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lunedì 4 ottobre 2010

San Francesco d'Assisi, prega per noi e per la nostra Italia!

La fretta... che grande fregatura.

Eppure la Bibbia e la natura ci insegnano l'aspettare e il prepararsi: l'uso del tempo.
Il saper usare il tempo è una delle cose che il mondo proprio non ci aiuta ad attuare.

Se non siamo capaci di essere protagonisti del "tempo" che Dio ci dona non possiamo essere in grado di leggere i "segni dei tempi" di cui tanto parlano le Sacre Scritture, la Tradizione della Chiesa e i tanti messaggi della Vergine Santissima, nostra dolce mamma.

Guardiamo alle nostre città. Guardiamo, per esempio, a Milano.

Ci sono sempre tanti battezzati e sempre meno giovani che aderiscono all'ora di religione nelle scuole. Sono gli stessi giovani, figli nostri, che poi passano le ore della notte fino all'alba davanti a videogiochi o in discoteche per divertirsi e fare amicizie... per poi ritrovarsi stanchi, frastornati, alticci... soli davanti a un pc per parlare di amore con Facebook.


Abbiamo partecipato a un incontro-dibattito con importanti teologi dell'Italia, della Svizzera, della Germania e del Belgio e, a quanto pare, è ormai sicura una completa islamizzazione dell'Europa.

Di un'Europa che vuole accettare la Turchia come stato membro (immaginate cosa succederebbe...) e che - come sapete - sta discutendo per vietare il suono delle campane delle Chiese.


"Il mondo oggi si trova terribilmente inghiottito nella palude di un secolarismo che vuole creare un mondo senza Dio; di un relativismo che soffoca i valori permanenti e immutabili del Vangelo; e di una indifferenza religiosa che resta imperturbabile di fronte al bene superiore delle cose che riguardano Dio e la Chiesa. Questa battaglia fa numerose vittime nelle nostre famiglie, tra i nostri giovani" (S. Em. Card. Ivan Dias), "siamo di fronte al più grande combattimento che l'umanità abbia mai visto. Non penso che la comunità cristiana l'abbia totalmente compreso. Siamo, oggi, di fronte alla lotta finale fra Chiesa e l'Anti-Chiesa, tra il Vangelo e l'Anti-Vangelo" (S.S. Giovanni Paolo II).

Cominciamo da capo e impariamo dagli altri per essere semplici come le colombe e astuti come i serpenti al fine di dare gloria a Dio e far trionfare il Cuore immacolato di Maria. Parliamo di Gesù senza falsi timori con la vita e con le parole e non vergognamoci: siamo tutti strumenti indegni.

Se camminiamo per strada riconosciamo subito chi è ebreo dal suo modo di vestire come chi è testimone di Geova o musulmano...

Noi siamo il piccolo esercito di Maria: leghiamoci al polso un bel rosario... la Santa Catena! E non vergnamoci di usarlo mentre siamo in coda a un ufficio postale, in macchina o su un mezzo pubblico... Il tempo sia preghiera! Questo sia non per ostentare ma per richiamare tutti a Dio e vedrete che anche la nostra fede ne avrà giovamento perchè essa cresce con la testimonianza (cf San Paolo).



San Francesco, prega per noi!
Prega con la nostra Madre dolcissima
e intercedete per l'Italia e la nuova evangelizzazione!

Padre Pio, come sappiamo, si faceva aiutare nell'esercizio del Sacro Ministero della Confessione da San Francesco d'Assisi e dalla Madonna. "Senza loro due che combinerei?" (Padre Marcellino, Padre Pio parla della Madonna, p. 283).
... Allora, noi facciamoci aiutare da loro tre!!!

