venerdì 16 dicembre 2011

Novena di Natale: un pensiero

Gesù sta per venire.
Non so se anche a voi questo pensiero fa vibrare il cuore: tra poco è Natale!
Sta per arrivare la dolcezza e la consolazione, la gioia che dissipa il dolore, la ricchezza che colma il vuoto di ogni povertà: sta per arrivare sulla terra la pace del Signore.
Nessuno ne può fare a meno: prepariamoci con una santa Confessione e se da casa non si può uscire prendiamo il rosario per dire altre mille volte "Ave Maria" con la speranza che la nostra vita sia un "sì" senza se e senza ma a Dio nostro Padre e Creatore.
Vieni Santo Spirito e trasforma in una culla il nostro cuore.
Che Gesù a Natale non sia adagiato su una croce ma su un cuscino morbido, soffice preparato dalla nostra anima con cura, premura e attenzione.
Un bambino piccolino non si può mai lasciare solo: noi non lo possiamo lasciare solo perchè il Dio fatto Uomo ha scelto di aver bisogno delle nostre cure, ha scelto di stare nelle nostre case, ha scelto noi perchè ci ama come non possiamo immaginare ma il suo amore è la nostra speranza, è la nostra forza, è il nostro desiderio.
Vieni Signore Gesù e non lasciamoci più!

domenica 4 dicembre 2011

Međugorje 1957.




"Kamen i Zemlja" (rocce e terra) 1957
Sceneggiatura e regia: Ivan Fogl Fotografia: Djordje Jolic

Il tabacco era la coltura dominante a Medjugorje. Con il tempo delle apparizioni, il ruolo di tabacco è stato gradualmente assunto dal vino
Medjugorje 24 anni prima delle apparizioni: come era la vita in quella che era allora un remoto villaggio sconosciuto? E come vivevano e chi erano i parrocchiani prima di iniziare ad accogliere i pellegrini provenienti da tutto il mondo?
Fogl li raffigura come gente molto laboriosa, gente in lotta costante.
Ciò che il film non mostra è come i parrocchiani siano stati il tesoro della fede cristiana in un periodo in cui la Jugoslavia era ancora sotto il regno comunista.
Era permesso frequentare la Messa, ma tutti i raduni religiosi erano limitati alle chiese.
E così Fogl non mostra la vecchia chiesa parrocchiale di Medjugorje, né la Croce bianca massiccia eretta dai parrocchiani sulla cima del Monte Croce già nel 1933.

sabato 3 dicembre 2011

2 dicembre: Messaggio della Regina della Pace, nostra amata Gospa e Madre, dato a tutti noi attraverso la veggente Mirjana

Cari figli, come Madre sono con voi per aiutarvi con il mio amore, preghiera ed esempio a diventare seme di ciò che avverrà, un seme che si svilupperà in un forte albero ed estenderà i suoi rami nel mondo intero. Per divenire seme di ciò che avverrà, seme dell'amore, pregate il Padre che vi perdoni le omissioni finora compiute. Figli miei solo un cuore puro, non appesantito dal peccatopuò aprirsi e solo occhi sinceri possono vedere la via per la quale desidero condurvi. Quando comprenderete questo, comprenderete l'amore di Dio ed esso vi verrà donato. Allora voi lo donerete agli altri come seme d'amore. Vi ringrazio

martedì 2 agosto 2011

Messaggio della Regina della Pace dato a tutti noi attraverso Mirjana - Medjugorje 2 agosto 2011

Cari figli, vi invito a rinascere nella preghiera e a diventare con mio Figlio, attraverso lo Spirito Santo, un nuovo popolo. Un popolo che sa che se perde Dio ha perso se stesso. Un popolo che sa che, nonostante tutte le sofferenze e le prove, con Dio è sicuro e salvo. Vi invito a radunarvi nella famiglia di Dio e a rafforzarvi con la forza del Padre. Come singoli, figli miei, non potete fermare il male che vuole regnare nel mondo e distruggerlo. Ma per mezzo della volontà di Dio tutti insieme con mio Figlio potete cambiare tutto e guarire il mondo. Vi invito a pregare con tutto il cuore per i vostri pastori, perchè mio Figlio li ha scelti. Vi ringrazio

domenica 31 luglio 2011

Vacanze... CRISTIANE!

