martedì 17 novembre 2015
mercoledì 11 novembre 2015
Beata solitudo, sola beatitudo
Beata solitudo, sola beatitudo (o beata solitudine, o solitaria beatitudine)
C'è chi attribuisce questa espressione a Seneca e chi a San Bernardo...
Io ho sperimentato su di me che la solitudine è un dono grande.
Gesù solo ha voluto andare nel deserto. Solo si ritirava a pregare. Solo nella sua Passione chiese di vegliare con lui. Attenzione non semplicemente di stare con lui ma di vegliare con lui... e poi trovò i suoi apostoli addormentati.
Tutti siamo un unico corpo, il Suo.
Ciascuno a Lui deve obbedire.
Penso ci sia un profondo legame tra il nostro profondo, la nostra solitudine e la libertà.
Nella coscienza, se viviamo in grazia, parla Dio perchè siamo, ciascuno di noi, tempio dello Spirito Santo. Cose troppo grandi perfino da pensare... eppure è proprio così.
Grande è la Misericordia, Immensa... ma siamo noi sempre a mettere il limite.
Sogno e voglio, come diceva uno più grande di me, una Chiesa che non si muova con il mondo... ma che muova il mondo!
Siamo tempio dello Spirito Santo e parliamo sempre noi...
Bò... non so se rendo l'idea. Siamo nel mondo ma non del mondo, il sale della terra non per meriti ma per chiamata.
Siamo tutti noi una cosa unica, la Chiesa... e come spesso dico a molti amici e amiche tutti noi siamo tra di noi più intimi che a noi stessi: condividiamo lo stesso Corpo e lo stesso Sangue.
Solo Dio conosce il cuore dell'Uomo e che allora il nostro cuore sia quello di Gesù: squarciato.
giovedì 5 novembre 2015
Misericordia e Verità: uno scisma nella Chiesa?
Nella Chiesa Cattolica è reale la possibilità di uno scisma: molti in ambito teologico, patristico, dogmatico e canonico stanno affermando questo.
Un proverbio dice che “colui che avvisa non è un traditore”
Il “Nuovo Testamento” e la Rivelazione di Cristo si completano.
Dio è amore, ma prima ci ha insegnato che è Onnipotente, che è il Signore, che è un Giudice.
Un Giudice amorevole, padre, misericordioso ma un giudice.
Siamo arrivati a disprezzare il concetto di Dio come Giudice o a trattare un giudice al pari di un criminale.
Gesù assume i Dieci Comandamenti come qualcosa che non si può sopprimere: nessuno può farlo.
Oggi la situazione è grave: si disprezza la morale e molti cristiani dicono che il Cristianesimo non è un moralismo ma per giustificarsi dal proprio comportamento etico al limite tra lecito e illecito.
Si muta il cristianesimo in sentimentalismo e la relazione con Dio in qualcosa di unicamente sentimentale. Di conseguenza si pensa di poter fare quello che si vuole nella propria vita e si pretende che Dio sia contento.
Si dice: “Dio è Misericordia” per giustificare tutto.
Si mette la Misericordia contro la Verità perche la verità è relativa, non è assoluta o non è oggettiva. Si negano così 2.000 anni di pensiero cristiano in nome del “mio” pensiero oltre che per i concetti e definizioni di questa contrapposizione retrocedere culturalmente a un’epoca anteriore a Socrate.
Gesù dice: “sono la Via, la Verità, la Vita”. Non si può arrivare alla Vita se non attraverso la Verità e percorrendo una Via. La Misericordia di Dio, essendo infinita, è limitata dall’uomo.
L’uomo non condiziona il perdono di Dio, ma la restrizione del Suo perdono.
La Misericordia è un regalo, non un diritto.
La Santa Comunione non è un diritto: è un dono. Essere sacerdote è un dono.
Davanti a Dio non abbiamo diritti ma solo gratitudine.
La Misericordia di Dio è sempre a un millimetro dalla nostra pelle e per togliere quella minuscola misura occorre pentirsi e chiedere perdono. Fare ammenda e impegnarsi a non commettere più il peccato. Solo così la Misericordia, che già è uscita dal cuore di Dio, ci inonda e la possiamo sperimentare come qualcosa di meraviglioso e un regalo al quale non abbiamo diritto.
Il ringraziamento che si deve è in opere concrete e non solo in sentimento.
Il primo atto di misericordia che Dio ha avuto per noi è stato dirci la Verità.