Rapisca, ti prego o Signore,
l'ardente e dolce forza del tuo Amore
la mente mia
da tutte le cose che sono sotto il Cielo
perchè io muoia per amore dell'amor tuo
come Tu ti sei degnato di morire
per amore dell'amor mio!

venerdì 1 ottobre 2010

Ottobre: mese del Santo Rosario + esempi tratti da esorcismi

Pio XII, nel 1951, scriveva: "Non esitiamo di affermare di nuovo pubblicamente che grande è la speranza che noi poniamo nel Santo Rosario per risanare i mali che affliggono i nostri tempi. Non con la forza, non con le armi, non con l'umana potenza, ma con l'aiuto divino ottenuto per mezzo di questa preghiera la Chiesa potrà affrontare impavida il nemico infernale" .




Giovanni Paolo II, nel 2002: "A questa preghiera la Chiesa ha riconosciuto sempre una particolare efficacia, affidando ad essa, alla sua recita corale, alla sua pratica costante, le cause più difficili".
Nella Lettera apostolica Rosarium Virginis Mariae, Giovanni Paolo II si dilunga a mostrare che il Rosario è insieme contemplazione - meditazione e supplica.
L'aspetto contemplativo-meditativo, lo possiamo così sintetizzare: la contemplazione di Cristo ha in Maria il suo modello insuperabile.
Maria viveva con gli occhi su Cristo e faceva tesoro di ogni sua parola.
Recitare il Rosario non è altro che contemplare con Maria il volto di Cristo e i momenti della sua vita che sprigionano una forza salvifica!
Nel percorso del Rosario, Maria ci immette in modo naturale nella vita di Cristo e ci fa come respirare i suoi sentimenti, conformandoci gradualmente a lui, fino a che egli non sia formato pienamente in noi.
In tal modo, il Rosario diventa per noi via attraverso la quale, lasciandoci educare e plasmare dall'azione materna della Vergine Santa, ella persegue il suo fine principale che è quello di generarci come figli al Corpo mistico del Figlio e incrementare la sua vita divina in noi.
Maria nel Rosario, mentre è supplicata da noi, si pone davanti al Padre, che l'ha colmata di grazia,e al Figlio, nato dal suo grembo, pregando con noi e per noi.
Questo è il motivo per cui, mediante il Rosario, il credente attinge abbondanza di grazia, quasi ricevendola dalle mani stesse della Madre del Redentore.

IL DEMONIO E IL ROSARIO
(da esperienze di esorcismi)
Nessuna preghiera extraliturgica è così odiata, temuta e osteggiata dal demonio come il Santo Rosario.
1. "E' una cosa che non sopporto! Quello stupido vecchio la chiamava bene, gli aveva dato il nome giusto: la chiamava arma perchè è una vera arma. Pio... Pio da Pietralcina... che lavora insieme a quella Donna che sta lassù".
2. "Il Rosario mi fa schifo: descrive tutto il tragitto di dolore che Lui ha offerto per voi e che è costato tanto dolore non solo a Lui, ma anche a sua Madre, per salvare tutti voi. Lei ha sofferto tanto, tanto quanto il Figlio, e ha espiato insieme a Lui i vostri peccati. Ogni granellino è una lacrima di quella Donna che ha sofferto tutti i tre anni che Lui ha patito per voi, ha evangelizzato e guarito, si è manifestato. Tutto ha fatto in quei tre anni, compreso quello che ha operato in quella cinquantina che ha fatto consacrare il Papa prima di questo, compreso quello (si riferisce evidentemente ai "misteri della Luce" che Giovanni Paolo II aggiunse ai misteri del Rosario). Quando voi pregate quella corona maledetta, tutto ci fa male, perchè contemplate tutto quello che fa Lui contro di noi. Tutto. In quei tre anni, Lui ha lottato solo ed esclusivamente per farci del male e per allontanare le anime da noi, perchè prima non era possibile. Con i misteri del Rosario ci ammazzate perchè noi riviviamo gli avvenimenti della sua vita"
3. "Sempre c'è qualcuno che lo recita: per noi è un sottofondo mortale... fa male"
4. "Con quei granellini mi date botte: fatela finita! Non ve ne do abbastanza io?"
5. "Mi schiaccia, è pesante, mi schiaccia... Lei ci frusta con quella catena... mi soffoca, brucia"
6. "Chi si attacca a quella catena non si perde"
7. "Se voi tutti diceste il Rosario, questa cosa bastarda con fede! Lo sai Lei che fa quando voi dite questa catena? Lei prende la vostra mano, si allunga verso il Cielo e prende quella del vostro Dio, e attraverso questa preghiera, questa catena di ... , avvicina le due mani e le avvicina per farle toccare. Quando queste due mani si incontrano, Lei esulta, esulta, esulta, s'inginocchia e prega. Solo pochi uomini raggiungono quella mano, perchè molte volte la strappano via dalla mano di Quella... ma quelli che ci riescono, ne hanno piena coscienza e Lei esulta. La vedi che s'inginocchia e bacia i piedi bucati del Figlio, e Lei dice che ha fatto la grazia a questo (cioè a qualche persona), perchè ha toccato quella mano e in mezzo a quelli (gli abitanti del Paradiso), quando succede, tutto il Paradiso esulta. Che schifo, che schifo!"



