carità che risponde al male con il bene (cfr Rm 12, 21), offrendoci come ostia viva a chi con amore offrì se stesso per noi. Camminiamo alla luce di Cristo, che può disperdere la tenebra dell'errore. Supplichiamolo che, con il valore e il vigore dei santi, giungiamo a dare una risposta libera, generosa e coerente a Dio, senza paure, né rancori.



Amen.

venerdì 24 giugno 2011

30 anni di Medjugorje: GRAZIE!



Guardiamo Gesù: lui è la Verità, lui è la Vita, lui è la Via!

Lui è il Signore che regna.

Questo pezzo di Pane consacrato è la cosa più importante che abbiamo e siamo chiamati a dare tutto per quel pezzo di Pane.

Gesù per venirci incontro e per non soffocarci con la sua maestosa presenza si è incarnato, per non farci paura e per rispettare la nostra fragilità si è fatto bambino.

Ci ha insegnato a chiamare Dio come Padre e ci ha assicurato che è un Padre a tutti gli effetti.

Per stare sempre con noi visibilmente perchè sa che abbiamo bisogno di "vedere" si lascia contenere da un pezzo di Pane consacrato.

Eppure noi siamo ciechi pieni di orgoglio così terribilmente presuntuosi... il peccato mortale, quello contro i dieci comandamenti, ci dovrebbe fare orrore.

Gesù per amore ha scelto di mettere la sua carne in croce per aprirci il Paradiso.

Ci ha dato lo Spirito.

Ci ha dato sua Madre...

Dio ci ha dato tutto.

Questa vita non basta per ringraziarlo, eppure perdiamo tante occasioni, eppure per una cosa buona ne facciamo dieci sbagliate...

Come fare?

Offriamo al Signore tutto il buono di noi ma anche tutto il male: come Lui ha fatto con noi, anche noi offriamo tutto a Lui.

Mettiamoci insomma la buona volontà senza pensare ai risultati. Con il cuore diamo tutto a Gesù anche i pensieri o le azioni di cui ci vergognamo.

Gesù passa, Gesù guarisce: Lui fa rifiorire il deserto, Lui è il Principe della Pace.

Un segreto?

Stiamo attaccati a Maria!

Restiamo fedeli alla sua scuola, come nel cenacolo: i tempi nuovi stanno per arrivare e il Signore ha bisogno dei suoi amici per i tempi che verranno.

30 anni di Medjugorje non sono uno scherzo o un fatto da prendere banalmente.

La Madonna ci invita ogni volta a essere cattolici, a vivere in stato di grazia, a pregare e a fare sacrifici per salvare la nostra anima e per aiutare lei nell'intercedere per chi ancora non conosce l'amore di Dio.

Per questo ci siamo presi l'impegno di pregare tra oggi e domani le 1000 AVE: la nostra Mamma del Cielo intercede in ogni istante per noi, anche quando noi ci dimentichiamo di Lei... Ma anche lei ha bisogno delle nostre preghiere e spesso ce le chiede esplicitamente.

Vogliamo aiutare la nostra mamma o perdiamo tempo nel chiacchierare della bellezza di Medjugorje perdendo così di vista il messaggio di Medjugorje?!?

Medjugorje è la conclusione di Fatima, ormai è evidente a tutti, ed è la chiave di lettura di La Salette, ma ne riparleremo come ancora non è stato fatto.

Oggi per tutti noi è un giorno di festa. Oggi non è il momento del digiuno.

Oggi il mio grazie va alla Regina della Pace che mi ha fatto incontrare Gesù, vivo nella Sua Chiesa.

Oggi e domani sono giorni che voglio stare solo con mia mamma.

Oggi è il momento delle coccole e del mangiare insieme.

Oggi è il giorno del riposo sentendo le sue carezze.

Oggi le affido il Santo Padre, il mio Papa, Benedetto XVI che proprio in questa settimana ha festeggiato l'anniversario del suo sacerdozio.

Oggi le parlo di massoni e maghi vari che il 24 giugno hanno ricorrenze particolari: nel cercare la luce vagano nel buio... la luce non è un qualcosa che costruiamo con filosofie, ma è una persona: Gesù e non è da cercare, ma da accogliere perchè Lui c'è.

Almeno per oggi non voglio dare a Maria i miei pensieri e le mie preoccupazioni ma semplicemente starle accanto e dirle: "Grazie, ti voglio bene,... ti voglio aiutare: sono tutto tuo o Maria!"

venerdì 14 gennaio 2011

1 MAGGIO 2011: FESTA DELLA DIVINA MISERICORDIA... BEATIFICAZIONE DI GIOVANNI PAOLO II IL GRANDE!!!


GIOVANNI PAOLO II PREGA PER NOI E CON TE DICIAMO:
MARIA, AMATA GOSPA, TOTUS TUUS!!!

Il Movimento Gospa sarà presente: siamo tutti chiamati a dare la nostra testimonianza e il nostro GRAZIE a ROMA!!!

CHE GIOIA!
CHE GIOIA GRANDE!!
CHE GIOIA IMMENSA!!!

sabato 16 ottobre 2010

"CONSACRATEVI AL MIO CUORE IMMACOLATO" - Seconda tappa


SECONDA TAPPA
DECISIONE


Voler consacrarsi a Maria significa dare a lei tutto e far disporre tutto da lei.
Per arrivare a questo dobbiamo chiederci, ora, se abbiamo scelto Gesù, perchè essere in Maria, con Maria, per Maria è solo voler servire il nostro Dio nel modo più umanamente perfetto e possibile.
In una parola: DECISIONE.
La cara Madre Teresa di Calcutta nel 1997 disse a Dario, e tramite lui a tutti noi, che la santità non è un lusso per pochi ma un nostro dovere.
Queste sono certamente parole molto forti e radicali ma è Gesù che ci insegna a essere uomini semplici, decisi e chiari senza le mezze misure intese come perbenismo, buonismo, relativismo o compresso della verità.
Ecco che dobbiamo pregare il Signore che aumenti la nostra fede e nel frattempo stare vigili nel non commettere almeno i peccati mortali. Si sa, la prudenza non è mai troppa!
Se amiamo il Signore dobbiamo essere santi.
Giovanni Paolo II, ce lo ricordiamo, diceva che la santità è cadere e rialzarsi ogni volta e santa Teresina ci rincuora perchè ci dice col sorriso che non dobbiamo essere turbati o preoccupati: la santità è il fare con amore e nel modo migliore possibile le cose di ogni giorno.
Vogliamo diventare santi perchè la santità, canta il Salmo, si addice alla Sua Casa.
Già la vita sulla terra ha tante difficoltà e ci impegna in una lotta quotidiana contro il male: che almeno appena morti possiamo andare subito tutti in Paradiso a pregare, lodare, festeggiare, danzare, gioire in eterno senza avere ancora del Purgatorio!
Che cosa terribile deve essere il Purgatorio per quanto essere lì significa essere salvati.
Terribile... vivere in un “luogo”, dove Dio per la sua misericordia ci purifica completamente, che non ha tempo, con la nostalgia di Gesù e Maria appena visti e incontrati nel momento del giudizio personale. Purgatorio... per quanto ti fa vedere le porte del Paradiso... è un posto dove si soffre ancora...
Dobbiamo impegnarci nel cammino della santità anche perchè santissima è la nostra amata Mamma e lei ci può usare pienamente solo se siamo puri. Il Signore che è Dio, perfino Lui, ci può usare pienamente - anche per la salvezza di tanti altri fratelli e sorelle sparsi nel mondo - solo se in noi non c'è il peccato mortale. La Grazia e i doni dello Spirito Santo sono inermi se non ci decidiamo seriamente: questi non sono pii discorsi ma realtà di fatto spiegate e declinate perfettamente dal Catechismo.
Essere santi non è essere “bigottoni” ma uomini e donne veri e vere capaci non solo di dare l'altra guancia ma anche la vita per amore.


Il Montfort chiama la santità con PERFEZIONE CRISTIANA.
Leggiamo Matteo capitolo 16 versetti dal 24 al 27.


Bene, capiamo da questo brano che la Perfezione Cristiana si attua in 4 punti.
1) Nella volontà di farsi santi: se qualcuno vuol venire dietro a me...
2) Nella conversione: rinneghi se stesso...
3) Nella mortificazione: prenda la sua croce...
4) Nell'azione: e mi segua.


Se qualcuno vuol venire dietro a me
Sappiamo che Dio rivolge lo sguardo ai cuori umili e contriti. Sappiamo che Dio tramite ciascuno di noi scrive il vangelo per l'uomo d'oggi. Sappiamo che siamo Tempio dello Spirito Santo e che in noi regna la Trinità.
Sappiamo che con la confessione e la preghiera possiamo cancellare ogni offesa recata a Dio.
Sappiamo... sappiamo... sappiamo... ma cosa facciamo?
Gesù si accontenta dei piccoli sforzi!
Ci impegniamo a distruggere l'orgoglio serpeggiante nel nostro cuore?
Siamo fedeli alla preghiera quotidiana? Ai nostri buoni propositi?
Facciamo fioretti?
Cosa offriamo al Signore?
Siamo pronti a soffrire per il Signore?
Rinneghi se stesso
Ci sentiamo “in gamba” e furbi secondo il mondo? Siamo degli intellettuali arroganti? Quanto ascoltiamo gli altri? Quanto facciamo nostre le sofferenze degli altri? Ci piacciono le nostre opinioni e talenti tanto da imporci?
Dio ci ha dato due orecchie per ascoltare molto e una sola bocca per parlare poco.
Cerchiamo sempre di giustificarci? Dopo un'umiliazione ci “rifacciamo” subito? Ci lamentiamo spesso? Vogliamo essere gratificati?
Prenda la sua croce
Devi prendere la tua croce, non quella di altri: prendi la tua croce, quella che la Sapienza ga disposto per te “con misura, calcolo e peso” (Sap. 11,20). Prendi la tua croce, se soffri... offri! Stai nella gioia: la tua croce è un pezzettino di quella di Gesù sul Calvario.
Sei, sono. Siamo con Lui: uniti a Lui.
Prendi la croce ben in mano, non devi trascinarla, né scrollartela, né ridurla. Non essere impaziente o triste. Non vergognarti della tua croce e non sentirti solo: sei con Lui.
Tieni la tua croce bene sulle spalle: è la tua arma (Is 9,6-7) di difesa e conquista!
Tieni la tua croce nel cuore: con l'amore essa diventa il tuo roveto ardente che brucia giorno e notte senza mai consumarsi (Es 3,2).