Per monsignor Juan del Río Martín, Arcivescovo castrense di Spagna, “ci sono due modi di vivere le vacanze”: “quello più potenziato dalla cultura edonista dominante è il 'dolce far niente'”, “l'altro modo è quello che propone Benedetto XVI di mettere il Vangelo nella valigia, che vuol dire diventare padroni delle nostre vacanze, saperle valorizzare ma non mitizzarle mai e scoprire i valori che racchiude questo periodo dell'anno”.
Per queste ragioni, il presule indica dieci punti per vivere delle vacanze realmente cristiane, il primo dei quali è “il riposo”.
“La fatica e l'affanno per il lavoro e altre occupazioni offuscano il criterio del vero e del giusto – osserva –. Le vacanze sono un periodo utile per riprendere le forze fisiche, psichiche e spirituali che rendano possibile un cambiamento negli aspetti della vita che lo richiedono”.
Il secondo aspetto è la riflessione: “bisogna cercare spazio e tempo per pensare a sé”. “Non aver paura di incontrare te stesso e vincere la superficialità che produce il trambusto della vita ordinaria. Per questo, non dimenticarti dei Vangeli, che ti aiuteranno”.
C'è poi “l'allegra serenità”: “i divertimenti distraggono, i viaggi allontanano momentaneamente i problemi”, “ma l'allegria permanente deriva dal fatto di avere la 'casa interiore' in ordine. Le vacanze sono un periodo privilegiato per una 'messa a punto'”.
Il quarto punto sottolineato dall'Arcivescovo castrense è la famiglia: “in una società in cui il padre e la madre lavorano fuori casa, i figli si godono poco i genitori”, ma il periodo delle vacanze “può stringere molto i legami familiari, aumentare la comunicazione tra i membri e aiutare quelli che ne hanno più bisogno”.
Non va poi dimenticata l'amicizia, perché “i rapporti tra gli amici hanno bisogno di tempo”. “Le vacanze sono un momento propizio per avvicinare amici, riparare alle dimenticanze, sanare malintesi, visitare un amico malato e passare ora in buona compagnia”.
Allo stesso modo, bisogna “riscoprire la bellezza della fede”, perché “si deve saper captare la bellezza delle opere umane che ci hanno lasciato i nostri antenati”, coltivando “la sensibilità verso il nostro patrimonio storico, artistico, culturale e religioso”.
Il settimo punto è “il silenzio”, in cui “riusciamo a percepire le voci più significative per la nostra realizzazione personale”. “Quanti apprezzano il silenzio diventano 'maestri' dell'ascolto e della comunicazione”, osserva il presule.
L'ottavo e il nono punto sono invece la preghiera e la cura del creato. La preghiera, “scarsa per le tante occupazioni”, è nelle vacanze “un momento per una maggiore comunicazione con il Signore e per ricevere da Lui la forza e lo stimolo per il nostro cammino quotidiano”, mentre l'apprezzamento del creato permette di “valorizzare lo splendido spettacolo che ci offre ogni giorno gratuitamente madre natura, in cui è tanto palpabile l'impronta del Creatore”.
L'ultimo aspetto sottolineato dal Vescovo è infine “la solidarietà”, perché “in vacanza non si deve mai dimenticare l'amore per i poveri”, che si manifesta “nel contenere le spese e nella condivisione, curando gli anziani e facendo loro compagnia e sostenendo interessanti attività sociali e pastorali”.