Iniziamo con santi propositi il mese di Ottobre... mese del Rosario!
La nostra mamma vuole stare con noi e riempirci di grazie, di pace e gioia.
Cerchiamo in questo week end di confessarci e di prepararci bene per la festa del Rosario.








MARIA REGINA DELLA PACE PREGA PER NOI





venerdì 15 maggio 2009

15 maggio: MARIA MADRE DEI SACERDOTI

Il titolo di «Madre dei Sacerdoti» lo troviamo per la prima volta - per quanto mi consta - nel proprio del celebre Seminario di S. Sulpizio di Parigi, fondato dal Ven. Olier.
Nell'antifona al «Magnificat» della «festa del Sacerdozio di N.S.G.C.», la Vergine SS., oltreché «Regina», viene appellata anche «Madre dei Sacerdoti», «Mater Sacerdotum» (cfr. Van den Berghe, Marie et le Sacerdoce, p. 105),Ai nostri giorni poi par che sia sbocciato, fra i membri dei Clero, un vero culto, una particolare venerazione verso la maternità sacerdotale di Maria SS.: Madre del Sommo Sacerdote e Madre di tutti i Sacerdoti.
Questa particolare venerazione - ha osservato giustamente il Laurentin (Nouv. Rev., Théologique, 71 [1949], 42) - sembra che sia portata attualmente da un movimento di grazia. Essa ha profonde radici nella tradizione e risponde ad un atteggiamento d'anima semplicissimo, ricchissimo e concretissimo. V'è, da questo lato, un vero avvenire».
Che Maria SS., per un titolo speciale, sia «Madre dei Sacerdoti» è innegabile. Lo rilevava il S. P. Pio XII nella «Adhortatio Apostolica» a tutto il clero «Menti nostrae»: «Siccome i Sacerdoti per un titolo speciale possono chiamarsi figli di Maria, non potranno fare a meno di amarla con ardentissimo affetto, di invocarla con animo fiducioso, e di implorare frequentemente il suo valido aiuto» (AAS, 42 [1950], 673). E più oltre prosegue: «Allorché poi sperimentate in modo particolare quanto sia cosa ardua battere il sentiero della santità e adempiere gli uffici a voi affidati, sollevate gli occhi fiduciosi e l'animo fidente a Colei che, essendo Madre dell'Eterno Sacerdote, è anche Madre amantissima del Clero cattolico. Non solo voi conoscete benissimo la benignità di questa ottima Madre verso di voi, ma assai spesso, voi stessi, in molti luoghi, predicando la misericordia di quel Cuore Immacolato, avete eccitato in modo meraviglioso la fede e la devozione verso di Lei. Se la Vergine Madre di Dio ama tutti ardentemente, ama in modo tutto particolare i sacerdoti i quali esprimono in se stessi l'immagine viva di Gesù Cristo. Considerando perciò con somma gioia dell'animo vostro questo singolare patrocinio della Beatissima Vergine verso di voi, sentirete più leggeri i vostri sforzi per la santità e per esercitare i vostri uffici sacerdotali» Ibid., p. 701). La ragione di questa speciale relazione di maternità mariana verso i sacerdoti va ricercata nella posizione speciale che hanno i Sacerdoti nel mistico corpo di Cristo, di cui Maria SS. è la madre spirituale. Non senza un arcano disegno della Provvidenza divina, il Salvatore morente, nell'ora più solenne della storia, nell'atto di proclamare la spirituale ed universale maternità di Maria, scelse come prototipo della correlativa spirituale figliolanza non già un semplice fedele ma un Sacerdote, S. Giovanni, rivolgendogli quelle parole testamentarie: «Ecce Mater tua» (Giov., 18, 27). Con queste parole il divin Salvatore, se proclamò la Vergine SS. Madre di tutti - secondo il ripetuto insegnamento del Magistero ecclesiastico - intese proclamarla, in modo tutto particolare, Madre dei suoi Sacerdoti. Ogni Sacerdote perciò, come Giovanni, più che altri, prende con sé Maria SS., dolce compagna e singolare sollievo, aiuto potentissimo di tutta la sua vita: «Et accepit eam discipulus in sua» (Ibid.).Questo peculiare titolo di maternità verso i Sacerdoti costituisce la fonte primaria e il motivo fondamentale della predilezione di questa Madre divina per i suoi Sacerdoti. Li predilige infatti per due ragioni: perché sono più simili, fra tutti, a Cristo, amore supremo del suo Cuore, ossia, perché sono altri Cristi («Sacerdos alter Christus»), e perché li trova tanto simili a se stessa, sia nella sua vita che nella sua missione, e si sa bene che «ciascuno ama il suo simile», e quanto più gli è simile tanto più lo ama (*).