PREGHIAMO: SALMO 20


STUDIAMO il CATECHISMO: Art. 1694
Per chi ha l'Imitazione di Cristo legga: Il disprezzo delle vanità, Cap. I, 1


Ps. Nella vita spirituale, vince chi perde...


Maria, Regina della Pace, Madre nostra e del Movimento, TOTUS TUUS

martedì 12 ottobre 2010

La Vergine del Pilar

A Saragozza vi è un'imponente basilica dedicata a Nostra Signora del Pilar.
All'interno di questa, vi è una piccola chiesetta: la Cappella della Virgen dove su un pilastro vi è posta una statuina della Mamma.
Proprio in quel punto preciso e su quella colonnina, verso l'anno 40, apparve la Madonna, mentre era ancora in vita e si trovava a Gerusalemme, all'apostolo Giacomo (fratello di Giovanni, quello che stava sotto la croce).
L'apostolo e altri testimoni gettarono le fondamenta di quella che oggi ammiriamo come grande Basilica. Quella che sorse dalla terra è la prima Chiesa dedicata alla Vergine Santissima.

Nostra Madre, forse per sottilineare il primato di questo santuario, ha donato qui un miracolo di Dio assolutamente unico.

Si tratta del miracolo di cui è stato beneficiato Miguel-Juan Pellicer di Calanda, al quale, essendo caduto da cavallo ed essendo finito sotto la ruota di un carro, avevano amputato una gamba a quattro dita dalla rotula. Prima dell'operazione si era recato al santuario del Pilar per ricevere i sacramenti e dopo l'operazione vi era tornato per ringraziare la Madonna per averlo conservato in vita. Non potendo più lavorare, domandava l'elemosina all'ingresso della basilica ed ungeva con devozione il suo moncherino con l'olio delle 77 lampade della Cappella della Vergine.
La sera del 29 marzo si addormentò e al risveglio, al posto della gamba di legno, si ritrovò la sua gamba di carne amputata due anni prima.

Chissà che non ci sia qualche coincidenza con la scoperta delle Americhe per opera di Cristoforo Colombo e la Madonna del Pilar... entrambe le ricorrenze sono oggi: 12 ottobre.

I "segni dei tempi"...

lunedì 13 settembre 2010

Medjugorje: diario di un pellegrino con fenomeni straordinari


Raccomandiamo a tutti di leggere questa testimoninza senza fretta e con pazienza. Ave Maria!

Dal 24 giugno 1981, Vicka Ivankovic, Mirijana Dragiccevic, Marija Pavlovic, Ivan Dragicevic, Ivanka Ivankovic e Jakov Colo affermano di ricevere apparizioni della Vergine Maria.
In viaggio nella parrocchia di San Giacomo apostolo tra il Krizevac ("Monte della Croce"), e il Podbrdo ("Colle delle apparizioni").
"Tra i monti". È questo il significato in italiano del nome Medjugorje, la piccola località del comune di Citluk, oggi parte del cantone dell'Erzegovina-Narenta (Bosnia-Erzegovina), diventata celebre nel mondo perché, dal 24 giugno 1981, Vicka Ivankovic, Mirijana Dragicevic, Marija Pavlovic, Ivan Dragicevic, Ivanka Ivankovic e Jakov Colo (che allora avevano tra 10 e 16 anni, oggi sono tutti adulti, padri e madri di famiglia) affermano di ricevere apparizioni della Vergine Maria, che si presenterebbe con il titolo di "Regina della Pace" (Kraljica Mira).
Nel mese di agosto si tiene un affollatissimo festival internazionale dei Giovani.

Ma Medjugorje è divenuta meta di numerosi pellegrinaggi, non solo nel mese di agosto. Anche noi ci siamo avventurati in questo pellegrinaggio. Ed ecco il resoconto di ciò che abbiamo visto.

Dopo diverse ore di viaggio in bus, siamo arrivati a Bari. Appena qualche ora di tempo per dare un'occhiata alla basilica di San Nicola e ad altre bellezze artistiche di Bari e, quindi l'imbarco su una nave di linea croata, destinazione Dubrovnik. Mare abbastanza mosso. Poco adatto per chi soffre il mal di mare, accettabile per chi non avverte questo fastidio.

Dopo una sentita Santa Messa a bordo, cena e subito in cabina per il riposo.

Il 25 giugno, alle ore 7 siamo arrivati al porto di Dubrovnick. L'Adriatico era alle nostre spalle. È meravigliosa la costa croata. Le numerose isolette circondate da un mare cristallino e da una vegetazione fitta sono una delizia per gli occhi e un ringraziamento di lode a Dio per la bellezza del creato. Dopo i controlli di routine alla dogana di nuovo in bus per le tre ore di strada che ci separano dalla meta.

Poco prima di lasciare la Croazia e di entrare nel territorio della Bosnia-Herzegovina ci fermiamo per una breve sosta in una stazione di rifornimento-bar. Per la prima volta prendiamo contatto con le scritte e le monete del luogo. Cominciamo a sentir parlare croato, una lingua che ci avrebbe accompagnato per i successivi giorni. Arriviamo alla frontiera con la Bosnia. La polizia sale a bordo del bus. Uno ad uno ci controllano i documenti di identità. Perdiamo un po' di tempo. Ma si riparte. Le strade della Bosnia, a differenza di quanto mi aspettavo, sono in condizioni migliori di molte strade italiane...Costeggiamo l'Adriatico per un buon pezzo di strada. Ripassiamo un'altra dogana. Siamo di nuovo in territorio croato. Pochi chilometri dopo ancora la frontiera Bosniaca. E stavolta definitivamente, almeno per alcuni giorni, la nostra patria d'adozione sarà proprio questo stato musulmano. Lungo il percorso vediamo una moschea, ma anche qualche chiesa cattolica. Dopo circa due ore e mezza qualcuno comincia a manifestare un po' di impazienza chiedendosi "quando arriveremo a Medjugorje?", ma ecco che la meta compare sotto i nostri occhi: ecco finalmente la tanto sospirata chiesa francescana dai due campanili, che anche da lontano risalta inconfondibilmente nella piana di Medjugorje.
Un'emozione indimenticabile, soprattutto per chi arriva qui, come il sottoscritto e molti del gruppo, per la prima volta. Dal pullman sgorga spontaneo, alla vista della chiesa, un'Ave Maria, un inno angelico che a Medjugorje sentiremo in tantissime lingue. Entriamo così in paese dove noto, non senza un pizzico di disappunto, la presenza di innumerevoli negozietti di souvenirs ed articoli religiosi.
Fenomeno sicuramente non così marcato come in altri santuari italiani, purtroppo!
Il bus sosta dietro la Chiesa. Pensiamo di essere in tempo per la Santa Messa in lingua italiana delle 11 ma ci dicono che il 25 giugno è il 29° anniversario dalla prima apparizione, dunque giorno festivo e, pertanto, la messa è cominciata alle ore 10. Arriviamo nella spianata dietro la Chiesa appena in tempo per la benedizione finale. C'è tantissima gente. E sono solo italiani!!!
Abbiamo il tempo per entrare ed ammirare l'interno della Chiesa ma, pochissimi minuti dopo comprendiamo che sta per cominciare la Messa in lingua croata. Decidiamo, allora, di andare in albergo, per sistemarci e per il pranzo, per poi riprendere nel pomeriggio. Medjugorje pullula di "pansion", pensioni in cui accogliere i pellegrini; molte famiglie agli inizi delle apparizioni, hanno cominciato ad accoglierli nelle proprie abitazioni, seppur piccole, mettendo gratuitamente a loro disposizione tutto ciò che avevano. Ora la maggior parte delle case sono "allargate", vere e proprie strutture ricettive, ma con uno stile sempre abbastanza sobrio ed a carattere familiare. Non trovo nulla di male che queste persone abbiano migliorato la loro condizione di vita attraverso l'accoglienza dei pellegrini, passando da un'economia prevalentemente agricola, con alti tassi di emigrazione, ad un'economia basata ora sull'accoglienza. Si tratta, infatti, pur sempre di lavoro, mentre rimango perplesso vedendo alcune costruzioni in cantiere, progetti faraonici, credo di proprietà straniera, che nulla hanno a che vedere con la sobrietà di Medjugorje. Purtroppo il serpente dell'avidità è sempre pronto ad insinuarsi, fiutando l'interesse del guadagno e speculando sulla fede dei pellegrini.