BUONE... SANTE VACANZE A TUTTI

lunedì 18 luglio 2011

Il Cardinale di Milano Scola: SERVE UN SOPRASSALTO DI COSCIENZA CIVICA



“È sempre più chiaro che il Paese ha bisogno di un soprassalto di coscienza civica, soprattutto in questi tempi di grave crisi economico-finanziaria”. E' quanto ha detto domenica il Cardinale Angelo Scola, Amministratore apostolico del patriarcato di Venezia nonché Arcivescovo eletto di Milano, nel tradizionale “discorso del Redentore”.
Dal 2003, in occasione della festa del Santissimo Redentore, che cade nella terza domenica di luglio, il Cardinale Scola ha proposto di anno in anno alcune riflessioni su temi diversi di particolare rilevanza ecclesiale sociale, civile e antropologica per la città di Venezia e non solo. Quella del Redentore è una festa molto sentita dai veneziani e viene celebrata a memoria del pericolo scampato di una pestilenza che colpì la città nel 1575.
La crisi – ha detto il porporato nel suo discorso - “non potrà certo trovare soluzione nei pur necessari aggiustamenti tecnici delle regole di mercato, perché il mercato non è un fatto di natura, ma di cultura e dunque ha nel fattore umano e nella sua qualità morale una componente indispensabile. Anche la riforma del mercato chiede rinnovamento antropologico ed etico”.
Per questo ha richiamato l’invito del Santo Padre “a un rinnovato impegno dei cattolici in politica” capace di armonizzare “il necessario realismo etico e politico”.
Il porporato è poi passato ad affrontare alcuni fenomeni di disagio sociale quali l’abbandono scolastico precoce, l’inattività, la disoccupazione, la precarietà e la perdita del lavoro.
“In questo contesto – ha detto – quella che è stata chiamata 'emergenza educativa' sta assumendo le dimensioni e i contorni della questione sociale del nostro tempo. Non si può restare inerti di fronte all’accusa di 'non essere un Paese per giovani!'”.
“Il compito educativo ha però bisogno di una chiarezza di obiettivi. Esso non può ridursi allo stereotipato richiamo ai valori, ma domanda un impegno personale e comunitario a far fare l’esperienza dei valori”. Inoltre, “le famiglie, a cui spetta primariamente la responsabilità educativa, dovranno essere sostenute da politiche adeguate”.
Allo stesso modo, ha continuato, “vi è l’urgente bisogno educativo di rendere consapevoli ciascuno delle oggettive implicazioni sociali e di bene comune del proprio agire”, così che ogni cittadino diventi responsabile in prima persona, indipendentemente dal ruolo sociale che ricopre. Compito della legge diventa, quindi, “educare ad agire secondo virtù, anzitutto le virtù che riguardano direttamente la vita comune”.
Non è poi mancato il riferimento al “ruolo di promotore di pace nel Mediterraneo” che il Nordest può svolgere facendosi interprete di imperativi come il “dialogo”, la “coesione”, la “convergenza”, l'“integrazione” e lo “sviluppo” e mettendo a frutto “l’importante tradizione di accoglienza e di relazioni della Serenissima”.
Ma nonostante la “straordinaria ricchezza della società civile” che le hanno sempre caratterizzati “anche Venezia e il Nordest sono immersi nel passaggio epocale in atto in tutto il pianeta”; nella “transizione, non priva di forte travaglio, dalla modernità al postmoderno, di cui tutti gli uomini e le donne del nostro tempo portano i segni”.
“Per questo – ha continuato – sono lieto di comunicare che i giorni scorsi ho formalmente istituito le prime due Unità di lavoro per la transizione una per il litorale e l’altra per la città lagunare. Sono organismi che, con preciso riferimento alla dottrina sociale della Chiesa, intendono mettere in collegamento persone che operano negli svariati ambiti della società civile in vista di un confronto e di una collaborazione aperta a tutti”.
“Ben coscienti della netta distinzione che intercorre tra realtà ecclesiale e società civile – ha spiegato infine –, questi organismi opereranno al fine di valorizzare, mediante proposte concrete, il bene politico primario dell’essere insieme”.
I prossimi appuntamenti nell'agenda del nuovo Arcivescovo di Milano sono ora: il 5 settembre, al teatro La Fenice e su iniziativa del comune di Venezia, dove ci sarà il momento di saluto da parte delle autorità civili e del mondo della cultura; e il 7 settembre, nella Cattedrale di San Marco, dove si terrà la solenne concelebrazione eucaristica per il saluto da parte della Chiesa veneziana.
Il Cardinale Scola celebrerà la prima messa solenne nel Duomo di Milano il 25 settembre.