Maria, Madre dei Sacerdoti, prega per noi e per il mondo intero

I m p e g n o :
Pensa ai sacerdoti che conosci. Affidali a Maria. Se invece hai ricevuto un cattivo esempio da loro chiediti non "perchè" ma cosa hai fatto tu per loro. Entro domenica dona anche un gesto d'affetto a un sacerdote che conosci o che non vedi da tempo.

(*) Contributo di Padre Michele Varone

mercoledì 27 febbraio 2008

ANTONIO SOCCI

Venerdì 29 c.m. alle ore 21


presso la parrocchia S. Cecilia a Milano (zona Via Gallarate)


invitiamo tutti alla presentazione del libro


"Il segreto di Padre Pio"


sarà presente l'autore, il nostro amico Antonio Socci





Con l'occasione ricordiamo che è uscito anche un altro libro su Padre Pio molto interessante e che vuol far luce su calunnie gravi riferite al Santo.
"Padre Pio l'ultimo sospetto" dell'amico Andrea Tornielli (intervenuto già altre volte nelle sedi del Movimento Gospa) con Saverio Gaeta (che aspettiamo)

domenica 23 settembre 2007

Padre Pio prega e intercedi per noi !



Video: Sintesi del film "Padre Pio" di Castellitto - Parte 1




Video: Sintesi del film "Padre Pio" di Castellitto - Parte 2




Video: Galleria Immagini di Padre Pio


Con tanto affetto e gratitudine ricordiamo oggi Padre Pio attraverso alcuni suoi semplici e intensi insegnamenti legati ad episodi della sua vita che fin dall'inizio -come deve essere per ciascuno di noi - è stata una ricerca di santità per amore.