Ma non è il caso della gente del posto, che conduce una vita normale, semplice e tranquilla. Non avverto quella smania di arricchirsi tipica di noi occidentali, quanto una voglia di vivere dignitosamente e magari di migliorare la propria condizione di vita. Desiderio più che legittimo per gente che conosce bene la fame, la povertà e la guerra, reduce da quasi mezzo secolo di regime comunista.

La nostra guida spirituale ci racconta del suo pellegrinaggio prima del crollo del muro di Berlino, quando le apparizioni erano agli inizi e gli scenari, per forza di cose, erano decisamente diversi. Si era infatti in pieno regime comunista, la povertà era estrema ed il paese viveva di agricoltura, in particolare coltivando la vigna e il tabacco. I pellegrini, sempre secondo la sua testimonianza, erano costretti ad alloggiare presso le case degli abitanti di Medjugorje o nelle altre frazioni: Bijakovici , Vionica, Miletina e Šurmanci. E allora si trattava di abitazioni modeste, talvolta pericolanti e prive di elettricità, acqua corrente e riscaldamenti. Chi voleva alloggiare in albergo doveva spostarsi per decine di km. Poi, il regime comunista, duramente repressivo nei confronti del "fenomeno Medjugorje", portava i pellegrini a considerarsi in uno stato di libertà vigilata, ci si raccomandava, infatti, di astenersi da ogni tipo di commento o considerazione circa il regime stesso o le istituzioni, anche nel caso in cui si parlasse in lingua italiana. La gente del posto poi era ancora più sottoposta a limitazioni della propria libertà, soprattutto riguardo questioni religiose, a rischio di violenze, torture, sevizie, prigionia, perdita della casa o del lavoro.

Oggi, 2010, la situazione è diversa. Giungiamo presso la nostra pensioncina, semplice ma confortevole e dignitosa, e cominciamo a scaricare i bagagli. Ci assegnano subito le camere. Capito con un simpaticissimo signore 77enne. Al termine del pellegrinaggio ho scoperto che non è stato "per caso". Una persona di grande fede, genuina ma grande. Arriviamo alle ore 13. In pensione è l'ora del pranzo. Sarà l'unico giorno in cui saremo puntuali perché nei giorni successivi o pranzeremo un po' prima o, spesso, qualche ora dopo...La cucina croata non è quella italiana, ma chi ci ospita, come in questo caso, ha imparato ad adattarsi alle tradizioni alimentari dei pellegrini, non disdegnando, tuttavia, di offrire gustose ricette locali, soprattutto piatti di carne e di verdura. Dalla nostra pensione, situata a circa un chilometro dalla Chiesa Parrocchiale intitolata a San Giacomo apostolo (guarda "caso" protettore dei pellegrini), notiamo come davvero Medjugorje sia realmente situata tra due monti (o per meglio dire colline), il Krizevac, conosciuto anche come "Monte della Croce", ed il Crnica, in località Podbrdo, nella frazione di Bijakovici, comunemente denominato Podbrdo e conosciuto anche come "Colle delle apparizioni".

Intorno alle 16 siamo già tutti sul bus. Desiderosi di immergerci, a pancia piena, nelle attività pomeridiane previste. Leggiamo che Medjugorje conta attualmente più di 4000 abitanti, cattolici, di nazionalità e di lingua croata. La parrocchia, fondata nel 1892, appartiene alla diocesi di Mostar ed è assistita dai frati francescani minori della provincia di Erzegovina. In realtà la prima chiesa parrocchiale andò presto in rovina perché costruita su un terreno friabile. La costruzione dell'attuale chiesa cominciò nel 1937 ma, complice il periodo bellico, venne ultimata solo nel 1969. Naturalmente, se la struttura può andar bene per un villaggio, risulta insufficiente per accogliere i milioni di pellegrini provenienti da tutto il mondo. Per questo gran parte delle celebrazioni si effettuano all'esterno. Del resto, diversamente da altri luoghi dove la Madonna è apparsa (La Salette, Lourdes, Fatima e altri), qui non è sorto un Santuario a seguito dell'apparizione ma, come ha rivelato Lei stessa, si è scelta una parrocchia già esistente. La chiesa si presenta all'esterno con due campanili, mentre all'interno una grande navata centrale, decorata nella parte superiore da numerose vetrate, è affiancata da altre due piccole navate laterali. Sulla destra del tabernacolo, sul presbiterio, è collocata una statua di San Giacomo Apostolo, mentre sempre sulla destra, ma sotto il presbiterio, è collocata una bellissima statua della Gospa Kraljica Mira, la Madonna Regina della Pace. Uscendo dalla chiesa si trova un ampio piazzale pavimentato e ricco di aiuole piene di fiori colorati. Si può notare all'ingresso del piazzale, quindi avendo la chiesa di fronte, immediatamente a destra, una statua di marmo raffigurante la Regina della Pace, realizzata dall'artista italiano Dino Felici, sulla base delle descrizioni fornite dai veggenti.Sul lato sinistro della chiesa, oltre a diverse file di panchine, sono presenti ben 25 confessionali che, costruiti nel 1990, simboleggiano il perdono, il ritorno all'amore di Dio, il primo passo nel cammino di conversione. A fianco dei confessionali si trova la statua del "piccolo", ma solo di statura, San Leopoldo Mandic, cappuccino e protettore dei confessori, di nazionalità slovena ma popolarissimo tra gli italiani, avendo vissuto gran parte della sua vita religiosa nel convento dei cappuccini a Padova. Alle spalle della chiesa troviamo il grande tendone circolare, con altare in marmo costruito nel 1989, circondato da decine di file di panchine, disposte a raggiera in semicerchio, per un totale di migliaia di posti a sedere, e decine di migliaia per chi può stare in piedi. Comincia la catechesi pomeridiana. Parla Padre Tomislav Ivancic, un teologo francescano di grande fama. La sua catechesi è splendida. La seguiamo con la traduzione simultanea. Al termine prendiamo visione, ancora una volta della Chiesa e ciò che mi colpisce è la fila sterminata, davanti ai 25 confessionali in muratura esistenti (debitamente muniti di targhetta che sottolinea la lingua), di gente che vuole confessarsi. Ma non ci sono solo quelle file. Diversi sacerdoti confessano accomodandosi sulle panchine o sulle sedie. Quante file...Si nota un fervore, un raccoglimento, uno spettacolo che difficilmente si nota nelle nostre parrocchie, specialmente volgendo lo sguardo ai confessionali: davanti ad ognuno una fila interminabile di peccatori pentiti e ansiosi di ritornare a Dio si accostano al sacramento della riconciliazione. Fuori da ogni confessionale, il sacerdote espone dei cartellini, indicanti le lingue in cui può confessare. Spazientito dall'attesa per la lunga fila presso i sacerdoti di lingua italiana, penso di confessarmi da un monaco trappista di lingua inglese, ma appena capisco che è dura per me capire quello che dice con il mio inglese "maccheronico", continuo la fila per confessarmi da un sacerdote italiano. Grazie a Dio trovo un frate francescano (e non è più facile, purtroppo!) straordinario. Si chiama Fra' Renzo. Ho scoperto dopo che è uno (o il) dei responsabili dei pellegrini di lingua italiana. Che meraviglia! Una confessione davvero intensa. Arriva il momento del Santo Rosario. Intorno alle 18 comincia la recita del Rosario, in lingua croata e diffuso dagli altoparlanti. Un numero straordinario di persone è intento a omaggiare Maria Santissima con questa grande preghiera, compendio del Vangelo. Si eleva un coro di preghiera, ognuno risponde nella propria lingua, un'armonia di suoni si diffonde per tutto il paese, creando un'atmosfera e una reale sensazione di pace. Un insieme di persone, diverse per razza, provenienza, cultura, sono unite da un amore comune verso la Mamma Celeste.
Vengono meno tutte le "umane" differenze e si gusta il senso della Chiesa universale, comunione nel corpo mistico di Cristo, composto da tutti i fratelli sparsi nei più diversi luoghi del mondo, che si realizza più pienamente immediatamente dopo nella partecipazione al sacramento dell'Eucaristia.
Intorno alle 18,40 una voce annuncia che bisogna far silenzio. Ci si raccoglie per circa 5 minuti, in quanto è l'ora in cui i veggenti hanno la loro apparizione quotidiana. Poi si conclude il rosario ed ha inizio la celebrazione eucaristica. La messa è in croato, tuttavia il vangelo viene letto nelle principali lingue, mentre la preghiera relativa alla consacrazione è in latino.Da persona molto concreta mi chiedo questo: non avrebbe molto più senso, anche col rito "riformato" dai collaboratori Paolo VI (sarebbe meglio dire "regredito", ma è un altro discorso...), celebrare in latino?
Utilizzando una radiolina con cuffie ascoltiamo sulle frequenze 99,7 l'intera celebrazione nella lingua italiana grazie al servizio di traduzione simultanea. Interessante l'omelia, sicuramente più ben curata, più lunga e articolata di quelle che ascoltiamo (e a volte non ascoltiamo proprio, perché non tenute!) in Italia.
Visto l'alto numero di partecipanti, e anche la presenza di numerosi sacerdoti concelebranti, anche nella distribuzione delle particole consacrate c'è qualcosa di diverso. Mentre nelle nostre parrocchie ci rechiamo in fila indiana a ricevere il corpo di Cristo, qui i fedeli, uscendo dai banchi, si dispongono uno a fianco all'altro ed è il sacerdote che, passando, li comunica. Noto qualcosa di estremamente bello per un amante della Santissima Eucarestia, del Corpo, Sangue, Anima e Divinità di Nostro Signore Gesù Cristo.
Forse sarà stato solo la mia fila e quella che avevo di fronte, ma ho notato tutti i giorni durante la comunione che nessuno dei presenti, con mio gran sollievo, ha ricevuto oltraggiosamente la comunione sulla mano.
Anzi, devo dire che alcuni, me compreso naturalmente, l'hanno ricevuta in ginocchio. Mi ha fatto un'enorme piacere notare alcuni giovani sacerdoti che controllavano, ma davvero attentamente, che la comunione sulla lingua rimanesse dove era stata posta, cioè in bocca.Conclusa la messa, recitiamo la Coroncina della Pace (Credo e 7 Pater, Ave, Gloria) come ringraziamento, ci benedicono gli oggetti religiosi, e ascoltiamo delle preghiere di guarigione.
Ritorniamo quindi alla nostra pensione, ma abbiamo il tempo di una frugale cena perché molti di noi hanno deciso di recarsi sulla cima della collina delle apparizioni perché intorno alle 23 Ivan avrà la sua apparizione. Nonostante la corsa, niente da fare. Assistiamo da lontano all'apparizione. Non scorgiamo neanche la figura del veggente. C'è una fila di migliaia di persone arrivate ben prima di noi...
Nonostante questo sentiamo commenti straordinari di molta gente. Molti umori sono surriscaldati. L'intensità della preghiera, il clima di raduno collettivo spinge molti a vedere cose che forse si possono interpretare diversamente. Ma non finiamo di pensarla in questo modo che i nostri "pensieri" sono sconvolti. Scatto qualche foto alla bella luna piena di quella sera. Guardando lo schermo della mia potente digitale, con molta sorpresa, vedo che una foto mi mostra una luna a forma di cuore. La faccio vedere a quelli del gruppo, al sacerdote che ci guida. Rimaniamo meravigliati un po'. Ma non sarà questo il segno più importante che ci sarà riservato.
Intorno all'una di notte arriviamo, dopo aver preso un taxi (costano davvero pochissimo i taxi a Medjugorje, provare per credere!) nella Chiesa parrocchiale. Intendiamo partecipare all'adorazione eucaristica notturna. Rimaniamo lì a contemplare, lodare, supplicare, adorare nostro Signore Gesù Cristo realmente presente nelle Specie Eucaristiche e, intorno alle due, di nuovo con un taxi andiamo all'albergo.
La sveglia non è così dura come ci saremmo aspettati. Ci alziamo abbastanza riposati, nonostante le poche ore di sonno. Preghiere di gruppo, liturgia delle Ore, colazione e poi in bus verso la parrocchia per partecipare alla Santa Messa in lingua Italia. Siccome il 26 di giugno è domenica comincia alle ore 11. Intorno alle 12,15 abbiamo del tempo a disposizione per girare Medjugorje liberamente.
Da cronista so che per un reportage è bene girare da solo, per non farmi condizionare da ciò che pensa altra gente e per notare quei particolari che magari in compagnia non si notano o risultano secondari o irrilevanti.
Qualsiasi cosa compri a Medjugorje costa sicuramente meno che in Italia. Sembra che non ci sia da parte della gente molta voglia di arricchirsi in fretta e furia.
Con il turismo religioso naturalmente ci vivono e lavorano, ma la gente del posto non sembra così ossessionata dai soldi. Hanno conosciuto le miserie della barbarie comunista, dunque sanno quanto contano ben altre cose che non il "progresso economico"....
Intorno alle 14 siano di nuovo in pensione per il pranzo. E verso le 15,30 ci rechiamo di nuovo nella spianata dietro la Chiesa Parrocchiale dove ci parla il veggente Jakov Colo, padre di 3 bambini, che vive a Medjugorje e prega per i malati. Ha avuto le apparizioni quotidiane fino al 12.09.1998 e da allora, con cadenza annuale per tutta la sua vita, ogni 25 dicembre, giorno di Natale.
E' il più giovane dei veggenti, all'inizio delle apparizioni aveva solo 10 anni. È molto umile, semplice e con un discorso lineare e senza possibilità di equivoci, ci invita alla preghiera e a non considerare i veggenti come dei privilegiati o persone migliori di altre, ma semplicemente persone mediocri scelte da Maria per affidare loro un compito specifico.
Tutto qui, ci dice.
Gli altri veggenti sono: Vicka Ivankovic, mamma di 2 bambini, vive vicino Medjugorje e prega per i malati; Marija Pavlovic, 4 bambini, vive in Italia e a Medjugorje, prega per le anime del purgatorio (tramite lei la Madonna invia il suo messaggio alla Parrocchia e al mondo intero. Dal 01.03.1984 al 08.01.1987 il messaggio era dato ogni giovedì, dal 25.01.1987, il 25 di ogni mese); Mirijana Dragicevic, 3 bambini e vive a Medjugorje, ha avuto le apparizioni quotidiane fino al 25.12.1982 e da allora, con cadenza annuale per tutta la sua vita, ogni 18 marzo. Inoltre dal 02.08.1987, ogni 2 del mese, ha un'apparizione supplementare, per i non credenti, o come li definisce la Gospa, coloro che non conoscono ancora l'amore di Dio, per i quali prega; Ivan Dragicevic ha 3 bambini, vive negli Stati Uniti e a Medjugorje e prega per i giovani e per i sacerdoti. Dal 1982 guida il gruppo di preghiera, che si riunisce attualmente ogni lunedì e venerdì, spesso presso la Croce Blu, ai piedi del Podbdo. La Gospa gli dà dei messaggi per la sua famiglia, che a volte sono rivolti anche al mondo intero, in cui raccomanda di mettere Dio al primo posto della famiglia, con la preghiera, il dialogo, la lettura della Bibbia, la Messa al centro della propria vita, ed incoraggia tutti ad aspirare alla santità nella propria famiglia; Ivanka Ivankovic ha 3 bambini, vive a Medjugorje e prega per le famiglie. Ha avuto le apparizioni quotidiane fino al 07.05.1985 e da allora, con cadenza annuale per tutta la sua vita, ogni 25 giugno di ogni anno, in occasione dell'anniversario delle apparizioni. Da qualche anno, in tali apparizioni, la Gospa ha cominciato a spiegarle i dieci segreti.