Siamo arrivati a considerare Misericordia la menzogna e l’inganno: pensiamo di essere misericordiosi quando inganniamo e mentiamo. Se una persona è malata non possiamo dirle che è sana.
Si può ricevere il Corpo e il Sangue del Signore se si è eticamente preparati (“sono la Via”), se si è dogmaticamente preparati (“sono la Verità”), se si accettano gli insegnamenti della Chiesa e se si è in Grazia di Dio (“sono la Vita”): questa è la Tradizione di 2.000 anni e per questo la Chiesa non può accettare alla Comunione i protestanti.
I divorziati risposati che non abbiano ottenuto la nullità del matrimonio non possono, quindi, accedere all’Eucaristia proprio per una questione di “Via”, “Verità” e “Vita”.
Aprire una porta a chi non è nelle condizioni, non è atto misericordioso ma menzogna e inganno.
Chi siamo noi, quando è Cristo che ha stabilito le condizioni? Chi è più di Cristo?
Occultare 2.000 anni di Tradizione della Chiesa e la Parola di Dio, far mangiare indegnamente il Suo Corpo e il Suo Sangue è condannare una persona, come ricordano le Scritture.
A chi è in peccato mortale, concedere la comunione non è fargli del bene e si danneggia gravemente pure la comunità che va verso una divisione, a uno scisma.
Non si può andare contro gli insegnamenti di Gesù Cristo.
Nessuno. Assolutamente nessuno può nella Chiesa Cattolica dire: “avete udito che Gesù disse, ma io vi dico”, perché solo Gesù è il Figlio di Dio e nessuno nella Chiesa Cattolica è dio al di sopra di Dio, al di sopra di Gesù Cristo.
Se qualcuno pretendesse di esserlo è automaticamente fuori dalla Chiesa stessa.
Un proverbio dice che “colui che avvisa non è un traditore”
Il “Nuovo Testamento” e la Rivelazione di Cristo si completano.
Dio è amore, ma prima ci ha insegnato che è Onnipotente, che è il Signore, che è un Giudice.
Un Giudice amorevole, padre, misericordioso ma un giudice.
Siamo arrivati a disprezzare il concetto di Dio come Giudice o a trattare un giudice al pari di un criminale.
Gesù assume i Dieci Comandamenti come qualcosa che non si può sopprimere: nessuno può farlo.
Oggi la situazione è grave: si disprezza la morale e molti cristiani dicono che il Cristianesimo non è un moralismo ma per giustificarsi dal proprio comportamento etico al limite tra lecito e illecito.
Si muta il cristianesimo in sentimentalismo e la relazione con Dio in qualcosa di unicamente sentimentale. Di conseguenza si pensa di poter fare quello che si vuole nella propria vita e si pretende che Dio sia contento.
Si dice: “Dio è Misericordia” per giustificare tutto.
Si mette la Misericordia contro la Verità perche la verità è relativa, non è assoluta o non è oggettiva. Si negano così 2.000 anni di pensiero cristiano in nome del “mio” pensiero oltre che per i concetti e definizioni di questa contrapposizione retrocedere culturalmente a un’epoca anteriore a Socrate.
Gesù dice: “sono la Via, la Verità, la Vita”. Non si può arrivare alla Vita se non attraverso la Verità e percorrendo una Via. La Misericordia di Dio, essendo infinita, è limitata dall’uomo.
L’uomo non condiziona il perdono di Dio, ma la restrizione del Suo perdono.
La Misericordia è un regalo, non un diritto.
La Santa Comunione non è un diritto: è un dono. Essere sacerdote è un dono.
Davanti a Dio non abbiamo diritti ma solo gratitudine.
La Misericordia di Dio è sempre a un millimetro dalla nostra pelle e per togliere quella minuscola misura occorre pentirsi e chiedere perdono. Fare ammenda e impegnarsi a non commettere più il peccato. Solo così la Misericordia, che già è uscita dal cuore di Dio, ci inonda e la possiamo sperimentare come qualcosa di meraviglioso e un regalo al quale non abbiamo diritto.
Il ringraziamento che si deve è in opere concrete e non solo in sentimento.
Il primo atto di misericordia che Dio ha avuto per noi è stato dirci la Verità.
Siamo arrivati a considerare Misericordia la menzogna e l’inganno: pensiamo di essere misericordiosi quando inganniamo e mentiamo. Se una persona è malata non possiamo dirle che è sana.