La Confessione occupava gran parte delle attività giornaliere di Padre Pio che la esercitava con visione introspettiva e non lasciava al penitente adito ad ambiguità. Non era possibile mentire a chi vedeva nell’anima. Spesso, di fronte ai penitenti più emozionati, era lo stesso padre Pio che elencava i peccati commessi dal penitente. Padre Pio invitava alla Confessione, chiedendo di farvi ricorso, al più tardi, una volta alla settimana. Egli diceva: “Una stanza, per quanto possa essere rimasta chiusa, necessita di una spolverata, almeno una volta alla settimana”.In questo Padre Pio era molto esigente, egli esigeva una conversione vera e propria e non transigeva coloro i quali si recavano al confessionale per la sola curiosità di vedere il frate “Santo”.Un confratello raccontava: “Un giorno padre Pio negò l’assoluzione ad un penitente e poi gli disse: “Se vai a confessarti da un altro, vai all’inferno tu e quell’altro che ti da l’assoluzione”, come a dire, senza proposito di cambiare vita si profana il sacramento e chi lo fa si rende colpevole davanti a Dio.
Spesso infatti Padre Pio trattava i fedeli con "apparente durezza" ma è altrettanto vero che lo stravolgimento spirituale che quel "rimprovero" procurava alle anime dei penitenti, si trasformava in una forza interiore a ritornare da Padre Pio, contriti, per riceverne la definitiva assoluzione. Un signore, tra il 1954 e il 1955 andò a confessarsi da Padre Pio, a San Giovanni Rotondo. Quando terminò l’accusa dei peccati padre Pio chiese: “Hai altro?” ed egli rispose, “No padre”. Il padre ripeté la domanda: “Hai altro?” “No padre”. Per la terza volta padre Pio gli chiese: “Hai altro?”. Al reiterato diniego si scatenò l’uragano. Con la voce dello Spirito Santo padre Pio urlò: “Vattene! Vattene! Perché non sei pentito dei tuoi peccati!”. L’uomo rimase impietrito anche per la vergogna che provava di fronte a tanta gente. Quindi cercò di dire qualcosa…ma padre Pio continuò: “Stai zitto, chiacchierone, hai parlato abbastanza; ora voglio parlare io. E’ vero o non è vero che frequenti le sale da ballo?” – “ Si padre” – “E non sai che il ballo è un invito al peccato?”. Stupito non sapevo che dire: nel portafoglio avevo il tesserino di socio di una sala da ballo. Promisi di emendarmi e dopo tanto mi diede l’assoluzione.


Le bugie
Un giorno, un signore disse a Padre Pio. “Padre, dico bugie quando sono in compagnia, tanto per tenere in allegria gli amici.”. E Padre Pio rispose: “Eh, vuoi andare all’inferno scherzando?!”


La mormorazione
La malizia del peccato della mormorazione consiste nel distruggere la reputazione e l’onore di un fratello che ha invece diritto a godere di stima.
Un giorno Padre Pio disse ad un penitente: “Quando tu mormori di una persona vuol dire che non l’ami, l’hai tolta dal cuore. Ma sappi che, quando togli uno dal tuo cuore, con quel tuo fratello se ne va via anche Gesù”.
Una volta, invitato a benedire una casa, arrivato all’ingresso della cucina disse “Qui ci sono i serpenti, non entro”. E ad un sacerdote che spesso ci andava per mangiare disse di non andarci più perché li si mormorava.