Alle ore 17, con un tono molto diretto, ironico e prettamente giovanile, ma duro, comincia la catechesi di un certo padre Danko. Molto interessante. Non nasconde, come fanno colpevolmente molti sacerdoti italiani, le realtà dei novissimi, che ricordiamo per quei sacerdoti che le hanno dimenticate: chi muore è giudicato da Dio. Ed è destinato o alla pena eterna dell'inferno o alla beatitudine eterna del Paradiso (magari passando, per una più o meno lunga purificazione spirituale, in purgatorio).
Alle 18 il Santo Rosario e poi la messa internazionale.
Avendo partecipato a messa la sera decidiamo di andare prima in albergo per cenare prima e poter proseguire con le nostre catechesi.
Ma i nostri piani vengono sconvolti dal sole.
Davanti al nostro bus, posteggiato dietro la parrocchia di Medjugorje, poco dopo le 19 noto che diversi miei compagni di pellegrinaggio guardano il sole. E mi dicono che lo guardano da mezz'ora. E già questo è molto strano, Provate voi a guardare il sole, alle 19, d'estate, in qualunque città d'Italia abitate e vediamo quanto tempo resistete!
Guardando il sole lo vediamo girare, vediamo una particola dentro il suo nucleo.
Altri, io compreso, scorgiamo la sagoma della Madonna del Carmelo.
Altri ancora, io compreso, lo vedono pulsare.
Sapevo che fin dall'inizio, le apparizioni di Medjugorje sono state accompagnate da molti fenomeni insoliti, sia in cielo che a terra, oltre che da guarigioni miracolose. Ma non immaginavo di essere il testimone dell'insolita danza e pulsazione del sole insieme a una cinquantina di amici in pellegrinaggio. Questa manifestazione è così insolita che tutti, senza eccezioni, la classifichiamo come un miracolo, e con questo non intendiamo anticipare nulla del giudizio della Santa Madre Chiesa (la nostra testimonianza è da prendere con la semplice fede umana. La Chiesa si esprimerà meglio). La prima cosa che mi è venuta in mente, rivedendo le immagini che giravamo con tutti i mezzi che avevamo a disposizione, è stata "sicuramente è un difetto della videocamera", eppure ci sono decine di amici che hanno visto il fenomeno dal vivo, e non parliamo di quelli che lo hanno registrato con le loro fotocamere! Dalle macchine fotografiche si vedeva anche una linea bianca molto strana che tagliava in due il sole. Razionalmente potrebbe trattarsi di un normalissimo riflesso dell'intensa luce che colpisce l'obiettivo. Ma uguale in macchine fotografiche di diversa potenza?Poi alcune cose che si vedevano dal vivo non si vedevano nel video e viceversa. Una sovraesposizione del sensore chiamato CCD (Charge-Couple Device) per macchine fotografiche diverse o un miracolo? E non è già un miracolo il guardare il sole per più di un'ora e mezzo senza problemi?
Comunque non esprimo altre considerazioni personali perché Medjugorje va vissuta! Non va vista attraverso l'obiettivo di una videocamera!
Qui, per inciso, ricordo che per la valutazione delle apparizioni e dei messaggi esistono tre formulazioni classiche: 1. constat de non supernaturalitate: l'apparizione è condannata; 2. constat de supernaturalitate: l'apparizione è approvata; 3. non constat de supernaturalitate: non si è al momento in grado di affermare che il fenomeno sia di origine soprannaturale, ma neppure si è in grado di smentire categoricamente tale possibilità.
Quest'ultima è la situazione, al momento, di Medjugorje.

