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mercoledì 29 settembre 2010

Preghiera di Consacrazione a San Michele Arcangelo

Principe nobilissimo delle angeliche gerarchie,
valoroso guerriero dell'Altissimo, amatore zelante della gloria del Signore, terrore degli angeli ribelli, amore e delizia di tutti gli Angeli giusti,

Arcangelo San Michele,

desiderando io di essere nel numero dei tuoi devoti a te oggi mi offro e mi dono.
Pongo me stesso, il mio lavoro, la mia famiglia, gli amici e quanto a me appartiene sotto la tua vigile protezione. E’ piccola la mia offerta essendo io un misero peccatore, ma tu gradisci l'affetto del mio cuore. Ricordati che se da quest'oggi sono sotto il tuo patrocinio, Tu devi assistermi in tutta la mia vita.
Procurami il perdono dei miei molti e gravi peccati, la grazia di amare dì cuore il mio Dio, il mio caro Salvatore Gesù, la mia dolce Madre Maria, e tutti gli uomini miei Fratelli amati dal Padre e redenti dal Figlio.
Impétrami quegli aiuti che sono necessari per arrivare alla corona della gloria.
Difendimi sempre dai nemici dell'anima mia, specialmente nell'ultimo istante della mia vita. Vieni in quell'ora o glorioso Arcangelo, assistimi nella lotta e respingi lontano da me, negli abissi dell'inferno, quell'angelo prevaricatore e superbo che già prostrasti nel combattimento in Cielo. Presentami, allora, al trono di Dio per cantare con te, Arcangelo San Michele, e con tutti gli Angeli lode, onore e gloria a Colui che regna nei secoli eterni.
Amen.

domenica 19 settembre 2010

Novena a SAN MICHELE ARCANGELO



Gloria al Padre, al Figlio e allo Spirito Santo, come era nel principio, ora e sempre nei secoli, nei secoli. Amen.


Credo in Dio Padre Onnipotente, creatore del cielo e della terra; e in Gesù Cristo, nostro Signore, il quale fu concepito di Spirito Santo, nacque da Maria Vergine, patì sotto Ponzio Pilato, fu crocefisso, morì e fu sepolto. Discese agli inferi, il terzo giorno è resuscitato secondo le Scritture. E’ salito al cielo, siede alla destra del Padre e di nuovo verrà nella gloria per giudicare i vivi e i morti. Credo nello Spirito Santo, la Santa chiesa Cattolica, la Comunione dei Santi, la remissione dei peccati, la resurrezione della carne, la vita eterna. Amen.


PRIMA GRAZIA

Ti domandiamo, o Arcangelo San Michele, insieme coi principe del primo Coro dei Serafini, che Tu voglia accendere il nostro cuore con le fiamme del santo amore e che per mezzo tuo, possiamo allontanare i lusinghieri inganni dei piaceri del mondo.

1 Padre nostro - 3 Ave Maria

San Michele Arcangelo, difendici nella lotta, sii il nostro aiuto contro la malvagità e le insidie del maligno. Salvaci dalla perdizione eterna.


SECONDA GRAZIA

Ti chiediamo umilmente, o principe della celeste Gerusalemme, insieme col capo dei Cherubini, di ricordarti di noi, specialmente quando saremo assaliti dalle suggestioni del nemico infernale. Col tuo aiuto, siamo, infatti, divenuti vincitori di Satana e offriamo noi stessi a Dio nostro Signore, come intero olocausto.

1 Padre nostro - 3 Ave Maria

San Michele Arcangelo, difendici nella lotta, sii il nostro aiuto contro la malvagità e le insidie del maligno. Salvaci dalla perdizione eterna.


TERZA GRAZIA

Devotamente ti supplichiamo, o invincibile difensore del Paradiso, affinché insieme col principe del terzo Coro, cioè dei Troni, non permetti che spiriti infernali o infermità ci opprimano.

1 Padre nostro - 3 Ave Maria

San Michele Arcangelo, difendici nella lotta, sii il nostro aiuto contro la malvagità e le insidie del maligno. Salvaci dalla perdizione eterna.


QUARTA GRAZIA

Umilmente prostrati in terra, ti preghiamo, o nostro primo ministro della Corte dell’Empireo, insieme col principe dei quarto Coro, cioè delle Dominazioni, di difendere il Cristianesimo, in ogni sua necessità, ed in particolare il Sommo Pontefice, aumentandolo di felicità e grazia in questa vita e gloria nell'altra.

1 Padre nostro - 3 Ave Maria

San Michele Arcangelo, difendici nella lotta, sii il nostro aiuto contro la malvagità e le insidie del maligno. Salvaci dalla perdizione eterna.