La bestemmia
Un uomo era originario delle Marche ed insieme ad un suo amico era partito dal suo paese con un camion per trasportare dei mobili vicino a San Giovanni Rotondo. Mentre facevano l’ultima salita, prima di giungere a destinazione, il camion si ruppe e si fermò. Ogni tentativo di farlo ripartire risultò vano. A quel punto l’autista perse la calma e preso dall’ira bestemmiò. Il giorno dopo i due uomini andarono a San Giovanni Rotondo dove uno dei due aveva una sorella. Tramite lei riuscirono a confessarsi da Padre Pio. Entrò il primo ma padre Pio non lo fece neanche inginocchiare e lo cacciò via. Venne poi il turno dell’autista che cominciò il colloquio e disse a Padre Pio: “Mi sono adirato”. Ma Padre Pio gridò: “Sciagurato! Hai bestemmiato la Mamma nostra! Che ti ha fatto la Madonna?”. E lo cacciò via.
Il demonio è molto vicino a coloro che bestemmiano.
In un albergo di San Giovanni Rotondo non si poteva riposare né di giorno né di notte perché c’era una bambina indemoniata che urlava da fare spavento. La mamma portava ogni giorno la piccola in Chiesa con la speranza che Padre Pio la liberasse dallo spirito del male. Anche qui il baccano che si verificava era indescrivibile. La piccola cadde a terra esamine. Ad un medico presente il Padre disse di portarla a San Michele, al vicino santuario di Monte Sant’Angelo. Arrivati a destinazione, entrarono nella grotta dove è apparso san Michele. La bambina si rianimò ma non c’era verso di farla avvicinare all’altare dedicato all’Angelo. Ma ad un certo punto un frate riuscì a far toccare l’altare alla bambina. La bambina come folgorata cadde a terra. Si risvegliò più tardi come se non fosse successo nulla e con dolcezza chiese alla Mamma: “Mi compri un gelato?”
A quel punto il gruppo di persone ritornò a San Giovanni Rotondo per informare e ringraziare Padre Pio il quale disse alla Mamma: “Di a tuo marito che non bestemmiasse più, altrimenti il demonio ritorna”.

Mancare all’Eucarestia
Un giovane medico, agli inizi degli anni ’50, andò a confessarsi da Padre Pio. Fece l’accusa dei suoi peccati e rimase in silenzio. Padre Pio chiese se avesse altro da aggiungere ma il medico risposte negativamente. Allora Padre Pio disse al medico “Ricordati che nei giorni festivi non si può mancare neanche ad una sola Messa, perché è peccato mortale”. A quel punto il giovane ricordò di avere “saltato” un appuntamento domenicale con la Messa, qualche mese prima.

La magia
Padre Pio proibiva ogni forma di ricorso allo spiritismo ed alle pratiche dell’occulto. Una signora racconta: “Mi confessai da Padre Pio nel mese di novembre del 1948. Tra le altre cose disse al Padre che nella nostra famiglia eravamo preoccupati perché una zia leggeva le carte. Il padre con tono perentorio disse: “Gettate via subito quella roba”.


Il Divorzio
Nella famiglia unita e santa, Padre Pio vedeva il luogo dove germoglia la fede. Egli diceva. Il Divorzio è il passaporto per l’Inferno.
Una giovane signora, terminata la confessione dei propri peccati, ricevette la penitenza da Padre Pio che le disse: “Devi chiuderti nel silenzio della preghiera e salverai il tuo matrimonio”.
La Signora rimase sorpresa perché il suo rapporto matrimoniale non aveva problemi. Dovette invece ricredersi di li a poco quando una tempesta colpì il suo rapporto matrimoniale. Lei era però preparata e seguendo il consiglio di Padre Pio, superò quel triste momento evitando la distruzione della famiglia.


