sabato 31 maggio 2008

Lettera del Papa per le celebrazioni del 75.mo anniversario delle apparizioni della Madonna dei poveri a Banneux


Maria che “primeggia tra quegli umili e quei poveri del Signore che con fiducia attendono e ricevono da lui la salvezza” (Lumen gentium 55), ci esorti ad una vita spirituale rinnovata perché possiamo ben adoperarci per testimoniare la fede: è quanto scrive Benedetto XVI in una lettera al cardinale Godfried Danneels, arcivescovo di Malines-Bruxelles, suo inviato speciale alle celebrazioni, il 31 maggio, per il 75.mo anniversario delle apparizioni della Vergine dei Poveri a Banneux, in Belgio. Il Papa ha delegato il porporato a porgere i propri saluti a presuli e devoti assicurando la propria preghiera. Maria apparve nel piccolo villaggio belga, che contava poco più di trecento abitanti, nel 1933.

Si manifestò per la prima volta alla undicenne Mariette il 15 gennaio. Comparve altre sette volte alla bambina, le si rivelò come Vergine dei Poveri, le mostrò una sorgente “per tutte le nazioni… per gli ammalati”, domandò che le venisse costruita una cappella e chiese preghiere. “Pregate molto”, fu la sua ultima raccomandazione. Le otto apparizioni di Banneux, riconosciute dalla Chiesa con una lettera pastorale di mons. Louis Joseph Kerkhofs, vescovo di Liegi, il 22 agosto 1949, sono state interpretate come un invito a guardare Maria come serva del Signore, che viene per suscitare la fede e la preghiera, che conduce a Gesù, Sorgente della grazia che dona l’acqua viva, riservata a tutte le nazioni e in particolare agli ammalati nel corpo e nello spirito perché trovino sollievo nelle loro sofferenze e possano viverle con Gesù, avendo accanto la Madre. Manifestandosi nel piccolo villaggio di minatori e boscaioli, alla undicenne Mariette, prima di undici figli, Maria ha voluto esprimere la sua particolare vicinanza ai poveri, ai semplici e ai puri di cuore, invitando tutti ad accostarsi a Lei e ad avere fiducia nel Signore. “La Madre di Gesù, rinvia sempre a suo Figlio. Egli è la sorgente della vera vita, della vita piena – scrive in una lettera ai fedeli in occasione del 75.mo anniversario delle apparizioni mons. Aloys Jousten, vescovo di Liegi – ciascuno di noi, che sia povero o che abbia un cuore povero, si senta accolto e amato da Dio. La Vergine dei Poveri ci prende per mano e ci conduce verso la sorgente, verso suo Figlio”. L’invito della Vergine, aggiunge il presule è ad “essere gli uni per gli altri guide verso la sorgente della vera vita, della vera felicità”. “A Banneux, si arriva poveri e si riparte felici nella propria povertà” scrive ancora mons. Jousten ricordando i numerosi pellegrini che ogni anno raggiungono la cittadina delle Ardenne, oggi centro di spiritualità mariana, e luogo di guarigioni. (T.C.)

L'ESSERE CATTOLICO

31 maggio: CHIUSURA DEL MESE MARIANO CON LA FESTA DELLA VISITAZIONE

Proprio oggi, 31 maggio in chiusura del mese mariano per eccellenza, la Chiesa ha posto la memoria della Visitazione.
Festa del 'Magnificat', la Visitazione prolunga ed espande la gioia messianica della salvezza. Maria, arca della nuova alleanza, è 'teofora' e viene salutata da Elisabetta come Madre del Signore. La Visitazione è l'incontro fra la giovane madre, Maria, l'ancella del Signore, e l'anziana Elisabetta simbolo degli aspettanti di Israele. La premura affettuosa di Maria, con il suo cammino frettoloso, esprime insieme al gesto di carità anche l'annunzio che i tempi si sono compiuti. Giovanni che sussulta nel grembo materno inizia già la sua missione di Precursore. Il calendario liturgico tiene conto della narrazione evangelica che colloca la Visitazione entro i tre mesi fra l'Annunciazione e al nascita del Battista. (Mess. Rom.)