QUINTA GRAZIA

Ti preghiamo, o santo arcangelo, che insieme coi principe del quinto Coro, cioè delle Virtù, tu voglia liberare noi, tuoi servi, dalle mani dei nostri nemici sì occulti, collie palesi; liberaci dai falsi testimoni, libera dalle discordie questa Nazione ed in particolare questa città da fame, odio e guerra, liberaci anche da folgori, tuoni, terremoti è tempeste, che il drago dell’inferno è solito provocare a nostro danno.

1 Padre nostro - 3 Ave Maria

San Michele Arcangelo, difendici nella lotta, sii il nostro aiuto contro la malvagità e le insidie del maligno. Salvaci dalla perdizione eterna.


SESTA GRAZIA

Ti scongiuriamo, o conduttore delle angeliche squadre, e insieme col principe, che tiene il primo luogo fra le Potestà, le quali costituiscono il sesto Coro, di voler provvedere alle necessità di noi tuoi servi, di questa Nazione, ed in particolare di questa città, con il dare alla terra la fecondità desiderata e la pace e la concordia fra i governanti cristiani.

1 Padre nostro - 3 Ave Maria

San Michele Arcangelo, difendici nella lotta, sii il nostro aiuto contro la malvagità e le insidie del maligno. Salvaci dalla perdizione eterna.


SETTIMA GRAZIA

Ti chiediamo, o principe degli angeli Michele, che insieme col capo dei Principati del settimo Coro, tu voglia liberare noi, tuoi servi, tutta questa Nazione ed in particolare questa città dalle infermità fisiche e, molto Più da quelle spirituali.

1 Padre nostro - 3 Ave Maria

San Michele Arcangelo, difendici nella lotta, sii il nostro aiuto contro la malvagità e le insidie del maligno. Salvaci dalla perdizione eterna.


OTTAVA GRAZIA

Ti supplichiamo, o santo arcangelo, che insieme col principe degli arcangeli dell'ottavo Coro e con tutti i nove Cori, tu abbia cura di noi in questa vita presente e nell'ora della nostra morte. Assisti la nostra agonia affinché, quando staremo per esalare l'anima, rimanendo sotto la tua protezione, vincitori di Satana, giungiamo a godere la divina Bontà con Te, nel Santo Paradiso.

1 Padre nostro - 3 Ave Maria

San Michele Arcangelo, difendici nella lotta, sii il nostro aiuto contro la malvagità e le insidie del maligno. Salvaci dalla perdizione eterna.


NONA GRAZIA

Ti preghiamo finalmente, o glorioso principe e difensore della Chiesa militante e trionfante, che tu voglia, in compagnia del capo degli angeli del nono Coro, custodire sostenere i tuoi devoti. Assisti noi, i nostri familiari e tutti quelli che si sono raccomandati alle nostre preghiere, affinché con la tua protezione, vivendo in modo santo, possiamo godere Dio insieme con te per tutti i secoli dei secoli. Amen.

1 Padre nostro - 3 Ave Maria

San Michele Arcangelo, difendici nella lotta, sii il nostro aiuto contro la malvagità e le insidie del maligno. Salvaci dalla perdizione eterna.


1 Padre Nostro a San Michele

1 Padre Nostro a San Gabriele

1 Padre Nostro a San Raffaele

1 Padre Nostro all’Angelo Custode

Prega per noi Arcangelo San Michele Gesù Cristo Nostro Signore e saremo degni delle sue promesse.


PREGHIAMO

Onnipotente ed Eterno Dio, che nella tua somma Bontà assegnasti in modo mirabile l'Arcangelo Michele come gloriosissimo principe della Chiesa per la salvezza degli uomini, concedi che, con il suo salvifico aiuto, meritiamo di essere efficacemente difesi di fronte a tutti i nemici in modo che, al momento della nostra morte, possiamo essere liberati dal peccato e presentarci alla tua eccelsa e beatissima Maestà. Per Cristo nostro Signore. Amen.


PREGHIERA DI CONSACRAZIONE A SAN MICHELE ARCANGELO

O grande Principe del cielo, difensore fedelissimo della Chiesa, San Michele Arcangelo, io, quantunque indegno di apparire dinanzi a te, confidando tuttavia nella tua speciale bontà, mi presento a te, accompagnato dal mio Angelo Custode e, in presenza di tutti gli Angeli del cielo che prendo a testimoni della mia devozione verso di te, ti scelgo oggi come mio protettore e particolare avvocato e mi propongo fermamente di onorarti quanto più potrò. Assistimi durante tutta la mia vita, affinché mai io offenda Dio né in opere né in parole né in pensieri. Difendimi contro tutte le tentazioni del demonio, specialmente riguardo la fede e la purezza, e nell'ora della morte infondi la pace alla mia anima e introducila nella Patria eterna. Amen.