Angelus 17 luglio 2011: LA FEDE IMPEDISCE AL MALE DI RADICARSI

Cari fratelli e sorelle!
Le parabole evangeliche sono brevi narrazioni che Gesù utilizza per annunciare i misteri del Regno dei cieli. Utilizzando immagini e situazioni della vita quotidiana, il Signore "vuole indicarci il vero fondamento di tutte le cose. Egli ci mostra … il Dio che agisce, che entra nella nostra vita e ci vuole prendere per mano" (Gesù di Nazaret. I, Milano, 2007, 229). Con tale genere di discorsi, il divino Maestro invita a riconoscere anzitutto il primato di Dio Padre: dove Lui non c’è, niente può essere buono. E’ una priorità decisiva per tutto. Regno dei cieli significa, appunto, signoria di Dio, e ciò vuol dire che la sua volontà dev’essere assunta come il criterio-guida della nostra esistenza.
Il tema contenuto nel Vangelo di questa domenica è proprio il Regno dei cieli. Il "cielo" non va inteso soltanto nel senso dell’altezza che ci sovrasta, poiché tale spazio infinito possiede anche la forma dell’interiorità dell’uomo. Gesù paragona il Regno dei cieli ad un campo di grano, per farci comprendere che dentro di noi è seminato qualcosa di piccolo e nascosto, che, tuttavia, possiede un’insopprimibile forza vitale. Malgrado tutti gli ostacoli, il seme si svilupperà e il frutto maturerà. Questo frutto sarà buono solo se il terreno della vita sarà stato coltivato secondo la volontà divina. Per questo, nella parabola del buon grano e della zizzania (Mt 13,24-30), Gesù ci avverte che, dopo la semina fatta dal padrone, "mentre tutti dormivano" è intervenuto "il suo nemico", che ha seminato l’erba cattiva. Questo significa che dobbiamo essere pronti a custodire la grazia ricevuta nel giorno del Battesimo, continuando ad alimentare la fede nel Signore, che impedisce al male di mettere radici. Sant’Agostino, commentando questa parabola, osserva che "molti prima sono zizzania e poi diventano buon grano" e aggiunge: "se costoro, quando sono cattivi, non venissero tollerati con pazienza, non giungerebbero al lodevole cambiamento" (Quaest. septend. in Ev. sec. Matth., 12, 4: PL 35, 1371).
Cari amici, il Libro della Sapienza – da cui è tratta oggi la prima Lettura – evidenzia questa dimensione dell’Essere divino e dice: "Non c’è Dio fuori di te, che abbia cura di tutte le cose ... La tua forza infatti è principio della giustizia, e il fatto che sei padrone di tutti, ti rende indulgente con tutti" (Sap 12,13.16); e il Salmo 85 lo conferma: "Tu sei buono, Signore, e perdoni, sei pieno di misericordia con chi t’invoca" (v. 5). Se dunque siamo figli di un Padre così grande e buono, cerchiamo di assomigliare a Lui! Era questo lo scopo che Gesù si prefiggeva con la sua predicazione; diceva infatti a chi lo ascoltava: "Siate perfetti come è perfetto il Padre vostro celeste" (Mt 5,48). Rivolgiamoci con fiducia a Maria, che ieri abbiamo invocato con il titolo di Vergine Santissima del Monte Carmelo, perché ci aiuti a seguire fedelmente Gesù, e così a vivere da veri figli di Dio.

Benedetto XVI

ECCOCI MADRE, GUIDACI!


Mentre invitiamo a mantenere gli impegni quotidiani personali già presi, esortiamo per diventare “un cuor solo e un'anima sola” a mettersi in unione spirituale col Movimento in uno o più appuntamenti in modo costante.

Ore 7.30 Santo Rosario
Ore 12.00 Angelus (da Pasqua a Pentecoste Regina Coeli)
Ore 15.00 Coroncina della Divina Misericordia
Ore 17.20 Santo Rosario
Ore 17.40 * 18.40 (ora solare-ora legale) Apparizione della Vergine Santissima a Medjugorje
Ore 20.30 Santo Rosario
Ore 24.00 Santo Rosario
Ore 3.00 Coroncina della Divina Misericordia

Mercoledì e Venerdì: Digiuno a pane ed acqua. Per chi non può non un fioretto ma un "fiorone"... e comunque sempre digiuno dal peccato!

Terminiamo ripetendo sempre:
Maria, Regina della Pace e del Movimento, Madre mia: totus tuus!