E' presente nel Martirologio Romano. Festa della Visitazione della Beata Vergine Maria, quando venne da Elisabetta sua parente, che nella vecchiaia aveva concepito un figlio, e la salutò. Nel gioioso incontro tra le due future madri, il Redentore che veniva santificò il suo precursore già nel grembo e Maria, rispondendo al saluto di Elisabetta ed esultando nello Spirito, magnificò il Signore con il cantico di lode.

Dopo l'annuncio dell'Angelo, Maria si mette in viaggio "in fretta" dice S. Luca per far visita alla cugina Elisabetta e prestarle servizio. Aggregandosi probabilmente ad una carovana di pellegrini che si recavano a Gerusalemme, attraversa la Samaria e raggiunge Ain-Karim, in Giudea, dove abita la famiglia di Zaccaria. E' facile immaginare quali sentimenti pervadessero il suo animo alla meditazione del mistero annunciatole dall'Angelo. Sono sentimenti di umile riconoscenza verso la grandezza e la bontà di Dio, che Maria esprimerà alla presenza della cugina con l'inno del Magnificat, l'espressione "dell'amore gioioso che canta e loda l'amato" (S. Bernardino da Siena): "La mia anima esalta il Signore, e trasale di gioia il mio spirito...".

La presenza del Verbo incarnato in Maria è causa di grazia per Elisabetta che, ispirata, avverte i grandi misteri operanti nella giovane cugina, la sua dignità di Madre di Dio, la sua fede nella parola divina e la santificazione del precursore, che esulta di gioia nel seno della madre. Maria rimane presso Elisabetta fino alla nascita di Giovanni Battista, attendendo probabilmente altri otto giorni per il rito dell'imposizione del nome. Accettando questo computo del periodo trascorso presso la cugina Elisabetta, la festa della Visitazione, di origine francescana (i frati minori la celebravano già nel 1263), veniva celebrata il 2 luglio, cioè al termine della visita di Maria. Sarebbe stato più logico collocarne la memoria dopo il 25 marzo, festa dell'Annunciazione, ma si volle evitare che cadesse nel periodo quaresimale.

La festa venne poi estesa a,tutta la Chiesa latina da papa Urbano VI per propiziare con la intercessione di Maria la pace e l'unità dei cristiani divisi dal grande scisma di Occidente. Il sinodo di Basilea, nella sessione del 10 luglio 1441, confermò la festività della Visitazione, dapprima non accettata dagli Stati che parteggiavano per l'antipapa.

L'attuale calendario liturgico, non tenendo conto della cronologia suggerita dall'episodio evangelico, ha abbandonato la data tradizionale del 2 luglio (anticamente la Visitazione veniva commemorata anche in altre date) per fissarne la memoria all'ultimo giorno di maggio, quale coronamento del mese che la devozione popolare consacra al culto particolare della Vergine.

"Nell'Incarnazione - commentava S. Francesco di Sales - Maria si umilia confessando di essere la serva del Signore... Ma Maria non si indugia ad umiliarsi davanti a Dio perchè sa che carità e umiltà non sono perfette se non passano da Dio al prossimo. Non è possibile amare Dio che non vediamo, se non amiamo gli uomini che vediamo. Questa parte si compie nella Visitazione".

venerdì 30 maggio 2008

I PRIMI VENERDI' DEL MESE: Il Sacro Cuore di Gesù e Santa Margherita Maria Alacoque


Io prometto nell'eccesso della misericordia del mio Cuore che il mio amore onnipotente concederà a tutti quelli che si comunicheranno il primo venerdì del mese per nove mesi consecutivi la grazia della penitenza finale. Essi non moriranno in mia disgrazia, né senza ricevere i Sacramenti, e il mio Cuore sarà loro rifugio sicuro in quell'ora estrema