San Michele Arcangelo, difendici nella lotta affinché non periamo nell'estremo giudizio.

lunedì 12 maggio 2008

Lo Spirito Santo, la Santa Eucarestia e ciascuno di noi: L'UOMO SPIRITUALE


Come ci insegnano le Sacre Scritture e la Tradizione della Chiesa, siamo fatti di carne e Spirito (vorremmo aggiungere come San Tommaso d'Aquino anche di psiche, ma atteniamoci alla Santa Dottrina).
“Quel che è nato dalla carne è carne, quel che è nato dallo Spirito è Spirito” (Gv 3,6).
L'uomo carne è l'uomo tutto intero che vive e si interpreta in un certo modo: fragile e inconsistente. L'uomo Spirito è l'uomo che si apre alla potenza di Dio e diviene sua manifestazione.

Se vieni dallo Spirito, anche se lo Spirito non si vede, tu sei spirituale. Lo Spirito Santo è colui che “fa” Gesù Cristo (concepì per opera di Spirito Santo...) e quindi “fa” l'uomo spirituale facendolo secondo Gesù Cristo: ecco perchè lo Spirito è invisibile: deve vedersi Gesù, vedendolo nell'uomo spirituale. Così, però, “lo Spirito si vede”.

Si potrebbe seguire per esempio lo svilupparsi dello sguardo (il guardare) dell'uomo Spirito (cfr S. Teresa di Lisieux). C'è un modo di guardare che è avido, possessivo, violento dell'intimità... e c'è un modo di guardare che è buono (e forte), un modo che è sereno (e tenace), rispettoso (e mette alle strette), un modo di guardare che è puro (e appassionato).

Secondo che il tuo “cuore” sia in un modo o nell'altro, anche il tuo “occhio”... E come sono diversi i passi della carità dai passi svagati... Anche il “corpo” è rinnovato se il “cuore” è nuovo.
Se ci domandassimo qualche volta come sarebbe il mio occhio, il mio passo, la mia mano... se il mio “cuore” fosse nuovo!
E' tutto il tema dei sensi nella tradizione spirituale: nella fede che aderisce al Signore, tutto l'uomo è preso... anche il corpo. Così che la differenza più vera è tra l'uomo che è carne e l'uomo che è Spirito: questo uomo è nuovo.

Questo uomo nuovo nasce a (come) “pentecoste”: il Signore dimostra di essere “Signore” perchè manda anche sugli uomini che sono carne lo Spirito Santo: la Pasqua sfocia nella Pentecoste, la Pentecoste è il punto d'arrivo della Pasqua: “Subito ne uscì sangue ed acqua” (Gv 19,34b). Noi “vediamo” (un vedere che si fa comprendere e aderire) e bisogna “vedere” attraverso la parola delle Scritture (auditu solo tuto creditur, cantiamo nell'Adoro Te devote): si vede il dono dello Spirito (acqua) che viene dall'offerta di Gesù (sangue).



“... manda il tuo Spirito a santificare i doni che ti offriamo perchè diventino il corpo e il sangue di Gesù Cristo ...//... dona la pienezza dello Spirito Santo perchè diventiamo in Cristo un solo corpo e un solo spirito” (Preghiera Eucaristica III)

Dunque, dov'è la Pasqua di Gesù? Dov'è la Pentecoste in cui “termina” (Atti 2,1) la Pasqua di Gesù?
E' passata – va passando nell'Eucarestia.
Allora: l'uomo spirituale è l'uomo a cui lo Spirito di Gesù rende possibile di prendere “la forma” di Gesù; il nascondimento – l'invisibilità dello Spirito Santo è giustificata dal fatto che lo Spirito è lo Spirito del Figlio Gesù Cristo, e che egli “fa” Gesù Cristo nel mondo, e fa gli uomini a immagine di Gesù Cristo; ma lo Spirito di Gesù che forma l'uomo spirituale, cioè l'uomo come Gesù, lo fa, tutto questo, facendo passare in ciascuno di noi l'Eucarestia di Gesù.

Così l'Eucarestia è la “forma” dell'uomo spirituale: non perchè ci sia Gesù e poi una cosa che è l'eucarestia e poi noi; ma perchè c'è la pasqua di Gesù che passa nell'eucarestia che passa fino a noi e in noi passa ad altri: il movimento è uno solo, e si tratta di un “movimento”, e tutto questo movimento è messo in atto dallo Spirito di Gesù.

lunedì 5 novembre 2007

Le ultime parole di DON ORESTE BENZI mentre si preparava a commentare il passo di Giobbe 19,1; 23-27

Nel momento in cui chiuderò gli occhi a questa terra, la gente che sarà vicino dirà: "è morto".