Saggiamente, la Santa Madre Chiesa, per quanto concerne l'approvazione, non si pronuncia positivamente visto che le apparizioni sono ancora in corso. In una situazione di giudizio sospeso, la Chiesa si rifà alla Dichiarazione di Zara, documento elaborato nel 1991 dopo 3 anni di studio dalla Conferenza Episcopale Jugoslava: «I vescovi fin dall'inizio seguono i fatti di Medjugorje tramite il vescovo diocesano, la commissione diocesana e la commissione della Conferenza episcopale jugoslava per Medjugorje. Sulla base delle ricerche finora compiute, non si può affermare che si tratti di apparizioni o di fenomeni soprannaturali (non constat de supernaturalitate).
Tuttavia, i numerosi pellegrini che giungono a Medjugorje provenienti da vari luoghi, spinti dalla fede o da altri motivi, richiedono l'attenzione e la cura pastorale, innanzitutto del vescovo diocesano e, con lui, anche degli altri vescovi, in modo che a Medjugorje e con Medjugorje si promuova una devozione verso la Beata Vergine Maria in armonia con l'insegnamento della Chiesa. A tale scopo i vescovi forniranno anche particolari direttive liturgico-pastorali. Nello stesso tempo, mediante le loro commissioni, continueranno a seguire e a esaminare nel loro insieme tutti gli avvenimenti di Medjugorje».

Il 17 marzo 2010 la Santa Sede ha istituito, presso la Congregazione per la Dottrina della Fede, una speciale commissione internazionale di inchiesta e di studio sulle apparizioni della Madonna di Medjugorje, presieduta dal cardinale Camillo Ruini e composta da una ventina di membri tra cardinali, vescovi, periti ed esperti. Tale commissione lavorerà in maniera riservata e sottoporrà le sue conclusioni alla Congregazione stessa, competente ora ad adottare le decisioni del caso. Quello che si sa, al momento è che, come a Fatima, anche a Medjugorje sono stati rivelati dei segreti, 10 per l'esattezza. Di essi si sa solo che il terzo sarà il già descritto segno che la Madonna lascerà sul Podbrdo, visibile, indistruttibile, durevole e bello, che confermerà la presenza di Maria e costituirà l'ultimo estremo appello alla conversione, anche se per qualcuno potrebbe essere già tardi. Poi si sa che il settimo segreto riguardava un castigo che, grazie alla preghiera e al digiuno, è stato mitigato. Quando si realizzerà il terzo segreto ci sarà ancora uno dei veggenti che avrà le apparizioni quotidiane. Il compito di rivelare i segreti al mondo è stato affidato a Mirijana, ma non in maniera diretta. Lei conosce già il contenuto dei segreti e quando si realizzeranno, ma ha dovuto scegliere un sacerdote (il francescano Petar Ljubicjc, nato nel 1946), al quale dovrà confidare ogni segreto 10 giorni prima che si verifichi. Poi digiuneranno e pregheranno insieme per 7 giorni e, 3 giorni prima che il segreto si verifichi, il sacerdote dovrà rivelarlo al mondo intero. E' importante notare come la Gospa chieda così l'intervento della Chiesa per assolvere questo compito. La stessa Mirijana afferma che non bisogna aver paura di quello che può accadere se si è in grazia di Dio, e in definitiva sembra che molto del nostro futuro dipenderà dal nostro accogliere o meno l'appello alla conversione, per poter assistere al trionfo del Cuore Immacolato di Maria.

A cena tempestiamo la nostra guida spirituale di domande sulla fede, su quello che avevamo visto e su curiosità su Medjugorje. Dall'alto della sua preparazione notevole di medico prima e, dopo la chiamata di Dio, di sacerdote, risponde a qualunque nostra curiosità. Tre ore, vi assicuro, di pura goduria spirituale, cattolica, estremamente fedele alla Sacra Scrittura, alla Tradizione Apostolica, al Magistero del Santo Padre, senza eliminarne uno a discapito di altri, come colpevolmente fanno, disgraziatamente, alcuni sacerdoti.

Dopo i vari botta e risposta andiamo a letto, domani ci attende il Krizevac.

Ci alziamo presto. Facciamo colazione e notiamo che rispetto ai giorni precedenti di gran caldo, il 27 giugno è un po' coperto. Ben per noi. Saliremo il monte, alto circa 500 metri, con un po' di refrigerio.Il bus ci porta alla base del monte e notiamo subito che si tratta di una zona brulla e sassosa. Molto ostica da scalare. Il sentiero del Krizevac è più tortuoso ed il percorso è molto più lungo di quello del Podbrdo. Molti si armano del "bastone del pellegrino" e impermeabile nel caso venisse a piovere. In cuor mio temo che qualche signore più anziano del gruppo posso stancarsi un po' troppo, ma noto che sono animati da grande entusiasmo e fede. Vedo gente anziana che, a dispetto degli anni e delle condizioni di salute spesso non ottimali, si aggrappa alle rocce, con la schiena piegata, con l'aiuto dei bastoni, pur di percorrere la Via della Croce, magari dopo una vita di croci. Lungo il percorso meditiamo le stazioni della via Crucis e con il nostro grande sacerdote siciliano che ci guida, approfondiamo diverse tematiche teologiche relative alla vita e alla passione, morte e risurrezione di Nostro Signore Gesù Cristo.Le difficoltà del percorso ci fanno pallidamente immaginare quali possano essere state le sofferenze fisiche di Gesù lungo la Via Crucis. Le stazioni vengono vissute con particolare partecipazione, fisica ed emotiva. I rilievi in bronzo, presenti ad ogni stazione, ci riportano poi anche visivamente a considerare le sofferenze patite durante la sua passione. Man mano che si sale, stazione dopo stazione, si ha l'impressione di essere sempre più leggeri, come se ad ogni stazione ci si liberasse di qualche peso, e poi il traguardo si avvicina, non si vede ancora la cima, non si vede ancora la croce bianca, ma la stanchezza lascia il posto alla speranza. Incontrare la stazione in cui Gesù muore in croce fa comprendere a tutti che ormai siamo in dirittura d'arrivo e così, nonostante la fatica dei più anziani, procediamo con maggiore vigore.

Giungiamo finalmente in cima e, dopo la stazione dedicata alla Resurrezione, ecco la croce: alta, bianca, imponente.

Essa è stata eretta, ad opera dei parrocchiani di Medjugorje, nel 1933, anno giubilare, a ricordo dell'anniversario della redenzione di Cristo. È alta 8,5 mt e larga 3,5. Si raggiunge percorrendo una piccola rampa di scale. Su di essa vi è scritto: "A Gesù Cristo, Redentore dell'umanità, in segno di fede, amore e speranza, in ricordo del 1900esimo anniversario della Passione di Cristo".
La costruzione della croce è iniziata nel 1933 ed è stata completata nel 1934, e da quell'anno il monte Sipovac è stato chiamato appunto monte Krizevac, monte della Croce. Pare che uno dei motivi che spinse la popolazione ad erigere la croce furono delle piogge abbondanti che minacciavano i raccolti, per le quali il parroco di allora, Bernardin Smoljan, spinse i parrocchiani, nonostante la loro povertà, a costruire la croce a memoria dei 1900 anni dalla morte di Cristo. Alcune reliquie della vera Croce di Gesù, ricevute dal Vaticano per l'occasione, sono state inserite nell'asta della croce stessa. Il 16 marzo 1934 fu celebrata la prima santa Messa ai piedi della croce.
Nel settembre del 1935, il vescovo Alojzije Mišid ordinò che a Medjugorje la Festa della Esaltazione della Santa Croce venisse celebrata ogni anno la prima domenica dopo la Festa della Natività di Maria, e che la messa fosse celebrata sul Krizevac. Adesso questa pratica è estesa a tutti i pellegrini che in quel giorno arrivano da ogni parte del mondo.

Durante il messaggio del 30-08-1984 la Vergine ha detto: "Anche la Croce faceva parte del disegno di Dio quando voi l'avete costruita". Diverse volte i veggenti hanno avuto le apparizioni anche sul Krizevac.