Si può ricevere il Corpo e il Sangue del Signore se si è eticamente preparati (“sono la Via”), se si è dogmaticamente preparati (“sono la Verità”), se si accettano gli insegnamenti della Chiesa e se si è in Grazia di Dio (“sono la Vita”): questa è la Tradizione di 2.000 anni e per questo la Chiesa non può accettare alla Comunione i protestanti.
I divorziati risposati che non abbiano ottenuto la nullità del matrimonio non possono, quindi, accedere all’Eucaristia proprio per una questione di “Via”, “Verità” e “Vita”.
Aprire una porta a chi non è nelle condizioni, non è atto misericordioso ma menzogna e inganno.
Chi siamo noi, quando è Cristo che ha stabilito le condizioni? Chi è più di Cristo?
Occultare 2.000 anni di Tradizione della Chiesa e la Parola di Dio, far mangiare indegnamente il Suo Corpo e il Suo Sangue è condannare una persona, come ricordano le Scritture.
A chi è in peccato mortale, concedere la comunione non è fargli del bene e si danneggia gravemente pure la comunità che va verso una divisione, a uno scisma.
Non si può andare contro gli insegnamenti di Gesù Cristo.
Nessuno. Assolutamente nessuno può nella Chiesa Cattolica dire: “avete udito che Gesù disse, ma io vi dico”, perché solo Gesù è il Figlio di Dio e nessuno nella Chiesa Cattolica è dio al di sopra di Dio, al di sopra di Gesù Cristo.
Se qualcuno pretendesse di esserlo è automaticamente fuori dalla Chiesa stessa.
Omosessualità e Catechismo della Chiesa Cattolica
2357 L’omosessualità designa le relazioni tra uomini o donne che provano un’attrattiva sessuale, esclusiva o predominante, verso persone del medesimo sesso. Si manifesta in forme molto varie lungo i secoli e nelle differenti culture. La sua genesi psichica rimane in gran parte inspiegabile. Appoggiandosi sulla Sacra Scrittura, che presenta le relazioni omosessuali come gravi depravazioni, [Cf ⇒ Gen 19,1-29; ⇒ Rm 1,24-27; 2357 ⇒ 1Cor 6,10; ⇒ 1Tm 1,10 ] la Tradizione ha sempre dichiarato che “gli atti di omosessualità sono intrinsecamente disordinati” [Congregazione per la Dottrina della Fede, Dich. Persona humana, 8]. Sono contrari alla legge naturale. Precludono all’atto sessuale il dono della vita. Non sono il frutto di una vera complementarità affettiva e sessuale. In nessun caso possono essere approvati.
2358 Un numero non trascurabile di uomini e di donne presenta tendenze omosessuali profondamente radicate. Questa inclinazione, oggettivamente disordinata, costituisce per la maggior parte di loro una prova. Perciò devono essere accolti con rispetto, compassione, delicatezza. A loro riguardo si eviterà ogni marchio di ingiusta discriminazione. Tali persone sono chiamate a realizzare la volontà di Dio nella loro vita, e, se sono cristiane, a unire al sacrificio della croce del Signore le difficoltà che possono incontrare in conseguenza della loro condizione.
2359 Le persone omosessuali sono chiamate alla castità. Attraverso le virtù della padronanza di sé, educatrici della libertà interiore, mediante il sostegno, talvolta, di un’amicizia disinteressata, con la preghiera e la grazia sacramentale, possono e devono, gradatamente e risolutamente, avvicinarsi alla perfezione cristiana.
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ECCOCI MADRE, GUIDACI!
Mentre invitiamo a mantenere gli impegni quotidiani personali già presi, esortiamo per diventare “un cuor solo e un'anima sola” a mettersi in unione spirituale col Movimento in uno o più appuntamenti in modo costante.
Ore 7.30 Santo Rosario
Ore 12.00 Angelus (da Pasqua a Pentecoste Regina Coeli)
Ore 15.00 Coroncina della Divina Misericordia
Ore 17.20 Santo Rosario
Ore 17.40 * 18.40 (ora solare-ora legale) Apparizione della Vergine Santissima a Medjugorje
Ore 20.30 Santo Rosario
Ore 24.00 Santo Rosario
Ore 3.00 Coroncina della Divina Misericordia
Mercoledì e Venerdì: Digiuno a pane ed acqua. Per chi non può non un fioretto ma un "fiorone"... e comunque sempre digiuno dal peccato!
Terminiamo ripetendo sempre:
Maria, Regina della Pace e del Movimento, Madre mia: totus tuus!