In raltà è una bugia.

Sono morto per chi mi vede, per chi sta lì.

Le mie mani saranno fredde, il mio occhio non potrà più vedere, ma in realtà la morte non esiste perchè appena chiudo gli occhi a questa terra mi apro all'infinito di Dio.

Noi lo vedremo, come dice Paolo, faccia a faccia così come egli è (1 Cor 1,12) e si attuerà quella parola che la Sapienza dice al capitolo 3: "Dio ha creato l'uomo immortale, per l'immortalità, secondo la sua natura l'ha creato. Dentro di noi, quindi, c'è già l'immortalità per cui la morte non è altro che lo sbocciare per sempre della mia identità, del mio essere con Dio. La morte è il momento dell'abbraccio con il Padre, atteso intensamente nel cuore di ogni uomo, nel cuore di ogni creatura".


DON TI VOGLIAMO UN GRANDE BENE!


GRAZIE DEL TUO SORRISO, DELLA TUA GIOIA

E DEL TUO AMORE PER TUTTI NOI!!!


A PRESTO...




venerdì 2 novembre 2007

Don Oreste Benzi: SANTO SUBITO!



Il nostro caro Don Benzi è andato in Cielo durante la notte alle 2.00 in seguito a un attacco cardiaco. Il funerale si svolgerà alle 10.30 di lunedì prossimo nel Duomo di Rimini.
Aveva 82 anni.


La camera ardente verrà allestita presso la Parrocchia La Resurrezione, in via della Gazzella 48 dalle ore 12.00 di oggi.
Don Oreste Benzi aveva fondato l'Associazione Papa Giovanni XXIII, struttura di accoglienza per persone senza fissa dimora ed era diventato noto soprattutto per la sua attività di sostegno e recupero di donne, spesso straniere, vittime di sfruttamento e prostituzione.


E' un nostro amico, un prete... un vero uomo con un cuore grande ma non abbastanza per continuare a soddisfare la sua anima... gigante.


Un santo.


CARO DON BENZI, PREGA PER NOI!


mercoledì 31 ottobre 2007

1 Novembre: I SANTI



C'è stato un momento per ciascuno di noi che se fossimo morti saremmo andati sicuramente in Paradiso. Quale?!? Quello del Battesimo.


Nelle nostre case non deve mancare un Catechismo o un suo compendio come non deve mancare la Sacra Bibbia. L'invito ci viene dal Concilio Vaticano II nell'enciclica Dei Verbum. Nel Catechismo troviamo la nostra Tradizione e nella Bibbia, come sapete, la Parola di Dio: la Sua presenza efficace e reale che non può mancare nelle nostre case e nei luoghi dove lavoriamo.


In questo giorno prendiamoci l'impegno di leggere il Catechismo sull'argomento del Battesimo per riscoprire la nostra identità e quello che dobbiamo fare essendo cristiani.




Adesso prenditi un attimo e riflettiamo insieme sui "SANTI"

ovvero gli "UOMINI SPIRITUALI"

seguendo questo semplice
"VADEMECUM":





1. Nella persona dell'«uomo» spirituale, il santo, data la sua disponibilità nelle relazioni, la sua estrema attenzione all'altro e la prontezza con la quale egli si dà a Cristo, l'umanità è guarita e rinnovata.


2. Il santo lascia percepire un comportamento pieno di delicatezza, di trasparenza e di purezza nel pensiero e nei sentimenti. Manifesta compassione profonda e tenerezza altissima.
La compassione del santo rivela un cuore tenero, estremamente sensibile, estraneo ad ogni durezza, all'indifferenza e alla brutalità. Nel comportamento dell'«uomo» spirituale e nei suoi pensieri stessi, non si incontrano nè volgarità, nè bassezze,nè meschinità. Nessuna traccia di affettazione, nessuna mancanza di sincerità.



3. In lui la tenerezza la sensibilità la trasparenza arrivano all'attenzione generosa nei riguardi degli uomini, a quella disponibilità per la quale egli «partecipa» alla loro esistenza. Per la loro tenerezza, i santi non evitano i contatti con gli uomini più umili nè si sgomentano di situazioni in cui altri si sentirebbero fallire.