Questa croce è stata protagonista di diversi fenomeni durante i primi mesi delle apparizioni, a volte è stata vista ruotare vorticosamente, a volte sparire, trasformarsi nella sagoma luminosa di una giovane donna, poi come racconta lo stesso Padre Jozo, dal braccio sinistro della croce è stata vista uscire la scritta "MIR", ossia "Pace", a caratteri d'oro, che si estendeva e procedeva sino alla parrocchia.Ora sotto la croce mi rendo conto che proprio da quel legno Gesù ci ha donato sua madre: "Ecco tua madre" (Gv 19,27). Lungo la Via Crucis "vedevamo spiritualmente" Gesù soffrire sotto il peso della croce, ma dietro di Lui "vedevamo" anche Maria, fedele come un'ombra, che soffriva nel suo Cuore la passione del figlio.Giunti in cima, ci disponiamo nello spiazzo retrostante la croce per una preghiera comunitaria di ringraziamento, poi individualmente ognuno si reca ai suoi piedi per pregare e ricordare le persone care. Qualcuno lascia un oggetto, una foto, una lettera, si avverte una forte tensione emotiva, c'è chi abbraccia la base della croce, chi piange, chi ringrazia. Da quassù si gode della visione di un panorama stupendo, davanti al quale si resta estasiati, a bocca aperta. Si scorgono da un lato le verdi colline, dall'altro l'intera piana di Medjugorje, in cui si distinguono i campanili della Chiesa. Insomma la Croce vigila su tutta Medjugorje, in attesa di scorgere i tempi futuri e dei 10 segreti che dovranno verificarsi. Abbiamo impiegato quasi due ore per salire e, dopo la sosta in cima, cominciamo a scendere per tornare giù in un orario accettabile per il pranzo... Personalmente non ho tanta voglia di tornare subito giù, comunque mi adeguo e mi faccio la discesa da solo. Portando avanti delle mie preghiere lungo la Via Crucis questa volta seguita al contrario. Gusto una pace e una consolazione che si instaurano gioiosamente nel mio cuore.
È un'esperienza meravigliosa, poche volte provata prima, lontano dai Divini e Sacri Misteri della Messa, una carica di nuova energia spirituale.
Prima di scendere sosto un attimo presso il punto dove morì Padre Slavko, e mi accorgo che proprio da questo punto, tra le ultime due stazioni, si comincia a scorgere la croce. Mi lancio così nella discesa, stando però attendo perché, a mio parere, la discesa è più pericolosa della salita. Stavolta vedo i pellegrini che con fatica salgono, mentre all'andata ne avevo visti alcuni scendere sorridendo. Incontro un gruppetto che parla "strano", forse arabo. Vinta la timidezza domando in inglese da dove provengono. La risposta: Nazareth. Sono cattolici di lingua araba.

Dopo pranzo e un po' di riposo ci rechiamo di nuovo in parrocchia per, per quanto mi riguarda, altri momenti di preghiera e poi la partecipazione al Santo Rosario e alla Messa internazionale. Alle 20,30 siamo di nuovo in albergo per la cena e dopo ripetiamo la straordinaria esperienza del dialogo con il sacerdote. Messi in cerchio per poterci vedere tutti in volto scopriamo e meditiamo su tanti argomenti di fede. Penso tra me e me: come sarebbe bello poter vivere momenti del genere nelle nostre parrocchie, dell'intera Italia, con serate di "uno contro tutti", con il sacerdote disponibile alle domande sulla fede dei fedeli, oltre che disponibile per le confessioni e per gli approfondimenti sulla Parola di Dio e la Sacra Liturgia, sulla cui struttura, importanza e ricchezza c'è molto da scoprire, anche per i sacerdoti, spesso superficiali.

L'ultimo giorno della nostra permanenza a Medjugorje ci rechiamo sulla collina delle apparizioni, il Podbrdo. Letteralmente, in croato, il termine indica la parte del volto sotto le labbra, in particolare il mento. In pratica si tratta della zona più bassa del monte Crnica, che sovrasta la frazione di Bijakovici, dove abitavano i sei veggenti al tempo delle prime apparizioni nel 1981. Si tratta di una collina sassosa, meno del monte Krizevac. Salendo sulla collina delle apparizioni, abbiamo pregato il Santo Rosario e la Coroncina della Divina Misericordia. La collina è arricchita di tavole di bronzo che raffigurano i vari misteri. Piccoli faretti che sono qui dal 2006 illuminano, ma di sera, la parte del sentiero che porta al luogo della prima apparizione. Nonostante sia ancora presto, sono già presenti lungo il sentiero centinaia di pellegrini, singolarmente o in gruppo. Qui in cima vi è un grande spiazzo, luogo delle prime apparizioni, da cui è possibile godere, al di là del monte, di un meraviglioso panorama. Esso tuttavia diventa un aspetto marginale, se si considera la sacralità che esprime questo luogo, pur nella sua semplicità e povertà. Non vi è nulla di materialmente attraente che spinga milioni di pellegrini ad inerpicarsi su questo colle, se non la fede ed un senso di pace e protezione materna che non lascia indifferenti i cuori. Ho visto giovani e vecchi, uomini e donne, sciogliersi in lacrime, in ginocchio davanti alla statua marmorea della Regina della Pace, posta in cima nel 2001, per celebrare il 20° anniversario delle apparizioni, circondata da un aiuola e da un'inferriata, entrambi a forma di stella a 6 punte. Mi domando chissà quante intenzioni di preghiera sono state elevate in questo posto. Noto a tal proposito lettere, fotografie, oggetti vari, deposti dai pellegrini ai piedi della Regina della Pace.
Chi crede alle apparizioni di Medjugorje sa che su questa collina Maria ha promesso di lasciare un segno della sua presenza. Sarà un segno visibile, durevole, indistruttibile, bellissimo, che viene dal Signore, ma ammonisce quanti, animati soltanto da curiosità, non si decidono fermamente per la conversione, affermando che: "Anche quando sulla collina lascerò il segno che vi ho promesso, molti non crederanno. Verranno sulla collina, si inginocchieranno, ma non crederanno. E' ora il tempo di convertirsi e fare penitenza!". Scendendo dalla collina noto, alla sinistra del sentiero, una grande croce di legno, a cui non avevo dato grande importanza durante la salita. Essa indica il luogo dove, il 26 giugno 1981, terzo giorno delle apparizioni, la Gospa apparve nuovamente alla veggente Marija la quale, dopo l'apparizione avuta in cima insieme agli altri cinque veggenti, stava scendendo a valle per prima, anticipandoli. La Vergine era triste, aveva dietro di sé una grande croce scura e, in lacrime, lanciava un accorato appello: "Pace, pace, pace ed ancora pace! La pace deve regnare tra Dio e gli uomini e in mezzo agli uomini".
Esattamente dieci anni più tardi, il 26 giugno 1991, Croazia e Slovenia si proclamano indipendenti da quella che fino ad allora era stata la Jugoslavia, suscitando le ire della Serbia, che mirava ad una posizione di supremazia e controllo di tutti gli stati della federazione, e che immediatamente mobilita l'esercito federale per occupare Slovenia, Croazia e Bosnia-Erzegovina, innescando così la più feroce e sanguinosa guerra che si abbia avuto in Europa dalla fine del secondo conflitto mondiale del 1945.
Le rocce, presenti in maniera fitta nel terreno della collina, sembrano levigate in superficie, come per l'effetto del passaggio di milioni e milioni di pellegrini che fin quassù si sono recati. Noto con tristezza che molti pellegrini, specie italiani, purtroppo, come anche sul Krizevac, portano via tutto ciò che è possibile: terra, sassi, piante, considerati souvenir naturali, in qualche modo benedetti.Bisogna osservare bene e fare attenzione a non perdere l'equilibrio salendo e scendendo. Del resto le vie di Dio non sono mai in discesa e semplici da percorrere, al contrario incontri un cammino di penitenza, da percorrere in salita e irto di difficoltà e contrarietà come il cammino di conversione. Esso richiede la rinuncia al peccato e la fatica della virtù, oltre che la grazia della perseveranza, perché è facile scoraggiarsi quando si guarda avanti e non si vede ancora la cima, ma è proprio allora, nei momenti più bui, quando la tentazione si fa più incalzante e ci propone strade più accoglienti e facili da percorrere, che bisogna dar prova della propria fede, aggrappandoci alla corda che ci viene calata dall'alto in nostro soccorso da quel Dio che ci ama e ci vuole in cima sani e salvi a contemplarlo nell'eterna gioia. La corda è sicuramente la preghiera, come ci ricorda Gesù nell'Orto degli Ulivi, quale strumento per vincere la tentazione, Satana.
La Gospa qui a Medjugorje ci invita a crescere nella fede, a fortificarci nella perseveranza, a crescere nella carità aggrappati ai seguenti mezzi: L'Eucaristia, la Bibbia, la Confessione, il digiuno e la penitenza.
Nel pomeriggio partiamo. Breve visita a Dubrovnick e rientro in Italia.

(Matteo Orlando)

lunedì 9 giugno 2008

4 giugno 2008: La Gospa in Vaticano


Difficile spiegare e condividere con tutti voi i sentimenti di gioia e di commozione presenti nel mio cuore...

il 4 giugno durante l'Udienza Generale il Santo Padre ha benedetto la statua di Maria Regina della Pace.
Mai potrò dimenticare la vista di Piazza San Pietro che attendeva l'arrivo del Santo Padre dall'altare mentre con un carrellino portavo la statua della nostra Mamma di fianco a dove si sarebbe seduto il Papa per tenere la catechesi.

Salivo con le lacrime agli occhi. Sono certo di aver provato la stessa gioia che aveva la Madonna di essere lì.
Mentre posizionavo la statua con l'aiuto di una guardia svizzera mi sono venuti incontro due cardinali e un vescovo che hanno voluto vederla da vicino.
Mi chiesero: "E' la statua di Medjugorje?"
Risposi: "Certo! E' troppo bella, vero?!?"
Mi controbatterono dicendo: "Finalmente è arrivata qui!".
Poi quando nei saluti ufficiali al Santo Padre, il vescovo ha nominato il Movimento Gospa (Osservatore Romano del 4 pg7) la gioia mia e di tutti i presenti è diventata un urlo nel Cielo: "Gospa majka moja, kraljica mira!" accompagnato dal suono delle trombe (da stadio!!!) che ci eravamo portati.

Mozzafiato è stata poi la processione con la statua benedetta in Piazza San Pietro: non avete idea quanta gente l'ha voluta toccare scoppiando in lacrime. Lacrime del cuore e degli occhi. Lacrime di gioia e ringraziamento. In tanti si avvicinavano e prontamente don Alberto benediceva.