LE DODICI PROMESSE DEL SACRO CUORE
Mostrando un giorno il suo Cuore a S. Margherita Maria Alacoque Gesù disse:
«Ecco quel Cuore che ha tanto amato gli uomini e dai quali non riceve che ingratitudini e disprezzo...»
In diverse apparizioni a Santa Margherita, Gesù fece le seguenti promesse per coloro che avessero onorato il suo Cuore
1. «Darò loro tutte le grazie necessarie al loro stato».
2. «Porterò soccorso alle famiglie che si trovano in difficoltà e metterò la pace nelle famiglie divise».
3. «Li consolerò nelle loro afflizioni».
4. «Sarò il loro sicuro rifugio in vita e specialmente in punto di morte».
5. «Spargerò abbondanti benedizioni sopra tutte le loro opere».
6. «I peccatori troveranno nel mio Cuore la fonte e l'oceano della Misericordia».
7. «Riporterò le comunità religiose e i singoli fedeli al loro primo fervore».
8. «Le anime fervorose giungeranno in breve a grande perfezione».
9. «Benedirò i luoghi dove l'immagine del mio Sacro Cuore verrà esposta ed onorata».
10. «A tutti coloro che lavoreranno per la salvezza delle anime darò il dono di commuovere i cuori più induriti».
11. «Il nome di coloro che propagheranno la devozione al mio Sacro Cuore sarà scritto nel mio Cuore e non ne verrà mai cancellato».
12. «Io ti prometto, nell'eccesso della Misericordia del mio Cuore, che il mio Amore Onnipotente concederà a tutti quelli che si comunicheranno al primo Venerdì del mese per nove mesi consecutivi, la grazia della perseveranza finale... Essi non moriranno nella mia disgrazia, né senza ricevere i Sacramenti, servendo loro il mio Cuore di asilo sicuro in quell'ora estrema».

Novena al Sacro Cuore di Gesù
(Santa Margherita Maria Alacoque)
Recitata ogni giorno da Padre Pio per tutti quelli che si raccomandavano alle sue preghiere:


Nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo. Amen.
1. O mio Gesù, che hai detto: "In verità vi dico, chiedete e riceverete, cercate e troverete, bussate e vi sarà aperto". Ecco che io busso, io cerco, io chiedo la grazia...
Padre Nostro, Ave Maria, Gloria al Padre.
Sacro Cuore di Gesù, confido e spero in te.
2. O mio Gesù, che hai detto: "In verità vi dico, tutto quello che chiederete al Padre mio nel mio nome, ve lo concederà". Ecco che al Padre tuo, nel tuo nome, io chiedo la grazia...
Padre Nostro, Ave Maria, Gloria al Padre.
Sacro Cuore di Gesù, confido e spero in te.
3. O mio Gesù, che hai detto: "In verità vi dico, il cielo e la terra passeranno, ma le mie parole non passeranno". Ecco che, appoggiato all'infallibilità delle tue sante parole, io chiedo la grazia...
Padre Nostro, Ave Maria, Gloria al Padre.
Sacro Cuore di Gesù, confido e spero in te.
O Sacro Cuore di Gesù, cui è impossibile non aver compassione degli infelici, abbi pietà di noi, poveri peccatori, e concedici la grazia che ti domandiamo per intercessione del Cuore Immacolato di Maria, tua e nostra tenera Madre.
San Giuseppe, padre putativo del Sacro Cuore di Gesù, prega per noi.
Salve Regina.
Nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo. Amen.

giovedì 29 maggio 2008

29 maggio 1930: La spiegazione di Suor Lucia di Fatima dei primi 5 sabati del mese.





La sera di giovedì 29 maggio del 1930, nella cappella del Convento di Tuy, Suor Lucia di Fatima recitava, come ogni sera, l'ora santa alle ore 23 secondo quanto richiesto da Gesù apparso a Paray-le-Monial.

Gesù le rivela che ci sono cinque offese gravi proferite contro il Cuore Immacolato di Maria :


1) le bestemmie contro l'Immacolata Concezione
2) le bestemmie contro la sua verginità
3) le bestemmie contro la sua maternità divina, rifiutando al tempo stesso di riconoscerla come Madre degli uomini
4) le bestemmie di coloro che cercano pubblicamente di infondere nel cuore dei bambini l'indifferenza, il disprezzo e l'odio nei riguardi della nostra Madre Immacolata
5) le offese di coloro che la oltraggiano direttamente nelle sue sante immagini.


"Ecco, figlia mia, il motivo per cui chiedo questa piccola riparazione, ed in considerazione a questa, di commuovere la mia misericordia per perdonare le anime che hanno avuto la disgrazia di offenderlo. Quanto a te, cerca continuamente, con le tue preghiere ed i tuoi sacrifici di commuovere la mia misericordia riguardo queste povere anime"

Questo è il motivo per il quale, in riparazione delle cinque bestemmie contro la sua Santissima Madre, Nostro Signore Gesù Cristo ci chiede la devozione riparatrice nei primi cinque sabati del mese, reclamati dal Signore e da sua Madre nel 1925.