4. Il modello di questa tenerezza è la kènosi di Cristo, la sua condiscendenza. Lui non ha voluto tenersi a distanza, come fanno gli uomini che tengono alla loro reputazione.
La kènosi di Cristo è tenerezza massima. Egli vi manifesta la volontà di non pesare sugli umili, di non imbarazzarli. Per mezzo della kènosi, egli vorrebbe aprirsi un varco verso il loro cuore. Cristo ha voluto che con la sua kènosi crollasse il muro di brutalità e di durezza che, come una conchiglia, avvolge, a sua difesa, la delicata essenza dell'umanità vera. Nella tenerezza del loro comportamento, gli «uomini» spirituali si ispirano alla kènosi di Cristo: essi sono i precursori di quel futuro livello di una umanità dove regnerà, nelle relazioni umane, la tenerezza.


5. Grazie ad una sensibilità nutrita ed affinata alla sensibilità del Dio fatto uomo per gli uomini, alla quale essi partecipano, i santi percepiscono negli altri gli stati d'animo più discreti, ed evitano tutto quello che potrebbe causare loro qualche contrarità, senza lasciare tuttavia di aiutarli a trionfare sulle loro debolezze e a vincere le loro difficoltà. Così, un santo è ricercato come confidente dei segreti più intimi, poichè egli è capace di leggere negli altri un bisogno appena espresso e tutto quello che di buono essi possono solamente desiderare. Egli però sa anche discernere negli altri le loro impurità, comprese quelle che essi dissimulano più abilmente. La sua compassione diventa allora purificatrice, mediante la tenera forza della sua purezza e la sofferenza che le cattive intenzioni degli altri fanno nascere in lui.




6. L'«uomo» spirituale sa quale è il momento opportuno per parlare e ciò che bisogna dire; sa anche quando bisogna tacere e quello che bisogna fare. Dal santo irradia sempre uno spirito di generosità, di abnegazione, di attenzione, di partecipazione, senza alcuna preoccupazione di se stesso. E' un calore che riscalda gli altri e che dà loro il senso di prender forza, e fa loro provare la gioia di non essere soli. Il santo è sempre pronto a sacrificarsi, è un muro incrollabile sul quale tutti possono appoggiarsi. Partecipando così al destino degli altri, egli dà prova talora di una grande discrezione, talora invece si esprime con effusione.



7. Nessuno più di lui è libero da ciò che è artificiale, più lontano da ogni fanfaronata e più «naturale» nel suo comportamento, nell'accettare e comprendere tutto quello che è veramente umano, tutte le situazioni modeste e talora riducibile della nostra umanità.
Il santo crea così immediatamente un'atmosfera di familiarità, di vicinanza umana, di intimità tra lui e gli altri, cosicchè egli umanizza i suoi rapporti con gli altri e ad essi imprime un senso di autenticità, essendo lui stesso divenuto profondamente umano e autentico. Egli parla con tenerezza, evitando di chiamare brutalmente con il loro nome le debolezze degli altri, e crea nello stesso tempo le condizioni di rapporto diretto, franco e aperto degli altri con lui; li spinge così a confessare sinceramente le loro debolezze e i loro peccati, e dà ad essi la forza di vincerli: se talora evita di chiamare brutalmente con il loro nome le debolezze umane, lo fa solo per non scoraggiarli, e perchè in loro stessi divengano più grandi la delicatezza, la riconoscenza, il pudore, la sincerità e la semplicità.



8. Gli «uomini» spirituali sono pervenuti alla pura semplicità, perchè hanno superato in loro stessi ogni dualità: hanno superato la lotta tra l'anima e il corpo, tra le buone intenzioni e le opere che essi compiono, tra le apparenze ingannatrici e i pensieri nascosti, tra quello che pretendono di essere e quello che essi sono di fatto.
Essi si sono fatti semplici perchè si sono dati interamente a Dio. E questa è la ragione per cui possono darsi interamente anche agli uomini nelle relazioni che intrattengono con essi.






9. I santi incoraggiano sempre. Talora, essi riducono le proporzioni esagerate che, con l'immaginazione, gli uomini attribuiscono alle loro debolezze, ai loro peccati e alle loro passioni: essi li rialzano dal sentimento dell'impotenza totale. Ma ridimensionano talora anche l'orgoglio degli altri con un umorismo delicato.
Sorridono, ma non ridono fragorosamente o in modo sarcastico. Altre volte manifestano serietà, ma non ispirano spavento. Accordano infatti valore infinito al più umile degli uomini, perchè il Figlio di Dio stesso ha dato questo valore infinito ad ogni uomo, incarnandosi. Nello stesso tempo, apparendo essi stessi un chiarissimo esempio di umiltà, abbassano l'orgoglio degli altri.