Della Catechesi del Santo Padre mi hanno colpito dei passaggi che voglio condividere con tutti voi:
1. Ogni cristiano è predicatore sull'esempio di Cristo che si è fatto uomo
2. La Santità è sempre possibile
3. Leggere gli eventi che ci circondono alla luce della Parola di Dio
4. Come San Gregorio Magno essere servo dei servi di Dio
5. Riconoscere ogni giorno la propria miseria
Poi siamo andati a festeggiare pranzando davvero in un bel posto (mercoledì di festa).

Successivamente siamo stati alla Casa Generalizia dell'Oasi della Pace a Passo Corese, immersa nel verde della terra sabina, abbiamo portato un po' di provvidenza (ringraziamo tutti per la colletta, anche di quella per il Papa) e fatto la Santa Messa celebrata da p. Andrea in onore di Maria Regina della Pace.


Dopo un momento di condivisione con i fratelli e le sorelle dell'Oasi siamo risaliti sul pullman...


Una giornata storica. Indimenticabile per tutti che sono grati a Maria Regina della Pace che con il suo amore ed aiuto ci ha fatto incontrare vivo nella Chiesa Gesù, il Principe della Pace.


Ps Appena arrivano le foto dell'Osservatore Romano della Benedizione del Santo Padre alla statua (ce ne sono ben 8!!!) le pubblicheremo su internet per la gioia di tutti.


Restiamo uniti! Uniti si cresce... si va avanti... in Paradiso festeggeremo in eterno... ora ci tocca pregare, lavorare sodo e pregare ancora!


I frutti di questa giornata ci sono già:
1) la sede definitiva del Movimento a Roma presso la Basilica di Sant'Anastasia
2) l'adorazione continua e permanente - 24 ore su 24 e 7 giorni su 7 - che incomincerà a Milano dal mese di settembre presso la Parrocchia di San Giuseppe della Pace...
Non ci sono parole... ma tante lacrime: grazie Mamma. Grazie. Siamo tutti tuoi.


MARIA REGINA DELLA PACE PREGA PER NOI

Un grazie speciale a tutti voi che avete partecipato così numerosi con la presenza, con la preghiera, con l'offerta di sacrifici, fioretti, digiuni...

Un grazie particolare alle Monache Carmelitane di Milano che hanno rinunciato alle offerte della Santa Messa dello scorso 25 per il Santo Padre.

Grazie a Norberto e Miriam... Dio sa...
Grazie a una persona che ci ha dato una busta per l'offerta al Santo Padre con tante monetine... sicuramente tutto quello che aveva nel portafoglio... ci siamo commossi... Dio sa...
Grazie a Isa che ci ha dato la possibilità di far entrare la statua benedetta nel Monastero delle Clarisse ad Assisi... erano felici!!!
Grazie ad Armando e Dina della Paraibo (forza!!!)
Grazie ai bambini che hanno partecipato: quando sarete grandi potrete dire... IO C'ERO!
Grazie ai meccanici di Via Gregorio VII
Grazie all'Oasi della Pace
Grazie a Peppino Falvo (presto saprete perchè)
Grazie a G.A.
Grazie a Don Alberto Pacini e a Suor Immacolata
Grazie a fr. Luigi

GRAZIE A TE MAMMA REGINA DELLA PACE: SIAMO TUTTI TUOI E NON CI STAI DANDO TANTO MA... DI PIU'!!!

lunedì 26 maggio 2008

26 maggio e la Madonna a Caravaggio


Era il tardo pomeriggio del 26 maggio 1432 e Giovannetta, o Giannetta, 32 anni, sposa poco felice di Francesco Varoli, contadino o forse soldato, si rivolse come era solito fare a Dio e alla Madre di suo Figlio con fiducia per trovare conforto alle umiliazioni e ai maltrattamenti cui il marito continuamente la sottoponeva.

"Ascolta bene e ricorda le mie parole.- disse Maria - Mio Figlio Onnipotente voleva distruggere la terra tutta per la cattiveria degli uomini che continuano a compiere sempre nuove scellerataggini e peccati. Ma io l'ho pregato per sette anni perché ciò non facesse. Voglio che tu dica a tutti che digiunino a pane e acqua il venerdì in onore di Mio Figlio e che celebrino il sabato dopo il vespro per devozione a Me. Alzati e non temere. Riferisci ciò che ti ho comandato e quanto dirai sarà comprovato da tali meraviglie che nessuno dubiterà della verità delle tue parole".

Nel luogo ove era inginocchiata Giovannetta sgorga una fonte mai vista prima alla quale gli ammalati "confidando nella potenza divina si recarono e ritornarono poi liberati dalle infermità di cui erano afflitti".
L'apparizione della Madonna avviene in un momento difficile per la gente di Caravaggio che viveva al confine fra due Stati: Venezia e Milano. Quelle terre erano crocevia di saccheggi, di lotte sanguinose, di scorribande di compagnie di ventura. Entrarne in possesso significava controllare in campo militare ed economico le popolazioni bergamasche e cremonesi. Da qui le lotte, gli assedi, le stragi. Solo sotto il dominio degli Sforza Caravaggio conosce un periodo di relativa pace. Rimarrà Stato di Milano fino all'unità d'Italia, passando alla provincia di Bergamo nel 1861. Da quel lontano 1432 i pellegrini fanno di Caravaggio uno dei centri di attrazione spirituale nella geografia mariana d'Italia: più di due milioni e mezzo di pellegrini (e tra loro anche Giovanni Paolo II nel giugno 1992) giungono in questo grandioso tempio edificato nella pianura lombarda per venerare Santa Maria del Fonte.


Caravaggio non é solo uno dei più importanti templi mariani d'Italia, con una storia centenaria ed una sua ricca spiritualità; é anche uno scrigno d'arte. Il 31 luglio 1432, a soli due mesi dall'apparizione, il vescovo di Cremona concedeva la facoltà di "porre in luogo la prima pietra della chiesa".

martedì 20 maggio 2008

4 giugno 08: TUTTI A ROMA PER L'UDIENZA GENERALE DEL PAPA!!!

Il Movimento Gospa è stato invitato a partecipare all'Udienza Generale del Santo Padre di mercoledì 4 giugno e il Papa lo menzionerà durante il Suo discorso.
Al termine, il Santo Padre benedirà la statua di Maria, Regina della Pace che, collocata nella sede madre del Movimento, sarà sempre presente nei grandi raduni che faremo.


Sappiamo benissimo che è un sacrificio essendo un giorno lavorativo, ma per un sacrificio che ci viene chiesto quante grazie ci verranno donate?
Quindi tutti a Roma!


P r o g r a m m a :

Partenza da Milano a mezzanotte del 3 giugno da Piazza Macciachini.
Prenderemo anche chi si farà trovare ai caselli autostradali fino a Roma Nord.
Il pullman effettuerà diverse soste se necessarie.
Ritrovo con tutti gli altri (romani e non) in Piazza San Pietro ore 9.15 circa.
Ore 10.30 ingresso all'Udienza.
Pranzo presso ristorante
Sorpresa pomeridiana (chi ci conosce lo può immaginare...)
Rientro a Milano prima di mezzanotte.

Per il costo siamo in attesa di risposta da chi ci fa l'offerta più conveniente... e del resto sapete anche che più si è, meno si paga: noi lavoriamo per la Mamma, non per mammona!!
La quota comprenderà: viaggio, ticket di ingresso Città del Vaticano, Pranzo, regalo collettivo a Sua Santità Benedetto XVI in ricordo dell’Udienza concessa.


Prenotazioni e Informazioni: 340.90.90.850

FATE IN FRETTA E PASSATE PAROLA

mercoledì 2 aprile 2008

GIOVANNI PAOLO II: TOTUS TUUS!



TESTIMONIANZA di un RESPONSABILE del MOVIMENTO:

Non ci sono parole adatte per parlare di Giovanni Paolo II.
E' difficile scrivere di lui evitando che la commozione stringa forte il cuore.
La prima volta lo incontrai ad Assisi per la Preghiera per la Pace e letteralmente sfondando le guardie mi gettai su di lui per dargli un abbraccio.
Ricordo le sue mani che afferrarono tutto il mio volto. Credetemi: ricordo il calore delle sue mani. La frase che mi pronunciò: “dai la vita al Papa? Tu darai la vita per Cristo”.
A quel tempo non ero ancora adolescente.
Giovanni Paolo II ha insegnato molto a tutti ma ha fatto di più: è stato PADRE per tutti gli uomini e non solo per i cristiani. Non si è mai risparmiato: ha dato tutto per annunciare, senza badare alla fatica e ai rischi, il messaggio di pace e di amore che è Gesù... la VIA, la VERITA', la VITA!!!
Il suo segreto è stato un affidamento radicale alla Vergine Madre di Dio e Madre nostra: TOTUS TUUS!
Il Signore gli ha dato la forza di cambiare la storia del secolo appena concluso con conseguenze epocali. Come dimenticare le sue parole per un'umanità nuova, contro l'aborto, contro ogni sfruttamento e discriminazione, contro il cattivo uso della natura, contro il consumismo della globalizzazione capitalistica, contro ogni ideologia totalitaria e ogni relativismo?
Come dimenticare le sue omelie, i suoi scritti...
Come dimenticare le sue preghiere... Vi ricordate l'ultima Via Crucis come stringeva il Crocifisso con amore, con passione, con fede, con forza?... Vi ricordate come davanti al mondo intero nel suo ultimo Regina Coeli ha dato la Benedizione?
Ci rendiamo conto di quanto ha sofferto, di quante cose ha portato nel cuore? Siamo consapevoli che ciascuno di noi era nei suoi pensieri?
Siamo coscienti che in questo momento gli possiamo parlare, gli possiamo chiedere preghiere e di intercedere presso il Padre? Lo facciamo?
Guardiamo la bellezza di Giovanni Paolo II. Cosa non sa fare Dio a chi si mette umilmente come figlio nelle mani di Maria sua e nostra tenera Mamma! E' incredibile!!!
Giovanni Paolo II ci è vicino. Ci è d'esempio. Ci indica una strada percorribile: TOTUS TUUS EGO SUM ... MAMMA SIAMO TUTTI TUOI. FACCI COME GESU'.