L’Aborto
Un giorno, padre Pellegrino chiese a Padre Pio: “Padre, lei stamattina ha negato l’assoluzione per un procurato aborto ad una signora. Perché è stato tanto rigoroso con quella povera disgraziata?”.
Padre Pio rispose: “Il giorno in cui gli uomini, spaventati dal, come si dice, boom economico, dai danni fisici o dai sacrifici economici, perderanno l’orrore dell’aborto, sarà un giorno terribile per l’umanità. Perché è proprio quello il giorno in cui dovrebbero dimostrare di averne orrore. L’aborto non è soltanto omicidio ma pure suicidio. E con coloro che vediamo sull’orlo di commettere con un solo colpo l’uno e l’altro delitto, vogliamo avere il coraggio di mostrare la nostra fede? Vogliamo recuperarli si o no?
“Perché suicidio?” chiese padre Pellegrino.
“Assalito da una di quelle insolite furie divine, compensato da uno sconfinato entroterra di dolcezza e di bontà, padre Pio rispose: “Capiresti questo suicidio della razza umana, se con l’occhio della ragione, vedessi “la bellezza e la gioia” della terra popolata di vecchi e spopolata di bambini: bruciata come un deserto. Se riflettessi, allora si che capiresti la duplice gravità dell’aborto: con l’aborto si mutila sempre anche la vita dei genitori. Questi genitori vorrei cospargerli con le ceneri dei loro feti distrutti, per inchiodarli alle loro responsabilità e per negare ad essi la possibilità di appello alla propria ignoranza. I resti di un procurato aborto non vanno seppelliti con falsi riguardi e falsa pietà. Sarebbe un abominevole ipocrisia. Quelle ceneri vanno sbattute sulle facce di bronzo dei genitori assassini.
Il mio rigore, in quanto difende il sopraggiungere dei bambini al mondo è sempre un atto di fede e di speranza nei nostri incontri con Dio sulla terra."


PADRE PIO PREGAVA OGNI GIORNO LA SEGUENTE CORONCINA AL SACRO CUORE DI GESU' PER CHI CHIEDEVA LA SUA INTERCESSIONE:


1. O mio Gesù, che hai detto: "In verità vi dico, chiedete ed otterrete, cercate e troverete, picchiate e vi sarà aperto!", ecco che io picchio, io cerco, io chiedo la grazia...· Recitare: un Padre Nostro, Ave Maria e Gloria· Infine: Sacro Cuore di Gesù, confido e spero in te.

2. O mio Gesù, che hai detto: "In verità vi dico, qualunque cosa chiederete al Padre mio nel mio nome, Egli ve la concederà!", ecco che al Padre tuo, nel tuo nome, io chiedo la grazia...· Recitare: un Padre Nostro, Ave Maria e Gloria· Infine: Sacro Cuore di Gesù, confido e spero in te.

3. O mio Gesù, che hai detto: "In verità vi dico, passeranno il cielo e la terra, ma le mie parole mai!", ecco che, appoggiato all'infallibilità delle tue sante parole, io chiedo la grazia...· Recitare: un Padre Nostro, Ave Maria e Gloria· Infine: Sacro Cuore di Gesù, confido e spero in te.O Sacro Cuore di Gesù, cui è impossibile non avere compassione degli infelici, abbi pietà di noi miseri peccatori, ed accordaci le grazie che ti domandiamo per mezzo dell'Immacolato Cuore di Maria, tua e nostra tenera Madre.· S. Giuseppe, padre putativo del S. Cuore di Gesù, prega per noi.

Recitare Salve o Regina


ECCOCI MADRE, GUIDACI!


Mentre invitiamo a mantenere gli impegni quotidiani personali già presi, esortiamo per diventare “un cuor solo e un'anima sola” a mettersi in unione spirituale col Movimento in uno o più appuntamenti in modo costante.

Ore 7.30 Santo Rosario
Ore 12.00 Angelus (da Pasqua a Pentecoste Regina Coeli)
Ore 15.00 Coroncina della Divina Misericordia
Ore 17.20 Santo Rosario
Ore 17.40 * 18.40 (ora solare-ora legale) Apparizione della Vergine Santissima a Medjugorje
Ore 20.30 Santo Rosario
Ore 24.00 Santo Rosario
Ore 3.00 Coroncina della Divina Misericordia

Mercoledì e Venerdì: Digiuno a pane ed acqua. Per chi non può non un fioretto ma un "fiorone"... e comunque sempre digiuno dal peccato!

Terminiamo ripetendo sempre:
Maria, Regina della Pace e del Movimento, Madre mia: totus tuus!