10. Per la sua umiltà l'<> spirituale passa quasi inosservato, eppure si rende sempre presente quando si ha bisogno di appoggio, di consolazione, di incoraggiamento.
Egli resta presso colui che tutti abbandonano. Per lui nessuna difficoltà è insormontabile, nessun ostacolo invincibile quando si tratta di trarre qualcuno fuori da una situazione disperata. Egli mostra allora una forza e un'abilità sorprendenti, associate ad una calma e ad una fiducia che non possono essere scosse, perchè crede fermamente nell'aiuto di un Dio che è Padre, richiesto con una preghiera insistente.




11. I santi sono gli esseri più umani e più umili, ma nello stesso tempo sono figure insolite e soprendenti. L'«uomo» spirituale provoca negli altri il desiderio di scoprire l'umanità vera. Il santo è il più affabile degli uomini e nello stesso tempo, senza volere, egli si impone... E' colui che attira la massima attenzione, e nello stesso tempo suscita il massimo rispetto. Per ciascuno egli diventa un intimo, colui che vi comprende meglio, che vi mette maggiormente a vostro agio, e nello stesso tempo vi mette alle strette, conducendovi a contemplare le vostre proprie insufficienze. Vi ricolma con la grandezza semplice e con il calore della sua bontà e della sua attenzione, e nello stesso tempo produce in voi la vergogna di avere sfigurato in voi l'umanità, di essere artificiali pieni di doppiezza di meschinità. Tutto questo prende decisamente rilievo nel paragone che voi, involontariamente, stabilite tra voi e lui.





12. Il santo non esercita dominio e non dà ordini con severità. Per cui dentro di voi non insorge alcuna critica contro di lui, e non vi sentite nascere dentro alcuna opposizione nei suoi riguardi, perchè egli incarna per voi la persona di Cristo, nello stesso tempo tenero e potente, e così non cercate di nascondervi da lui, o di schivare il suo volto; oppure, forse, voi cercate di evitarlo ancor più di colui che vi comandasse con severità. Infatti, dentro di lui sentite una irriducibile fermezza e una totale identificazione della sua persona con il bene, benchè questa fermezza, nelle convinzioni e nei consigli che egli dà, sia una fermezza priva di ansia. E' la ragione per la quale le opinioni e i consigli che egli esprime con tenerezza su quello che voi dovreste fare, diventano per voi ordini più imperiosi di ogni precetto terrestre, ordini tali che si è capaci di qualunque sforzo e di qualunque sacrificio per compierli, perchè la tenerezza del santo è nello stesso tempo fermezza e bontà. L'una e l'altra lasciano trasparire l'ordine dell'autorità divina che, con un'autorità assoluta, si impone nella dolcezza. Così, il consiglio del santo si impone come una liberazione. Esso vi libera dalla deformazione e dall'impotenza nella quale vi trovate, da quella diffidenza che regna dentro di voi. Voi vi sentite investire, da parte dell'«uomo» spirituale, della forza e della luce provenienti dalla suprema fonte di forza e di luce, ma anche vi sentite investire della bontà che sgorga dalla suprema fonte della bontà. Voi temete che l'<> spirituale immerga il suo sguardo nella vostra anima, come pure temete che si scopra una verità che vi sarebbe sfavorevole: eppure questo sguardo anche l'attendete!
Nella tenerezza, nella dolcezza e nell'umiltà del santo ognuno percepisce una potenza, che nessuna potenza terrena può piegare e sconfiggere. Dalla persona del santo irradia una calma e una pace che nullapuò turbare: questa calma e questa pace sono conquistate e mantenute con una grande lotta.



13. Il santo partecipa al dolore degli altri.



14. Il santo è radicato nella stabilità dell'amore e della sofferenza del Dio incarnato, perchè questo amore irradia dal Dio che si è incarnato e ha sofferto per gli uomini. Egli riposa nell'eternità della potenza e della bontà di Dio, ma il suo soggiornare nell'amore eterno di Dio e degli uomini non esclude che egli partecipi ai dolori degli uomini e alle loro buone ispirazioni, così da aiutarli a vincere i loro dolori con coraggio, senza soccombere alla disperazione.



15. L'«uomo» spirituale, il santo, ha infatti trionfato sul tempo, pur essendo intensamente presente nel tempo. Egli è la chiara trasparenza dell'aurora della divina luce eterna, nella quale l'umanità raggiungerà la propria perfezione.
Egli è, veramente, dell'umanità di Cristo il riflesso integrale.



(Elaborazione delle opere di Dumitru Staniloae)


Tutti siamo chiamati alla Santità perchè, come recita il Salmo, la "Santità si addice alla Sua casa".