"Volevano dare la grazia del perdono alle anime che hanno la disgrazia di offendere il Cuore Immacolato di Maria per mezzo di questa piccola devozione ", spiega Suor Lucia. "La Santissima Vergine promette alle anime che cercheranno di riparare in questa maniera, di assisterle nell'ora della morte con tutte le grazie necessarie per salvarsi".


La devozione consiste nel ricevere la Santa Comunione il primo sabato per cinque mesi consecutivi, nel recitare un rosario e tenere compagnia alla Madonna per quindici minuti, meditando sui Misteri del Rosario, e a confessarsi con la stessa intenzione. La confessione, ad eccezione dei peccati mortali, potrà essere fatta in un altro giorno.

lunedì 26 maggio 2008

26 maggio e la Madonna a Caravaggio


Era il tardo pomeriggio del 26 maggio 1432 e Giovannetta, o Giannetta, 32 anni, sposa poco felice di Francesco Varoli, contadino o forse soldato, si rivolse come era solito fare a Dio e alla Madre di suo Figlio con fiducia per trovare conforto alle umiliazioni e ai maltrattamenti cui il marito continuamente la sottoponeva.

"Ascolta bene e ricorda le mie parole.- disse Maria - Mio Figlio Onnipotente voleva distruggere la terra tutta per la cattiveria degli uomini che continuano a compiere sempre nuove scellerataggini e peccati. Ma io l'ho pregato per sette anni perché ciò non facesse. Voglio che tu dica a tutti che digiunino a pane e acqua il venerdì in onore di Mio Figlio e che celebrino il sabato dopo il vespro per devozione a Me. Alzati e non temere. Riferisci ciò che ti ho comandato e quanto dirai sarà comprovato da tali meraviglie che nessuno dubiterà della verità delle tue parole".

Nel luogo ove era inginocchiata Giovannetta sgorga una fonte mai vista prima alla quale gli ammalati "confidando nella potenza divina si recarono e ritornarono poi liberati dalle infermità di cui erano afflitti".
L'apparizione della Madonna avviene in un momento difficile per la gente di Caravaggio che viveva al confine fra due Stati: Venezia e Milano. Quelle terre erano crocevia di saccheggi, di lotte sanguinose, di scorribande di compagnie di ventura. Entrarne in possesso significava controllare in campo militare ed economico le popolazioni bergamasche e cremonesi. Da qui le lotte, gli assedi, le stragi. Solo sotto il dominio degli Sforza Caravaggio conosce un periodo di relativa pace. Rimarrà Stato di Milano fino all'unità d'Italia, passando alla provincia di Bergamo nel 1861. Da quel lontano 1432 i pellegrini fanno di Caravaggio uno dei centri di attrazione spirituale nella geografia mariana d'Italia: più di due milioni e mezzo di pellegrini (e tra loro anche Giovanni Paolo II nel giugno 1992) giungono in questo grandioso tempio edificato nella pianura lombarda per venerare Santa Maria del Fonte.


Caravaggio non é solo uno dei più importanti templi mariani d'Italia, con una storia centenaria ed una sua ricca spiritualità; é anche uno scrigno d'arte. Il 31 luglio 1432, a soli due mesi dall'apparizione, il vescovo di Cremona concedeva la facoltà di "porre in luogo la prima pietra della chiesa".

ECCOCI MADRE, GUIDACI!


Mentre invitiamo a mantenere gli impegni quotidiani personali già presi, esortiamo per diventare “un cuor solo e un'anima sola” a mettersi in unione spirituale col Movimento in uno o più appuntamenti in modo costante.

Ore 7.30 Santo Rosario
Ore 12.00 Angelus (da Pasqua a Pentecoste Regina Coeli)
Ore 15.00 Coroncina della Divina Misericordia
Ore 17.20 Santo Rosario
Ore 17.40 * 18.40 (ora solare-ora legale) Apparizione della Vergine Santissima a Medjugorje
Ore 20.30 Santo Rosario
Ore 24.00 Santo Rosario
Ore 3.00 Coroncina della Divina Misericordia

Mercoledì e Venerdì: Digiuno a pane ed acqua. Per chi non può non un fioretto ma un "fiorone"... e comunque sempre digiuno dal peccato!

Terminiamo ripetendo sempre:
Maria, Regina della Pace e del Movimento, Madre mia: totus tuus!