Che nessuno si tiri indietro.

Sappiamo anche come Giovanni Paolo II era affezionato a Medjugorje: sono moltissime le sue dichiarazioni a proposito. Lui ci insegna ad essere pellegrini con il cuore.
Ricordiamoci poi come sono stati i suoi ultimi giorni. Chi era con me ha nel cuore quei tre giorni in sacco a pelo in Piazza San Pietro. Le preghiere insistenti... la gente: “NON LASCIARCI MAI!”. Il Rosario di S. Em Comastri, caro amico, che terminando con Salve Regina dava l'annuncio del passaggio al Cielo del Papa.
Le ore di cammino per vedere la salma per l'ultimo saluto terreno: la prima visita dopo 8 ore di fila per chiedere Grazie straordinarie, la seconda visita dopo quasi 13 ore di fila per pregare per il futuro Santo Padre affinchè fosse tutto di Maria.
Io ho avuto un dono grande: quello di incontrare Giovanni Paolo II poco prima che incominciasse il suo triduo. Gli dissi: “col cuore, Padre mio, ti porto a Medjugorje. Prega per me e per quello che il Signore mi chiede”. Lui mi fissò e mie diede tre pacchette sulla testa.
“La Regina della Pace interceda per l'umanità intera affinchè l'odio e la morte non abbiano mai l'ultima parola” (Giovanni Paolo II, 30 ottobre 2001)

GIOVANNI PAOLO II PREGA PER NOI!

venerdì 28 marzo 2008

DIVINA MISERICORDIA


Ricordiamo che domani sera 29 marzo ci troviamo davanti al Monastero alle ore 21 per un mini pellegrinaggio a Montichiari. Rientro in nottata. Chi è più vicino a Brescia, si faccia trovare alle 22 a Fontanelle di Montichiari ("piccola Lourdes italiana" cfr. Vittorio Messori).
Festeggeremo insieme la Festa della Divina Misericordia con la preghiera unendoci agli amici che stanno andando a Roma o ad Assisi a nome di tutti!

Padre Livio scrive:

Cari amici,
la festa della Divina Misericordia è un dono del Cuore misericordioso di Gesù attraverso S. Faustina e Giovanni Paolo II. E' il messagio di cui ha bisogno il nostro tempo che, nonostante l'illusione di fare a meno di Dio, anzi proprio per questo, è tentato di disperazione.
La misericordia è il più commuovente degli attributi divini. Dobbiamo imparare a guardare a Dio in questa luce, se vogliamo conoscerlo. Questo ci sarà possibile se fissiamo lo sguardo al Cuore misericordioso di Gesù.
Da quel Cuore escono l'acqua che lava i peccati e il sangue che ci comunica la vita. Da quel Cuore l'amore di Dio si riversa sul mondo, purificandolo e santificandolo. L'amore di Dio è più grande di ogni peccato. Per quanto siamo caduti in basso, potremo sempre risalire dicendo col cuore: " Gesù confido in Te".
Teniamo nelle nostre case l'immagine di Gesù misericordioso e ricorriamo a Lui per ogni necessità, recitando la Coroncina della divina misericordia.
Maria, Madre di misericordia, ci tende la mano per condurci al Cuore misericordioso Gesù.
Gesù Confido in Te. Maria fiducia mia,
Vostro P. Livio

mercoledì 26 settembre 2007

Prossimi Appuntamenti e MARCIA DELLA PREGHIERA

Sabato 13 ottobre: CONVEGNO
"La Speranza che gi guida"
c/o Centro Asteria (Via Giovanni da Cermenate, 2) dalle ore 9.
Ci sarà la testimonianza del nostro Movimento alla presenza di Mons. Balconi, Mons. Baronio, S.Ecc. Mons. Coccopalmerio e S.Ecc. Mons. Brambilla, il nuovo Vescovo della Cultura per la Diocesi Ambrosiana.
Domenica 14 ottobre:
Il Movimento partecipa all'evento "Immagimondo" presso la Fiera di Erba alle ore 15.30 dove si tratterà il seguente tema: "Il viaggio: esperienza dell'anima, esperienza di fede".
Venerdì 19 ottobre: TAVOLA ROTONDA
"La Chiesa che Soffre" con Andrea Morigi (giornalista di "Libero", collaboratore di diversi periodici come "Il Domenicale e "Timone" e di Radio Maria) che dal 1998 coordina la Redazione sulla Libertà Religiosa nel mondo.
c/o Monastero delle Carmelitane, ore 21.
30/11-1/12: RITIRO SPIRITUALE - Iscriviti!
Per Novembre vogliamo andare da Padre Pio (3 giorni, 180 euro) e lo faremo se raggiungeremo le adesioni necessarie
La tua città: terra di missione!
Aderisci e fai aderire alla Marcia della Preghiera che stiamo organizzando per questo inverno. Percorreremo la città recitando il Rosario e portando in processione una statua di Maria Regina della Pace per essere vicini a chi oggi muore testimoniando la nostra fede e per dire con smisurato amore: BASTA!
Ai mass media sarà rivolto l'invito a rispettare in modo serio i valori della tradizione cristiana.
UNIAMOCI TUTTI: PASSIAMO LA PAROLA E L'INVITO!
Ciascuno di noi deve sentirsi impegnato e non deve mancare!!
Diamoci una mossa e mandate le adesioni alla nostra mail.

martedì 25 settembre 2007

Prossimi pellegrinaggi a Medjugorje: affrettatevi !!!

13 ottobre "Pillola Medjugorje"
- considerate le tante richieste abbiamo realizzato per chi ha urgente bisogno di andare nella terra benedetta la possibilità di farlo in giornata -
Partenza da Malpensa ore 6.50 e rientro in giornata a Malpensa ore 23.20. Da Mostar servizio pullman (che rimarrà a disposizione per l'intera giornata) Programma:Incontri con la veggente Vicka e Mirjana. Salita alla Collina delle Apparizioni. Pranzo in ristorante. Funzioni della Parrocchia San Giacomo
Costo 280 euro, comprensivo di tutto e verrà fornito materiale omaggio.

Capodanno a Medjugorje:dal 30/12 al 3/1
Nel viaggio di andata sosta in ristorante per il pranzo. Arrivo a Medjugorje in serata. Sistemazione in albergo adiacente alla Parrocchia e cena. Nei giorni successivi: incontro con i veggenti, con Padre Jozo e alcune comunità presenti a Medjugorje. Salita alla Collina delle Apparizioni e Monte della Croce. Momenti di preghiera, ringraziamento, condivisione come gruppo e funzioni parrocchiali. Nel viaggio di ritorno pranzo in ristorante.Durante i rispetivi viaggi saranno effettuate diverse soste.
Costo 280 euro comprensivo di tutto con guida spirituale e accompagnatore, assicurazione sanitaria e bagaglio, pernottamento in pensione e viaggio e materiale omaggio.Bambini 2-12 anni: sconto 20%Camera singola: 25 euro a notteAssicurazione facoltativa annullamento: 10 euro.

Tutti noi crediamo che chi fa un pellegrinaggio in realtà è un "chiamato". Per questo motivo e per i servizi che offriamo abbiamo cercato di essere stringati nei costi. Non ci è più possibile fare a meno in quanto abbiamo avuto ultimamente delle brutte sorprese. Noi ci teniamo a fare tutto "in regola" come sempre.
Questo anche per difendere la realtà di Medjugorje e sopprimere le voci che affermano che sia un business. Chi fa business con le cose sante avrà la sua ricompensa.
Chi si sentisse chiamato, quindi, a fare un pellegrinaggio ma ha delle difficoltà è pregato di mettersi in contatto ugualmente con noi perchè faremo il possibile.
Siamo tutti fratelli e sorelle. Noi, come te che leggi, ci crediamo.


Maria Regina della Pace, prega per noi!

ECCOCI MADRE, GUIDACI!


Mentre invitiamo a mantenere gli impegni quotidiani personali già presi, esortiamo per diventare “un cuor solo e un'anima sola” a mettersi in unione spirituale col Movimento in uno o più appuntamenti in modo costante.

Ore 7.30 Santo Rosario
Ore 12.00 Angelus (da Pasqua a Pentecoste Regina Coeli)
Ore 15.00 Coroncina della Divina Misericordia
Ore 17.20 Santo Rosario
Ore 17.40 * 18.40 (ora solare-ora legale) Apparizione della Vergine Santissima a Medjugorje
Ore 20.30 Santo Rosario
Ore 24.00 Santo Rosario
Ore 3.00 Coroncina della Divina Misericordia

Mercoledì e Venerdì: Digiuno a pane ed acqua. Per chi non può non un fioretto ma un "fiorone"... e comunque sempre digiuno dal peccato!

Terminiamo ripetendo sempre:
Maria, Regina della Pace e del Movimento, Madre mia: totus tuus!