Appassianiamoci alla lettura delle agiografie, delle vite dei Santi, sono così belle e adatte per grandi e piccini... Vedremo come i SANTI non sono alieni ma persone come noi con vite piene di vicessitudini positive e negative.



Giovanni Paolo II, che preghiamo, ci diceva spesso che il Santo è colui che cade e si rialza!!!







Teniamo lo sguardo fisso su Gesù, allora, anche quando siamo nel peccato puntiamo su di Lui come dei muli senza stancarci.



A satana non interessa tanto il peccato, che per lui è uno strumento, ma le sue conseguenze che portano alla depressione della mente alla malattia del cuore, all'autosufficienza... così piano piano ci stacchiamo da nostro Padre, vogliamo fare a meno di Lui... e dove andiamo?!?



Prepariamo per la Confessione.


Al contrario c'è anche chi soffre non per peccato ma per "dono" e sono realmente i parafulmini - come amava dire Giovanni Paolo II riguardo le monache e i malati - di tutti noi: a loro il nostro grazie con il cuore e preghiera con piccoli sacrifici. Voi che siete malati, non mollate. Tenete duro. Offrite i vostri dolori perchè qui siamo tutti di passaggio... non è qui la nostra casa. Non è qui la felicità eterna... Qui è il campo di battaglia! Qui è la nostra chance per meritare la gioia senza fine per noi ma anche per tanti fratelli e sorelle che non conoscono l'amore di Dio!!!




Molte sette affermano che il 31 ottobre è la nacita del diavolo e di diavolerie questa notte se ne faranno tante.


Noi preghiamo, preghiamo, preghiamo nel nome di Gesù e con Maria nostra tenera quanto potente Mamma.



Pietà di noi Signore. Pietà del mondo intero. Abbi misericordia.





Ci uniamo all'invito delle "Sentinelle del Mattino" di esporre in casa e alle finestre immagini di Santi.



SCEGLI GESU'

domenica 28 ottobre 2007

Tutti chiamati alla Santità! Parola del PAPA!!!


Nella grande disumana strage che insanguinò la Spagna durante la Guerra Civile (1936-1939), il numero delle vittime superò il milione, colpendo persone di ogni classe, età e fede. Gli storici ormai hanno riconosciuto che all’interno di quel terribile massacro, nei territori allora chiamati “zona rossa”, in mano agli anarchici ed ai socialcomunisti, si perpetrò una vera e propria persecuzione contro i cristiani cattolici. I fedeli laici, solo perché cristiani, furono ammazzati a decine di migliaia e con loro furono massacrati 4148 sacerdoti diocesani, 12 vescovi, 213 suore, 2365 religiosi (sacerdoti e fratelli), per un totale finora riconosciuto di 6808 martiri, a cui si aggiunse la distruzione di molte chiese. La Chiesa sta beatificando a gruppi più o meno numerosi tutti quelli, sacerdoti, religiosi, suore e laici, di cui si è potuto raccogliere le notizie necessarie per l’espletamento delle cause di beatificazione.


"La contemporanea iscrizione nell'albo dei Beati di un così gran numero di Martiri - ha scandito Benedetto XVI davanti a decine e decine di migliaia di fedeli, soprattutto spagnoli - dimostra che la suprema testimonianza del sangue non un'eccezione riservata soltanto ad alcuni individui, ma un'eventualità realistica per l'intero Popolo cristiano. Si tratta, infatti, di uomini e donne diversi per età, vocazione e condizione sociale, che hanno pagato con la vita la loro fedeltà a Cristo e alla sua Chiesa".
L'esempio dei martiri "sta a testimoniare che il Battesimo impegna i cristiani a partecipare con coraggio alla diffusione del Regno di Dio, cooperandovi se necessario col sacrificio della stessa vita. Non tutti, certo, sono chiamati al martirio cruento - ha aggiunto Papa Ratzinger - c'è però un 'martirio' incruento, che non è meno significativo". Si tratta, ha spiegato ancora il pontefice, della "testimonianza silenziosa ed eroica di tanti cristiani che vivono il Vangelo senza compromessi, compiendo il loro dovere e dedicandosi generosamente al servizio dei poveri. Questo martirio della vita ordinaria è una testimonianza quanto mai importante nelle società secolarizzate del nostro tempo. E' la pacifica battaglia dell'amore - ha concluso il Papa - che ogni cristiano, come Paolo, deve instancabilmente combattere; la corsa per diffondere il Vangelo che ci impegna sino alla morte".





Continuiamo a pregare per la Birmania.
Invitiamo tutti a leggere, a tal proposito, il libro di padre Piero Gheddo sull'argomento.







MANCA POCO ALLA MARCIA DELLA PREGHIERA PER LA PACE: STAI INVITANDO LA TUA PARROCCHIA, I TUOI AMICI, I TUOI PARENTI?

martedì 2 ottobre 2007

Angeli Custodi



L'esistenza degli angeli è dogma di fede definito più volte dalla Chiesa (Simbolo Niceno, Simbolo Costantinopolitiano, IV Concilio Lateranense del 1215, Concilio Vaticano I del 1869-70).
Tutto ciò che riguarda gli angeli ha costituito una scienza propria detta “Angiologia”.
I Padri della Chiesa e molti teologi hanno nelle loro argomentazioni espresso ed elaborato varie interpretazioni e concetti.
L'uso di una festa particolare dedicata agli angeli custodi si diffuse in Spagna nel Quattrocento e successivamente in Portagallo, più tardi in Austria.
Nel 1670, Papa Clemente X ne fissò la data al 2 ottobre per tutta la Chiesa.
La devozione degli angeli è più antica di quella dei santi.

Noi tutti siamo stati affidati da Dio a un angelo custode al quale, ogni nuovo giorno, dobbiamo chiedere consiglio, forza spirituale, saggezza e aiuto. Ogni sera dobbiamo ringraziarlo per tutte le volte in cui ci ha aiutato anche se noi non ne siamo stati consapevoli.

venerdì 28 settembre 2007

29 settembre: GLI ARCANGELI

MICHELE vuol dire “CHI COME DIO”. Fu questo il grido di battaglia con cui debellò lucifero e gli angeli ribelli suoi seguaci e riunì sotto la sua bandiera tutti gli angeli fedeli. Il suo nome è perciò una protesta di fedeltà, un grido d'amore, un programma di vita. “Quis ut Deus?” che si oppone al “non serviam” degli schiavi di satana, del mondo, delle passioni.


GABRIELE, “FORZA DI DIO”, è l'angelo dell'Incarnazione. Egli annuncia a Zaccaria la nascita del Battista, a Maria Santissima e ai pastori quella di Cristo, a San Giuseppe svela il mistero della maternità di Maria e, quale custode della divina famiglia, avverte in sogno San Giuseppe di fuggire in Egitto e poi di ritornare in Palestina. Si pensa che sia l'angelo apparso a Gesù nel Getsemani per confortarlo.

RAFFAELE, “MEDICINA DI DIO". Commuove leggere nella Sacra Scrittura ciò che fece per il giovane Tobia divenendo sua guida e suo difensore, procurandogli la riscossione del suo credito, un felice matrimonio e la guarigione del padre dalla cecità. La storia di Tobia ci deve insegnare a non scandalizzarci quando Dio permette la tribolazione ai buoni, ad avere fiducia nella paterna provvidenza di Dio della quale Raffaele fu manifestazione e a perseverare nella preghiera, sicuri che il nostro angelo custode la presenterà a Dio che a suo tempo l'esaudirà.

Preghiamo:
O Immacolata dello Spirito Santo,
per il potere che l'Eterno Padre ti ha dato sugli angeli e sugli arcangeli,
manda schiere di angeli con a capo San Michele Arcangelo
a liberarci dal maligno e a guarirci.

Una curiosità:
Un giorno Padre Mariano chiese con stupore a Padre Pio come facesse a dire tanti rosari. Lui rispose: “Figlio mio, e la notte che ci sta a fare?”

In Video: LA SACRA DI SAN MICHELE, in Val di Susa (vicino a Torino)

ECCOCI MADRE, GUIDACI!


Mentre invitiamo a mantenere gli impegni quotidiani personali già presi, esortiamo per diventare “un cuor solo e un'anima sola” a mettersi in unione spirituale col Movimento in uno o più appuntamenti in modo costante.

Ore 7.30 Santo Rosario
Ore 12.00 Angelus (da Pasqua a Pentecoste Regina Coeli)
Ore 15.00 Coroncina della Divina Misericordia
Ore 17.20 Santo Rosario
Ore 17.40 * 18.40 (ora solare-ora legale) Apparizione della Vergine Santissima a Medjugorje
Ore 20.30 Santo Rosario
Ore 24.00 Santo Rosario
Ore 3.00 Coroncina della Divina Misericordia

Mercoledì e Venerdì: Digiuno a pane ed acqua. Per chi non può non un fioretto ma un "fiorone"... e comunque sempre digiuno dal peccato!

Terminiamo ripetendo sempre:
Maria, Regina della Pace e del Movimento, Madre mia: totus tuus!